Venerdi, 20 settembre 2019

Il seminario di Teologia sulla Terza Missione dell’Università Cattolica

 

Si terrà a Matera dal oggi al 12 settembre l'incontro annuale dei docenti di Teologia e assistenti pastorali dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. La Terza Missione dell'Università: cultura, società, futuro. Pensare e vivere l'Università Cattolica in "uscita missionaria" (Christus Vivit 222): questo il titolo dell'iniziativa, promossa dal Collegio dei docenti di Teologia, dal Centro pastorale dell'Ateneo e dall'Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori.

L'iniziativa - che si svolgerà nell'ambito delle attività di "Università Cattolica incontra Matera 2019" - sarà l'occasione non solo per immergersi nel dibattito che sta animando la Capitale Europea della Cultura 2019 ma anche per raccontare, attraverso incontri e testimonianze, le tante iniziative di Terza missione che l'Ateneo sta realizzando nel territorio italiano, in particolare al Sud e in Basilicata.

Tra i relatori, monsignor Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica, e monsignor Stefano Russo, segretario della Conferenza episcopale italiana.

Buon lavoro.   Katia Biondi   (335 1376604)

 Cultura, società, futuro: a Matera il seminario di Teologia sulla Terza Missione dell'Università Cattolica

Dal 9 al 12 settembre l'incontro annuale dei docenti di Teologia e assistenti pastorali. Un confronto sul contributo dell'Ateneo allo sviluppo del tessuto socio-economico del Paese. Tra i relatori monsignor Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica, e monsignor Stefano Russo, segretario Cei  

Milano, 6 settembre 2019 - L'Università Cattolica e la terza missione, tra percorsi formativi, proposte culturali, obiettivi futuri. È il filo conduttore che quest'anno caratterizzerà il tradizionale seminario dei docenti di Teologia e degli assistenti pastorali che si svolgerà nell'ambito delle attività di "Università Cattolica incontra Matera 2019". Per quattro giorni, da lunedì 9 a giovedì 12 settembre, i 53 tra docenti di Teologia e assistenti pastorali dell'Ateneo si ritroveranno nella Città dei Sassi per riflettere sul contributo che l'Università Cattolica può dare allo sviluppo del tessuto socio-economico del Paese.

La Terza Missione dell'Università: cultura, società, futuro. Pensare e vivere l'Università Cattolica in "uscita missionaria" (Christus Vivit 222), questo il titolo dell'iniziativa, promossa dal Collegio dei docenti di Teologia, dal Centro pastorale dell'Ateneo e dall'Istituto degli Studi Giuseppe Toniolo. Le giornate di studio saranno l'occasione non solo per immergersi nel dibattito che sta animando la Capitale Europea della Cultura 2019 ma anche per raccontare, attraverso incontri e testimonianze, le tante iniziative di Terza missione che l'Ateneo sta svolgendo nel territorio italiano, in particolare al Sud e in Basilicata.

«Il seminario che si terrà a Matera - spiega l'assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori - sarà l'occasione per approfondire temi di straordinaria attualità che riguardano il ruolo e la missione delle università, e in particolare dell'Università Cattolica, a cui è chiesto di sviluppare, oltre alla didattica e alla ricerca, percorsi concreti per interagire in modo dinamico e costruttivo con le grandi sfide del Paese, dando così un peculiare e decisivo contributo allo sviluppo umano e sociale. In questo quadro anche la teologia è chiamata a dare il suo specifico apporto offrendo chiavi antropologiche, etiche e spirituali per uno sviluppo integrale che sappia tenera assieme tradizione e innovazione, sviluppo e sostenibilità ambientale, progresso e promozione sociale nella giustizia e nella pace per tutti».

L'incontro prenderà il via lunedì 9 settembre alle ore 15.30 nel Salone degli Stemmi (Episcopio di Matera) con i saluti di monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo, arcivescovo di Matera-Irsina, di Franco Anelli, rettore dell'Università Cattolica, di Raffaello Giulio De Ruggieri, sindaco di Matera, di Salvatore Adduce, presidente della Fondazione Matera Basilicata 2019. Seguirà il dibattito intitolato La terza Missione dell'Università: contenuti, obiettivi e percorsi, preceduto dall'introduzione di monsignor Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell'Ateneo. Con monsignor Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica, e il rettore Franco Anelli, si confronteranno Aurelia Sole, rettore dell'Università degli Studi della Basilicata, Alberto De Toni, rettore dell'Università degli Studi di Udine e presidente della Fondazione CRUI.

