Fino a qualche anno fa, parlare di benessere intestinale veniva considerato inappropriato, al punto da essere considerato quasi un tabù. Oggi non è più così: l’intestino è diventato un organo di primaria importanza, perché si è capito che il segreto di una buona salute passa proprio da qui.
L’apparato digerente non è connesso solo alla buona digestione e all’assimilazione dei nutrienti che ingeriamo con il cibo. Il nostro intestino è direttamente connesso al sistema immunitario, influenza il nostro umore e l’equilibrio ormonale.
Se il nostro intestino è in disordine possiamo sentirci stanchi, soggetti a forti sbalzi d’umore, a gonfiore addominale, a disturbi cutanei anche molto visibili.
Per questo è sempre più importante curare il benessere della flora intestinale, così da mantenere in equilibrio tutto il nostro organismo.
L’importanza del microbiota intestinale
Si dice che nell’intestino ci sia un secondo cervello, poiché in esso sono presenti dei neuroni e delle cellule gliali che comunicano con il sistema nervoso centrale, formando un vero e proprio asse intestino-cervello.
Cervello e intestino, quindi, lavorano insieme e in tutto questo assume un ruolo fondamentale il microbiota intestinale, tanto importante da riuscire anche a influenzare l’esito di alcune terapie.
Questi 100 trilioni di micro-organismi che vivono nel nostro organismo sono deputati al mantenimento non solo dell’equilibrio dell’apparato digerente in sé, ma anche di quello extra-intestinale e, per questo, devono essere perfettamente in salute.
Se ciò non accade, si possono instaurare malattie infiammatorie croniche, ma si studia attivamente anche la relazione tra microbioma e obesità, morbo di Parkinson e finanche problemi neuropsichiatrici.
I sintomi di un intestino in difficoltà
Proprio come avviene per il nostro cervello, anche l’intestino manda dei segnali se non è perfettamente in salute e, per questo motivo, è molto importante riconoscerli così da approfondire e rimediare.
Spesso, ad esempio, si tende a minimizzare la presenza di stipsi o diarrea. La regolarità dell’alvo è molto importante e quando stitichezza e diarrea si alternano è bene prestare la dovuta attenzione, poiché potrebbero nascondere un’alterazione del microbiota o, ancora peggio, la sindrome dell’intestino irritabile.
Un altro segnale, spesso preso poco in considerazione, è il gonfiore addominale persistente. In questo caso, soprattutto in presenza di forte meteorismo, è possibile che siano in atto delle problematiche di fermentazione o di rallentamento dello svuotamento intestinale.
Anche la stanchezza può essere un campanello d’allarme. Se questa non è motivata, la causa potrebbe proprio risiedere nell’intestino e, quindi, vale la pena approfondire.
Non si dovrebbero mai sottovalutare anche le reazioni avverse ad alcuni alimenti come, ad esempio, lattosio o glutine. In questo caso si possono avere disturbi intestinali anche a distanza dai pasti ed è importante indagare approfonditamente.
Nella maggior parte dei casi si tratta di intolleranze alimentari, che devono essere diagnosticate quanto prima per non compromettere la funzionalità intestinale e la qualità della vita.
In questo caso, il breath test (di cui si parla approfonditamente qui) è la soluzione più veloce e meno invasiva da prendere in considerazione.
Fonti
A.M. Goldstein, R.M.W. Hofstrab, A.J. Burns. Building a brain in the gut: development of the enteric nervous system. Clin Genet, vol.83(4)
E.A. Mayer. Gut feelings: the emerging biology of gut-brain communication. Nat. Rev. Neurosci.
Mu, Y. Yang, W. Zhu. Gut Microbiota: The Brain Peacekeeper. Frontiers in Microbiology.
Disclaimer: La tua salute è il tuo bene più prezioso: non prendere decisioni relative alla salute senza aver consultato un medico. La loro esperienza e conoscenza possono aiutarti a prendere scelte informate e sicure.
