Giovedi, 17 ottobre 2019

Open design School e Atelier Bow How a servizio delle migrazioni e del cibo satellitare

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OPEN DESIGN SCHOOL E ATELIER BOW HOW INSIEME PER STUDIARE UN DESIGN A SERVIZIO DELLE MIGRAZIONI E DEL CIBO SOSTENIBILE

A dicembre lo studio giapponese tornerà a Matera per lavorare con Open Design School per lavorare insieme su design e architettura a valenza socialeNei giorni scorsi si è a Matera, presso Casino Padula, sede dell'Open Design School il Solar Cooking Club, con gli architetti giapponesi Yoshiharu Tsukamoto Momoyo Kaijima dello studio Atelier Bow Wow. Il workshop, organizzato da Open Design School, è stato dedicato all'autocostruzione di un Solar Cooker, un forno che utilizza l'energia solare per riscaldare, cuocere, pastorizzare bevande e alimenti, un metodo di cottura diffuso in tutto il mondo, a basso costo economico e ambientale, che permette di ridurre i costi del carburante, l'inquinamento atmosferico e il rallentamento di deforestazione e desertificazione causato dalla raccolta di legna da ardere per cucinare.

La due giorni di settembre è stato il primo passo di un progetto più ampio che rivedrà lo studio di architettura giapponese a Matera, nell'ambito delle attività che Open Design School realizzerà all'interno del festival Open Culture che chiude e rilancia Matera 2019. A partire dal tema delle architetture pop up, lo studio e Open Design School lavoreranno insieme sulla realizzazione di micro-oggetti, architetture nomadi che diventano attivatrici di una nuova idea di spazio, in un presente in cui l'organizzazione degli ambienti e la creazione di villaggi effimeri sono argomenti all'ordine del giorno.  Il progetto apre infatti alla comunità locale attraverso l'orto urbano di Casino Padula che diventa luogo di aggregazione e presenta una funzione sociale; inoltre nell'ottica dell'inclusione e della condivisione del bene comune, ha l'ambizione di allargare alla comunità nomade e dei migranti.

 

Il tema del cibo sarà ancora al centro di questa progettualità, sperimentando nuovi metodi di cottura e conservazione dei cibi che utilizzano energie pulite, come il sole o il raffrescamento passivo, utilizzando materiali naturali. "Ciò che cercheremo di fare", commenta Rita Orlando, project manager di Open Design School, "è sviluppare piccoli progetti in modalità do it yourself e open source, che metteremo infatti a disposizione di tutti, in modo da ragionare non solo sul cibo, ma anche sulle ricadute sociali che design e architettura possono creare. Vorremmo cominciare a indagare il tema delle migrazioni stagionali e dei villaggi fantasma che compaiono nelle campagne soprattutto nel periodo estivo e a seconda della stagionalità dei prodotti da raccogliere, per provare a capire come si possano sviluppare una serie di progetti utili per chi è nomade da un luogo all'altro, che non a casa, e possa finalmente avere degli strumenti per realizzare da sé una serie di oggetti che permettano loro di vivere una vita migliore".

Il progetto è partito con un workshop in cui i partecipanti hanno potuto anche sperimentare l'utilizzo del Solar Cooker ed ha coinvolto l'Istituto Comprensivo Pascoli Matera, la Scuola Don Milani del Quartiere di Agna, e le comunità di Casa Netural e di Gardentopia, il progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 sulla cultura del verde e la cittadinanza attiva ibridati dall'arte contemporanea a cura di Pelin Tan.

 

A margine si è tenuto il talk "Creating Better Accessibility to the local resources", con la partecipazione di Yoshiharu Tsukamoto che ha analizzato e approfondito la filosofia dello studio di architettura giapponese, basato e incentrato sull'Architettura Comportamentale e la facilitazione nell'accesso alle risorse locali.

Lo studio Atelier Bow Wow, fondato a Tokyo nel 1992, rappresenta un'originale realtà nel panorama architettonico contemporaneo avendo l'obiettivo di una ricerca che esplora le caratteristiche urbane della microarchitettura e le sfide poste da densi ambienti urbani, come quello giapponese, con un approccio che si applica a un ampio raggio di situazioni che vanno da piccoli oggetti alla città nel suo complesso.

 

Open Design School è un laboratorio di sperimentazione e innovazione interdisciplinare, progetto pilastro al servizio della realizzazione del programma culturale di Matera 2019. In 19 mesi di attività di Open Design School sono stati coinvolti 110 artisti e professionisti lucani, italiani ed europei, che insieme, hanno mappato circa 400 luoghi, prodotto 9 grandi mostre, 11 installazioni urbane e 10 eventi culturali, favorendo così l'incontro e la fruizione di contenuti creativi da parte del pubblico. Open Design School è una piattaforma orizzontale. Un luogo di condivisione e apprendimento reciproco, mosso dalla necessità di scambio creativo continuo tra arte, scienza e tecnologia. Al suo interno si disegnano, modellano e costruiscono soluzioni attraverso un sistema modulare che, oltre che essere funzionale e reversibile, modifica temporaneamente lo spazio urbano suggerendo nuove possibilità d'uso, invitando il pubblico a fruire dei contenuti artistici e sentirsi parte attiva di Matera 2019.

info: Santa Nastro +39 3201122513 snastro@gmail.com

 

  

 

Redazione on line
04 ottobre 2019 10:16