La giornata di martedì 10 settembre (ore 9.00) si concentrerà sul tema: Terza missione e Università Cattolica: una storia che sa di futuro. Dopo l'introduzione di don Pier Davide Guenzi, docente di Teologia all'Università, si alterneranno le relazioni di Mario Taccolini, prorettore dell'Università Cattolica, di monsignor Claudio Stercal, docente di Teologia in Cattolica, di Ernesto Diaco, direttore dell'Ufficio Nazionale per l'educazione, la scuola e l'università. Alle 11.30 alcuni rappresentanti dell'Associazione Alumni, coordinati da Giovanni Marseguerra, delegato per l'Offerta Formativa, porteranno la loro testimonianza di ex studenti dell'Università Cattolica.

Teologia e innovazioni scientifiche: cambiamenti e prospettive è il titolo della tavola rotonda che alle ore 9.00 apre i lavori della giornata di studio di mercoledì 11 settembre. Sarà don Luca Peyron, docente di Teologia dell'Università Cattolica e dell'Università di Torino a introdurre le relazioni di Adriano Fabris, docente di Filosofia ed Etica della comunicazione all'Università di Pisa, Roberto Diodato, docente di Estetica nella facoltà di Scienze della formazione dell'Università Cattolica, e di don Raffaele Maiolini, docente di Teologia in Cattolica. La sessione pomeridiana si articolerà in una visita guidata alla Chiesa rupestre: "Cripta del Peccato Originale" e nel momento di spiritualità nel Santuario Madonna di Picciano Formare i giovani alla luce dell'Esortazione apostolica "Christus vivit", a cura di don Carmine Lamonea, responsabile della pastorale giovanile Regione Basilicata.

I lavori del seminario si concluderanno giovedì 12 settembre con la tavola rotonda Terza Missione all'opera: esperienze e prospettive, in programma alle ore 9.30, nell'Auditorium Casa Sant'Anna. Al dibattito, coordinato da Antonella Sciarrone, prorettore dell'Università Cattolica e presidente EDUCatt, e da don Paolo Bonini, docente di Teologia, parteciperanno monsignor Stefano Russo, segretario generale della Conferenza episcopale Italiana (Cei), Silvano Petrosino, docente di Filosofia in Cattolica, Mario Molteni, delegato ai Rapporti con le imprese e Terza Missione dell'Ateneo, Mario Gatti, direttore del campus di Milano e dell'area Ricerca e Sviluppo, Enzo Viscardi, assistente pastorale, Alessandro Sgambato, direttore scientifico dell'Irccs Crob di Rionero in Vulture, Ivana Pais, responsabile del Progetto Orientamento Basilicata - Percorso Lucania FutureLab, Paola Bignardi, dell'Istituto Toniolo, coordinatrice Rapporto Giovani e Osservatorio Giovani SUD, Paolo Verri, direttore generale Fondazione Matera-Basilicata 2019.

Chiuderà i lavori del Seminario l'intervento dell'assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori.

Nel corso delle giornate ci saranno anche le Celebrazioni Eucaristiche presiedute da monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo, arcivescovo di Matera-Irsina, da monsignor Giovanni Intini, vescovo di Tricarico, da monsignor Salvatore Ligorio, arcivescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, da monsignor Stefano Russo, segretario generale della Cei.

