Martedi, 21 gennaio 2020

Ciocchegiusto: Collabbboriamo

AZZECCAGARBUGLI

Tutta la Corte d'Appello era schierata in pompa magna: toghe rosse, ermellino e piglio fiero. All'apertura dell'Anno Giudiziario del Distretto di Napoli, Ciocchéggiusto non sarebbe mancato nemmeno se avesse dovuto andarci in lettiga. Troppo ghiotta l'occasione di spettegolare su magistrati, avvocati, mogli, mariti, parenti e conoscenti del "suo" mondo. Troppo irripetibile la circostanza di seminare zizzania e spargere promesse, pacche e minacce a quella turba di operatori dell'amministrazione giudiziaria che più o meno coscientemente ripetevano quell'annuale raduno. Ahimè, da vero fifone qual era, non aveva avuto il coraggio di sedersi in prima fila. E nemmeno era in seconda, terza, quarta... Era oltre l'ultima, tra la soglia d'ingresso ed il corridoio in modo da poter guadagnare rapidamente l'una o l'altro a seconda della bisogna. Troppo aveva esagerato e la fifa nera che qualche magistrato lo apostrofasse in pubblico, gli suggerì di tenersi a debita distanza. Aveva un piccolissimo codazzo, quasi un codino: l'autista del Presidente del Tribunale di Caserta e una giovanissima collega che non sembrava avere nell'acume giuridico l'elemento di maggior attrazione. Con quei due ebbe a commentare ogni ingresso ed uscita. Quello è una capra, fa l'avvocato ma non quaglia niente. Figlio di grandissimo avvocato, nulla ha preso dal padre. La figlia di mia sorella ha frequentato il liceo con lui e mi diceva sempre che lo studio e quel signore abitano a 1000 chilometri di distanza, ciocchéggiusto. Poi venne il suo turno e andò al leggìo. Dopo aver ringraziato tutte le autorità d'Italia, della Campania e di Napoli e tutti gli Ordini Forensi d'Italia, esordì: "Io voglio lanciare un'idea, un concetto che nell'intimo mi sorge e che tutti i colleghi hanno approvato e approvano. Noi dobbiamo inaugurare una stagione nuova. Una stagione in cui fra magistrati ed avvocati deve sussistere un vincolo di collaborazione. Noi dobbiamo collaborare con il magistrato, succeda quel che succede". Dopo una fitta schiera di applausi, tornò in fondo alla sala e aspettò quello che sapeva sarebbe arrivato ma non immaginava così veemente.

Era il suo "solito" incubo, l'avvocato Vinto! "Mi dispiace deludere l'avv. Ciocchéggiusto, ma lo devo dire chiaro: gli avvocati, ovvero un avvocato che si rispetti, non collabora con nessuno, all'infuori dei suoi assistiti Io non collaboro con nessuno, men che meno con i magistrati che sono le mie controparti. Rispetto dei ruoli e delle istituzioni, ma la collaborazione mai. Viene l'orticaria solo a pensarci. Ciocchéggiusto era già fuori dalle prime battute e si avviava a ricevere l'ennesima critica feroce per la disinvoltura con cui gestì il potere, ciocchéggiusto! (Continua)       Mattìa Solveri

Redazione on line
14 febbraio 2013 15:06