Martedi, 21 gennaio 2020

La revisione condominiale e...la partita doppia

LA REVISIONE CONDOMINIALE E... LA PARTITA DOPPIA In una puntata del suo talk show , il conduttore Fabio Fazio ebbe ad affermare: " Nessuno conosce le regole dell'amore, pochissimi quelle del condomìnio ". Ancor meno, aggiungerei, quelle della contabilità condominiale, alla luce dell'organica Riforma del Condomìnio varata con la Legge n. 220 dell'11 dicembre 2012, entrata in vigore il 18 giugno 2013. Forse, si conterebbero sulle dita di una mano gli amministratori di condominio che sin qui hanno contabilizzato i fatti amministrativi in partita doppia secondo il classico criterio della cosiddetta competenza ! La cartina al tornasole? Si provi a reperire sul mercato dei software un adeguato programma che rispetti l'anzi detto criterio di contabilizzazione! E' su codesto pontone concettuale che, a mio sommesso parere, il Revisore Condominiale (nuova figura professionale contemplata dall'art. 1130 bis del Codice Civile) dovrà piantar la tenda per navigare tra le onde bige (citando il sommo Dante) delle scritturazioni contabili. Il termine "competenza", qui inteso non quale piena capacità di orientarsi in determinati campi, ma, più specificatamente, quale principio della competenza economica che consente (meglio: impone) di imputare ( caricare ) a ciascun esercizio amministrativo San Matteo apostolo ed costi/oneri ( spese ) e ricavi/proventi, indipendentemente dalla data evangelista, patrono dei del pagamento o dell'incasso, come sancisce l'art. 2423 bis del contabili ( Caravaggio )Codice Civile (il principio n.11 OIC - Organismo Italiano di Contabilità, così recita: " L'effetto delle operazioni e degli altri eventi deve essere rilevato contabilmente ed attribuito all'esercizio al quale tali operazioni si riferiscono e non a quello in cui si concretizzano i relativi movimenti di numerario [incassi e pagamenti] "). Insomma: il costo (e/o il ricavo) è di competenza dell'esercizio ( anno condominiale ) se nell'esercizio stesso è maturato o ha dato la sua utilità, a prescindere dall'esborso (o incasso) monetario che possa seguirne. I bilanci ( rendiconti ) redatti per competenza economica risultano i più adatti a fornire informazioni in merito al reale stato di salute dell'ente (il Condomìnio, nella fattispecie), con riferimento alla situazione patrimoniale-finanziaria ed a quella economica. In concreto, operando ragioneristicamente , avremmo: - la fase della imputazione (in Dare, il conto Costo/spesa, ed in Avere il conto Fornitore: ho acquistato un bene o un servizio e mi si accende un debito verso la ditta che mi ha venduto un manufatto o mi ha erogato un servizio); e, - la fase del pagamento (alla scadenza concordata, in Dare, il conto Fornitore, a saldo o in acconto della partita debitoria, ed in Avere il conto Banca per la somma bonificata alla ditta creditrice). La scrittura contabile c.d. in partita doppia è ad interfaccia: sorge una spesa, sorge un debito; nasce un ricavo, nasce un credito. E' un passaggio obbligato che lascia una traccia (alla stregua della bava di lumaca!) lungo il cammino degli accadimenti aziendali, o fatti amministrativi che coinvolgono la vita di ogni giorno nell'ambito dell'impresa o dell'ente-condomìnio. Durante i decenni ante Riforma, era prassi consolidata l'applicazione della tecnica contabile col metodo della partita semplice : rilevazione della spesa e contestuale pagamento del quantum (per cassa o per banca); la contabilizzazione scritturale, molto elementare, era monca della fase primaria di imputazione del costo/spesa e della contemporanea insorgenza del debito verso il fornitore. La situazione finanziaria dare-avere del Condomìnio era prevalentemente evidenziata in documenti extra-contabili che, pur tuttavìa, tenevano informati i Condòmini sui dati creditori-debitori in essere. Il ruolo del Revisore è particolarmente delicato e strategico nell'ambito della valorizzazione del comparto edilizio del Paese: ha l'incarico di tutelare il patrimonio condominiale e immobiliare; deve farsi garante della trasparenza della gestione contabile, provvedendo a verificare: l'esistenza, l'inerenza, la competenza economica , la completezza ed il compimento dei fatti amministrativi 1 ​accaduti durante l'esercizio. Il Revisore, e l'Amministratore, devono perseguire l'obiettivo di preservare, nel tempo, il patrimonio del Condomìnio. Entrambi, giammai dovranno scivolare lungo il declivio che sfocia nello scontro; bensì, approcciarsi ad un rapporto positivo-costruttivo, maieutico direi, dialettico d'indagine sui conti (e non solo): un rapporto paritario e dialogico, e precipuamente in ambito socratico-platonico, onde far partorire la verità sulla realtà condominiale. Il Revisore dovrà assoggettare a verifica quei documenti obbligatori necessari per una corretta tenuta della contabilità condominiale, i c.d. documenti di struttura (anagrafe dei Condòmini, tabelle millesimali e loro criteri di formazione, piano dei conti, ecc.); oltre ai documenti contabili - amministrativi - fiscali (rispettivi dettagli analitici e piani di riparto del preventivo e del consuntivo di gestione; prospetti economico-reddituale e finanziario-patrimoniale; nota integrativa e relazione sulla gestione, ecc.). Perché la natura giuridica, patrimoniale e fiscale del Condomìnio implica i diversi concetti di: ente di gestione, autonomia patrimoniale e personalità giuridica, consumatore finale ai fini iva e irpef. Eppure quello di viver civilmente e serenamente: i miei, con saggezza contadina, mi ribadivano sempre che giammai si deve litigare con i parenti ed i vicini (Condòmini inclusi)!

Berardino Grillo 

Redazione on line
27 dicembre 2019 10:19