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SALUTO PER DARE INIZIO AI LAVORI DEL SEMINARIO ORGANIZZATO DALL’ UNIVERSITA’ CATTOLICA DEL SACRO CUORE    09 settembre 2019
Esprimo la mia gioia, a nome dell’intera Arcidiocesi di Matera – Irsina e delle Chiese di Basilicata, perché per la prima volta l’Università Cattolica del Sacro Cuore ha ritenuto opportuno organizzare questo Seminario fuori e lontano dalle sedi istituzionali.
Saluto con gratitudine il Prof. Franco Anelli, Rettore dell’Università del Sacro Cuore, i confratelli Vescovi S. E. Mons. Claudio Giuliodori Assistente Ecclesiastico Generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e S. E. Mons. Vincenzo Zani, Segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica, la Prof.ssa Aurelia Sole, Rettore dell’Università degli studi della Basilicata, il Prof. Alberto De Toni, Rettore
dell’Università degli studi di Udine – Presidente della Fondazione CRUI, i Presidi . Presenti e quanti nei prossimi giorni parteciperanno e ci aiuteranno a riflettere attraverso le loro relazioni.
Un saluto sincero ai carissimi ed amici, con i quali quotidianamente collaboro per il bene di questa nostra città e del suo territorio, il Signor Sindaco, Avv. Raffaello De Ruggeri, il Presidente della Fondazione Matera Basilicata 2019, Dott. Salvatore Adduce.
Questo Seminario è sicuramente anche frutto di un confronto avviato due anni fa, quando recandomi presso la sede centrale di Milano dell’Università Cattolica, accompagnato dal Delegato regionale della Basilicata del Toniolo, Liberato Canadà, ho avuto modo di chiedere un progetto di collaborazione con la nostra Chiesa locale incontrando sia il Rettore, sia il Preside Domenico Bodega e il Direttore del Toniolo
Prof. Enrico Fusi, e Mons. Claudio Giuliodori, incoraggiati dalla guida sapiente e fondamentale dal carissimo Prof. Jean Pierre Poluzzi. L’intento è stato e rimane quello di far rientrare i nostri giovani nella terra di Lucania che vede lo spopolamento delle sue energie e menti più preziose che quotidianamente sono costrette ad emigrare. Ogni anno più di 1500 giovani lasciano la nostra terra.
Idea che nel tempo è stata seriamente presa in considerazione e che, attraverso una serie di incontri preliminari, fatti dal Preside della Cattolica e da altri Docenti Universitari della stessa, con l’aiuto di Don Domenico Monaciello, nel frattempo da me nominato Delegato Diocesano per l’Università Cattolica, siamo riusciti a coinvolgere diverse scuole superiori della città di Matera, così come a Potenza e nella
Diocesi di Melfi – Rapolla – Venosa. Il primo risultato ha visto la partecipazione di oltre cento giovani che hanno presentato in questo Salone i risultati ottenuti.
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Progetto che in Europa rientra nella “Terza Missione” dell’università a partire dall’innovazione in un’economia fondata sulla conoscenza. Già nel 2000 fu presentato un documento comunitario al Consiglio del Parlamento europeo che sanciva «oltre al ruolo da loro svolto tradizionalmente nei campi dell’istruzione e della ricerca, le università dovrebbero assumere una Terza Missione: promuovere la
diffusione della conoscenza e delle tecnologie, soprattutto nell’ambiente imprenditoriale locale».
Da quanto ho potuto capire nella nostra Italia il concetto di Terza Missione è arrivato sicuramente più tardi che non in altre nazioni della stessa Europa, soprattutto per questioni normative che spesso sfociano in burocrazie che bloccano quei processi naturali a favore della collettività.
Attingendo al Rapporto Anvur sullo stato dell’università e della ricerca 2013, ho colto che per Terza Missione si intende:
«L’insieme delle attività con le quali le università entrano in interazione diretta con la società».
Sono contento che questo Seminario continui ad andare in questa direzione: la presenza della Rettrice dell’Unibas e dei Presidi di diverse Università italiane sono il segno evidente di un processo di collaborazione che vede l’Università Cattolica accanto a quella della Basilicata. Nord e Sud si tendono la mano per un’unica missione.
In concreto significa un collegamento più dinamico per consolidare e coltivare la cultura imprenditoriale, incoraggiando quella che viene definita “virtuosa commercializzazione”, per noi anche teologica, aiutando così quell’interazione necessaria e indispensabile tra Università e territorio.
Auguro a tutti buon lavoro e buona permanenza a Matera, una delle città più antiche del mondo, nell’anno in cui viviamo la partecipazione a Capitale Europea della Cultura.
Come Chiesa, questo contributo è un altro tassello che aggiungiamo alle tante altre iniziative che stiamo promuovendo e portando avanti sull’intero territorio della Basilicata.
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«L’università non può essere, ed è certamente un rischio che corre, un luogo accademico chiuso, ripiegato su se stesso e separato dalla realtà. La terza missione infatti ricorda che l’università è il cuore pulsante di ogni autentico sistema di sviluppo sociale». È con queste parole che monsignor Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ha dato il via ai lavori del tradizione seminario dei docenti di Teologia e degli assistenti pastorali che ha preso il via oggi lunedì 9 settembre nel Salone degli Stemmi – Episcopio di Matera  ell’ambito delle attività di “Università Cattolica incontra Matera 2019”. 

