Venerdi, 20 settembre 2019

Vittime e carnefici di un piano ben ordito

Una riflessione tratta da Il pendolo di Foucault

neltempo

"Inventare un Piano: il Pia­no ti giustifica a tal punto che non sei neppure responsabile del Piano stesso. Basta tirare il sasso e nascondere la mano.  Creare un'immensa speran­za che non possa mai essere sradicata perche' la radice non c'e'. Creare una verita' dai contorni sfumati: non appena qualcuno cerca di definirla, lo scomunichi.  (da Il pendolo di Foucault).

A volte ricor­rere a qualche espressione filosofica per raccontare la realtà delle vicende umane fa apparire verosimile la realtà. La speranza (o la presun­zione!) è quella di inviare un messaggio a chi ha la bontà di rifletterci un po' su. L'uni­co sforzo è quello di cercare di calare i concetti  espressi nella realtà in cui viviamo. Se quel che si dice può apparire incomprensi­bile, allora non ci sono che due spiegazioni: 1) chi scri­ve non riesce a trasmettere il senso delle sue riflessio­ni; 2) chi legge potrebbe essersi distratto dalla realtà in cui si vive. Una cosa è certa! Tutti noi, come recita l'espressione sopra ripor­tata siamo compresi in un "Piano". C'è chi muove le fila del Piano e chi, invece, quel Piano lo subisce. Consapevole o inconsapevole che sia. Il che può prestarsi a diverse interpretazioni. Chi è capa­ce di inventarsi un Piano, lo fa in maniera del tutto innocente o in maniera pervicacemente diabolica? Avviene in quasi tutti i settori della società civile. Se parliamo di giustizia. Se dobbiamo fare una rifles­sione, in virtù di recenti avvenimenti, in materia giudiziaria, ci rendiamo conto di quanti personaggi, famosi o noti che siano, sono stati in grado di inven­tarsi il loro singolare Piano. Di quanto siano stati capaci di trovare giustificazioni al loro comportamento. Fino ad essere capaci di tirarsi fuori, di declinare qualsiasi personale responsabilità. Di non comparire come i veri ideatori del Piano. Sono quelli a cui è bastato "tirare il sasso e nascon­dere la mano". Affidando le proprie contorte trame ad altri. Nascondendosi dietro un formale disimpe­gno. Suggerendo (sempre di nascosto) una elaborata strategia. Priva di alcun fondamento di verità. Senza radici, appunto. Che pertanto diventa difficile da sradicare. Soprattutto nell'opinione pubblica che si lascia soggiogare da quel Piano. A questi personaggi basta far credere di essere affidabili. Essersi creata una certa presunzione di credibilità per convincersi che il Piano che propone è fondato. E' l'arte di crea­re e forse anche di mistificare, quindi, quella verità dai contorni sfumati. Quel tanto da renderla verosimi­le solo perché profferta da quella ingegnosa capacità di connettere tra loro fatti e circostanze, seppure del tutto spudorati. Fino al punto di minacciare chi si oppone di una sorta di scomunica e fare apparire gli altri come i veri bu­giardi. La verità che recita "Il pendolo di Focault", quindi appare in tutta la sua realtà più evidente, ma ci porta anche ad una più semplice riflessione: come deve essere giudicato quel personaggio che, in maniera così spudorata, lancia quel classico sasso e poi ritrae la mano? Alla vostra fantasia la definizione che ritenete più opportuna!

 

 


25 agosto 2014 11:15

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