Venerdi, 28 febbraio 2020

Il primo (ed unico) rapporto sull'attuazione dell'accordo sul petrolio

L'ENI fa tutto da sola, comprese le domande e le risposte

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A dicembre 2012, quattordici anni dopo la sua sottoscrizione, arriva il primo rapporto sullo stato di attuazione dell'accordo sul petrolio estratto dal sottosuolo lucano. A redigerlo, senza alcun contraddittore, è l'ENI, uno dei due sottoscrittori. L'altro, la Regione Basilicata, non sembra in grado nemmeno d'interloquire. Siamo in una situazione paradossale. L'ENI dichiara unilateralmente le quantità di greggio estratte. L'ENI racconta lo stato di attuazione dell'accordo che si era impegnata a rispettare. L'ENI decide quali parti dell'accordo sono "superate" e cancella gli impegni assunti. L'ENI decide quali punti dell'accordo, semplicemente, non menzionare. L'ENI si fa le domande e L'ENI si dà le risposte. Poi, come scriviamo in altra parte di questo numero, si scopre che non c'è traccia di una "delega" che parrebbe indispensabile per sottoscrivere un accordo che doveva essere tra Stato Italiano e Regione Basilicata ed appare, invece, come un accordo tra una Società per Azioni e l'Ente regionale in materia in cui l'ENI assume impegni che non rientrano nelle sue finalità statutarie. Fatti di ordinaria politica in materia di petrolio. Vale appena il caso di ricordare che il petrolio che l'ENI dichiara di estrarre annualmente dal sottosuolo lucano, se non fosse ceduto alle compagnie petrolifere in cambio di un'infima percentuale del suo valore, consentirebbe di pagare la quota dell'IMU che si cerca affannosamente di sgravare dai cittadini caricandola sulle imprese. Cioè, nuovamente, sui cittadini. Forse sarebbe il caso che qualche onorevole a 5 stelle, sugli altri tutti i tentativi di sensibilizzazione proposti sono falliti, lasciasse perdere l'inezia dei rimborsi per affrontare i temi che determinano l'economia dell'intero Paese!

Titoletto: Estratto dal "Primo rapporto sull'attuazione degli accordi sul petrolio del 18/11/1998"

< Rispetto al Protocollo d'Intenti del 1998, ci sono state inadempienze da parte di ENI? Se sì, perché? >

Su buona parte degli Accordi Attuativi vigeva la clausola sospensiva che subordinava la realizzazione delle attività all'avveramento di una condizione: sarebbero rimasti in stand-by fino a quando non fossero divenuti esecutivi tutti i provvedimenti amministrativi, le autorizzazioni, i pareri e i nulla osta di competenza regionale e non, che avrebbero consentito a ENI di dare corso ai programmi di sviluppo (ampliamento Centro Olio, posa oleodotto, sviluppo Trend 1). Gli Accordi per i quali è stata prevista la clausola sospensiva sono: il numero 2 che obbligava ENI a concorrere alla realizzazione di programmi regionali per lo sviluppo sostenibile; il numero 4 in base al quale ENI avrebbe dovuto sostenere i costi della gestione del sistema di monitoraggio; il numero 5 che stabiliva per ENI l'obbligo di contribuire per 2/3 al completamento delle reti di distribuzione del gas metano; il numero 6 che prevedeva un anticipo delle royalty; il numero 8 che prevedeva la costituzione, insieme alla Regione Basilicata, della Società Energetica Regionale S.E.R., una società per azioni che avrebbe dovuto rendere disponibile energia a basso costo; il numero 9 che stabiliva la partecipazione al capitale di una Società Regionale di Sviluppo; il numero 10 che obbligava ENI a stipulare un accordo con la Regione Basilicata per l'erogazione di borse di studio, dottorato e post dottorato, corsi di specializzazione sui temi dell'ambiente, dell'energia, del management delle risorse e dell'innovazione tecnologica. Da parte di ENI non si sono registrate inadempienze rispetto agli accordi assunti. Soltanto in alcuni casi, gli accordi sono stati superati da nuove determinazioni, il che ha portato a una revisione degli accordi stessi alla luce delle mutate necessità del contesto. ENI ha superato la condizione sospensiva dando attuazione agli Accordi, pur non avendo ancora completato tutte le attività previste nel Trend 1 per la produzione di 104.000 barili giorno di olio.

< Tra gli accordi del '98 vi è la costituzione di una Società Energetica Regionale. Qual è la situazione attuale? >

Il Protocollo d'Intenti firmato nel 1998, all'articolo 4, prevedeva l'impegno da parte di ENI a partecipare alla costituzione di una società energetica regionale avente come obiettivo prioritario quello "di rendere disponibile energia elettrica a basso costo in modo da essere competitiva nel futuro mercato elettrico nazionale", sfruttando le condizioni logistiche favorevoli della presenza di gas in zona per l'alimentazione di una centrale a ciclo combinato turbogas. Il relativo Accordo Attuativo non è mai stato sottoscritto. Nel frattempo le mutate condizioni del mercato energetico (liberalizzazione, Decreto Letta e Bersani, Legge Marzano) e la costituzione della SEL con Legge Regionale n. 13 del 2006, hanno fatto considerare superato l'impegno assunto.

A cura di ENI S.p.A.                                                                               

Claudio Galante

Redazione on line
10 luglio 2013 20:31

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