La Terza Missione dell’Università: cultura, società, futuro. Pensare e vivere l’Università Cattolica in “uscita missionaria” (Christus Vivit 222), questo il titolo dell’iniziativa, promossa dal Collegio dei docenti di Teologia, dal Centro pastorale dell’Ateneo e dall’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori introdotto dai saluti di Franco Anelli, rettore dell’Università Cattolica, di Raffaello Giulio De Ruggieri, sindaco di Matera, di Salvatore Adduce, presidente della Fondazione Matera Basilicata 2019 e di monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo, arcivescovo di Matera-Irsina. «Questo Seminario è sicuramente anche frutto di un confronto avviato due anni fa, quando recandomi presso la sede centrale di Milano dell’Università Cattolica ho avuto modo di chiedere un progetto di collaborazione con la nostra Chiesa locale incontrando sia il Rettore Franco Anelli, sia il Preside Domenico Bodega e il Direttore del Toniolo Enrico Fusi, e Mons. Claudio Giuliodori», ha detto monsignor Caiazzo. 

«L’intento è  stato e rimane quello di far rientrare i nostri giovani nella terra di Lucania che vede lo spopolamento delle sue energie e menti più preziose che quotidianamente sono costrette ad emigrare. Ogni anno più di 1.500 giovani lasciano la nostra terra». Un’idea che nel tempo è stata seriamente presa in considerazione dall’Università Cattolica: «Siamo riusciti a coinvolgere diverse scuole superiori della città di Matera, così come a Potenza e nella Diocesi di Melfi – Rapolla – Venosa», ha continuato monsignor Caiazzo,  al punto che questo progetto rappresenta «un altro tassello che aggiungiamo alle tante altre iniziative che come Chiesa stiamo promuovendo e portando avanti sull’intero territorio della Basilicata». 

Insomma un esempio virtuoso di Terza missione di un ateneo che contribuisce alla valorizzazione e allo sviluppo del territorio. Del resto, ha detto monsignor Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica, «oggi l’Università è obbligata a dialogare con il mondo che è attraversato da profonde trasformazioni e problemi e da molteplici crisi di varia natura: crisi economiche, finanziarie, del lavoro; crisi politiche, democratiche, di partecipazione; crisi ambientali e naturali; crisi demografiche e migratorie». 

Ed «è in tale orizzonte che si deve collocare la terza missione dell’Università perché questa istituzione, fedele alla propria natura specifica, si ponga seriamente a confronto con le nuove sfide epocali». Questo perché la «Chiesa del terzo millennio è impegnata a rinnovare la propria passione educativa guardando soprattutto al bene delle giovani generazioni per aiutarle a crescere non solo in intelligenza ma anche in umanità. Il fine dell’educazione, come si legge nella Gravissimum educationis, è di consentire ad ogni persona di sentirsi attivamente partecipe nella costruzione di una nuova società, a partire da un quadro di istanze etiche e normative condivise. In quest’ottica la terza missione è come l’estensione del processo di inclusione che dalle istituzioni deve dilatarsi all’intera famiglia umana». 

Ma qual è in concreto il contributo che gli atenei cattolici? «La Terza missione costituisce per le nostre istituzioni un’occasione privilegiata – ha affermato il rettore Franco Anelli  – non solo per allargare gli orizzonti delle collaborazioni extra-accademiche, ma ancor prima l’impiego della ragione e della cultura oltre gli schemi consueti con l’intento di raggiungere presone anche distanti dal nostro modo di vivere e di pensare». E da questo punto di vista «l’insegnamento della teologia può fornire un aiuto importante per la sua «dimensione culturale».

Nicola Cerbino

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OMELIA 09.09.2019
Messa con i partecipanti al Seminario dell’Università Cattolica
La Terza Missione: Cultura, società e futuro
Basilica Cattedrale – Matera -
Gli evangelisti spesso sottolineano l’atteggiamento tipico di Gesù nell’essere fedele
alle ore di preghiera degli ebrei e in modo particolare, come nel brano di oggi,
quando Gesù deve prendere una decisione importante: prega per tutta la notte. Deve
scegliere i dodici apostoli. Persone in grado di seguirlo più da vicino, lasciarsi
istruire, aiutare per essere loro stessi, poi, gli annunciatori.
La cosa interessante che emerge è questa. Nella scelta che Gesù fa ci sono diverse
categorie di persone: alcune già conosciute e note, altre atee. Analizzando più da
vicino il brano ci possiamo rendere conto di come Gesù riesce a mettere insieme i
pescatori con i pubblicani, coloro che ardono di zelo per Dio e il Tempio con quelli
che noi chiameremmo miscredenti, e anche, diremmo oggi, progressisti e
conservatori. Ci troviamo di fronte a un gruppo di persone troppo diverse tra loro:
culture diverse che racchiudono saggi e studiosi delle Scritture, filosofi, ma anche
persone dedite solo ed esclusivamente a svolgere mestieri manuali. Quindi non capaci
di predicare.
Sembrerebbe che la scelta di Gesù sia sbagliata. Ognuno di loro manifesterà negli
atteggiamenti e nelle parole dei limiti grossolani. Stanno accanto a Gesù ma non sono
migliori di nessun altro. Ascoltano continuamente, da questo momento in poi, la sua
predicazione, sono testimoni dei miracoli e segni che compie, ma mostrano i loro
limiti, i loro errori, il loro peccato.
Questo primo gruppo rappresenta le dodici tribù d’Israele ma ancor di più è
significativo della Chiesa che sta per nascere: santa in ciò che insegna, peccatrice
negli uomini. Quindi limitata, bisognosa continuamente di misericordia e di perdono
per rialzarsi e riprendere con forza e coraggio l’annuncio della buona notizia.
Alla luce di queste considerazioni non dovremmo scandalizzarci quando sentiamo
attacchi alla Chiesa dall’interno della stessa. Attacchi, tradimenti, abbandoni ci sono
stati fin dall’inizio e il primo che ne ha subito le conseguenze è stato proprio Gesù: il
maestro che li ha scelti, costituiti e inviati. E’ stato tradito, rinnegato e lasciato
crocifiggere dai suoi. Anche noi siamo chiamati, con Gesù, a pregare e soffrire, senza
la paura di passare attraverso la notte del Getsemani, per il bene della Chiesa
attraverso una nuova evangelizzazione.
Sappiamo che ogni Comunità sarà vera e autentica se legata al Vangelo che gli
Apostoli continuano a trasmetterci per non correre il rischio di essere annunciatori e
portatori di falsità. E’ quanto Paolo cerca di spiegare ai Colossesi: perseverare nella
dottrina ricevuta e nella fede che dev’essere incrollabile. Questo lo dice per far capire
a questa comunità che in giro ci sono false filosofie che ingannano e che sono in netto
contrasto con l’annuncio evangelico.
In questa logica Paolo ricorda che Gesù Cristo sarà sempre annunciato come Signore
che sta al di sopra di ogni dominazione e potestà. Attenersi al Vangelo significa essere
coscienti che come cristiani siamo:
radicati in lui, costruiti su di lui, rafforzati nella
fede, abbondanti nel rendimento di grazie.
Significa che la forza della Chiesa non sta nelle persone che la compongono in Gesù,
Maestro e Signore. Di conseguenza non potrà finire. L’invito di Paolo è quello di
dialogare con la filosofia umana ma di non permettere che questa si sostituisca al
Vangelo. La comunità, quindi deve scegliere tra la tradizione della Chiesa e
l’insegnamento
“secondo gli elementi del mondo”:
I cristiani sono ricolmi dei doni
divini solo vivendo in Cristo.
E’ a partire da queste considerazioni che il nostro convenire qui a Matera assume
senso e significato. L’Università Cattolica si confronta con le differenze dell’attuale
società rispondendo, rimanendo ancorata alle proprie radici cristiane, a tutte le nuove
esigenze culturali ed economiche con lo sguardo proteso verso il futuro per non
lasciarsi travolgere da una società, definita da Bauman, sempre più “liquida”.
Questa è la missione della Chiesa: ridare senso e corpo alla vita, attraverso una
progettualità seria, organica, partendo dalla conoscenza e assimilazione dell’annuncio
di Gesù Cristo e arrivare a svolgere quella che viene chiamata “Terza missione” dove
cultura, società e futuro camminano insieme, nel rispetto delle diversità per
formazione, credo religioso, tradizioni.
La Terza Missione mette insieme “i saperi” e si pone come un ponte tra teologia e
vita quotidiana, tra mondo universitario e mondo del lavoro, industriale in particolare,
per una maggiore collaborazione tra istituzioni e imprese.
Il Vangelo non è disincarnato dalla realtà che viviamo ma non si adegua alle nuove
filosofie della vita spesso fuorvianti e senza spina dorsale. La Chiesa vive nel mondo,
lo ascolta, gli parla ma rimane fedele al Maestro nonostante lotte interne, peccati e
limiti umani.
Perché ci sia la Terza Missione è necessario rimanere legati alla Prima. Noi cristiani,
quindi l’Università Cattolica, partiamo dal Vangelo: solo Cristo è il Signore su tutto e
quindi l’unico Signore sulla vita e sulle scelte operative da fare. Dice sempre S.
Paolo:
“in lui dimora corporalmente la pienezza della divinità (v.9); in lui siete
ricolmi (v.10); in lui siete stati circoncisi (v.11); con lui siete stati sepolti, in lui siete
anche tutti risuscitati (v. 12); Dio vi ha reso viventi con lui (v.13); egli ha condotto
schiavi in lui, in corteo trionfale, i principati e le potestà (v.15)”.
Il brano del Vangelo nel descrivere tutta la gente che cercava Gesù, che lo toccava,
arrivando da tutte le regioni circostanti, conclude dicendo:
Tutta la folla cercava di
toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti”.
Il nostro convenire qui a Matera da tutta Italia vuole essere un ritrovarci insieme,
credenti e non, Università Cattolica e Statale o laica, per ascoltarci, aiutarci, scegliere,
agire per aiutare le nuove generazioni a ritrovare fiducia, speranza per uscire da
quella sorta di rassegnazione e pessimismo che fa morire dentro.
Noi cristiani che tocchiamo il corpo di Cristo, anzi che ci nutriamo del suo stesso
corpo, non possiamo non avvertire questa forza che da Gesù esce e guarisce, libera e
rinnova.
Siamo testimoni della risurrezione, della vittoria della vita sulla morte, del profumo
dell’esistenza sul marciume dei sepolcri.
Usciamo fuori dalle tombe e ricordiamo nella quotidianità, come abbiamo detto nel
canto al Vangelo, che Cristo ci ha scelti e inviati per seminare e raccogliere:
“Io ho
scelto voi, dice il Signore, perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga”.
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Università un volano di sviluppo per il territorio

Si conclude a Matera il seminario di Teologia sulla Terza Missione

dell’Università Cattolica. Tra i relatori il segretario Cei monsignor Stefano Russo

 

Milano, 12 settembre 2019 - «L’istituzione accademica rappresenta per il territorio un’enorme occasione nel momento in cui essa si inserisce fecondamente nel territorio e si apre ad esso, al contesto umano e sociale in cui è calata, sentendo la responsabilità di trasmettere conoscenza alla comunità cui appartiene, per contribuire alla sua crescita». Con queste parole monsignor Stefano Russo, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, ha aperto i lavori della tavola rotonda “Terza Missione all’opera: esperienze e prospettive” che conclude oggi l’annuale seminario dei docenti di Teologia e degli assistenti pastorali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, iniziato lunedì 9 settembre nel Salone degli Stemmi (Episcopio di Matera) nell’ambito delle attività di “Università Cattolica incontra Matera 2019”. «In questi giorni abbiamo vissuto e condiviso molte idee che aprono nuovi scenari che ci consentono di essere davvero espressione di una Chiesa “in uscita missionaria”, in dialogo col mondo», ha sostenuto l’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori.

 

La Terza Missione dell’Università: cultura, società, futuro. Pensare e vivere l’Università Cattolica in “uscita missionaria” (Christus Vivit 222), questo il titolo dell’iniziativa, promossa dal Collegio dei docenti di Teologia, dal Centro pastorale dell’Ateneo e dall’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori. «È bello che di questo tema si rifletta nell’incontro dei docenti di teologia e assistenti pastorali, che svolgono un ruolo basilare nel nostro Ateneo, e che questo incontro si tenga proprio a Matera dove quest'anno abbiamo organizzato tanti eventi costruendo relazioni e progetti in un legame proficuo fra Università e territorio», ha detto Antonella Sciarrone Alibrandi, pro rettore dell’Università Cattolica e presidente EDUCatt, coordinando il dibattito assieme al docente di Teologia don Paolo Bonini. «La Terza Missione è una scoperta recente, ma è propria nell’identità della nostra Università per la quale il fine ultimo è “guardare fuori” in stretta relazione fra mondo accademico e società», ha aggiunto il pro rettore Sciarrone.

 

Per monsignor Russo è proprio dall’identità, costruita in buona parte nel «momento formativo-educativo», che deve prendere il via la «prospettiva di un’università in cerca di una rinnovata funzione sociale». Per questa ragione, ha aggiunto il segretario della Cei, «credo che se oggi riuscissimo a tornare a una ricetta antica, quella della centralità della persona nella comunità, principio che trova il suo fondamento nell’umanesimo e nel personalismo cristiano, saremmo meglio in grado di dare una direzione e una qualificazione precisa alla Terza Missione dell’università». Questo perché «la nostra epoca sta vivendo una fortissima transizione culturale, che si può esprimere anche come uno scontro frontale tra due logiche. La prima ha come orizzonte un modello tecnicista dello sviluppo e del lavoro, visti solo nell’ottica quantitativa dell’avere, dell’accumulazione, della produzione. La seconda è quella che accende nuovi desideri e bisogni nel cuore dell’uomo, respira con le nuove esigenze umane e sociali prodotte dalle migliorate condizioni di vita».

 

In questo contesto, ha dichiarato monsignor Russo, s’inserisce il “Manifesto per l’Università”, firmato il 15 maggio scorso dalla Conferenza episcopale italiana e dalla Conferenza dei rettori delle università italiane e «articolato in nove punti che hanno l’aspirazione di valorizzare in particolar modo una ricerca e una didattica attente alla persona e alla comunità». Da questo punto di vista «il “Manifesto” delinea con chiarezza l’idea di università che concorra in modo armonico allo sviluppo della persona e del Paese» con l’obiettivo di «infrangere nel modo più deciso il mito di un sapere accademico celato in una torre d’avorio che procede parallela alla città e al mondo con scambievoli manifestazioni di stima, ma con nulla o poco di fatto per quanto riguarda la messa in comune delle rispettive potenzialità». Del resto, ha fatto eco il filosofo dell’Università Cattolica Silvano Petrosino, docente di Teorie della comunicazione, «una vera ricerca e una vera didattica sono già feconde “al di fuori”, sono in sé già una “Terza Missione”, quando non vengono ostacolate da arroganza, essenzialismo e rigorismo».

 

Per il delegato ai Rapporti con le imprese e Terza Missione dell’Ateneo Mario Molteni, «l’unitarietà di questa missione va cercata nel “come”, nella chiarezza di identità e valori e nella passione per incidere a cambiare la realtà, in tutti i territori dove esistono le nostre sedi e ben oltre i confini nazionali con tutte le attività in collaborazione nel mondo internazionale. Tutto questo in un circuito virtuoso di conoscenze, networking, metodologie che fa della Terza Missione uno stimolo interessante per le altre due missioni dell’Università». Ne è convinto anche Paolo Verri, direttore generale Fondazione Matera-Basilicata 2019: «La cultura può essere un forte movimento di ricerca e quindi ci troviamo ben sintonizzati con le progettualità delle università, in particolare con i progetti dell’Università Cattolica». Al dibattito, concluso da monsignor Giuliodori, hanno partecipato Mario Gatti, direttore del campus di Milano e dell’area Ricerca e Sviluppo, Enzo Viscardi, assistente pastorale, Ivana Pais, responsabile del Progetto Orientamento Basilicata - Percorso Lucania FutureLab, Paola Bignardi, coordinatrice Rapporto Giovani e Osservatorio Giovani SUD, e Alessandro Sgambato, direttore scientifico dell’Irccs Crob di Rionero in Vulture.

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Redazione on line
05 settembre 2019 22:02