Mercoledi, 11 dicembre 2019

Incendiati due capannoni della Felandina

 

Morta una donna di presumibile origine nigeriana 

Alle 6 circa di questa mattina un incendio di rilevanti proporzioni ha interessato uno dei capannoni industriali dismessi de "La Felandina", siti in Metaponto - contrada Mercuragno lungo la S.S. 407 Basentana, occupati abusivamente da immigrati di origine africana.

Oltre ai Vigili del Fuoco, è subito intervenuto personale della Polizia di Stato e delle altre forze di polizia, coordinati direttamente sul posto dal Questore Luigi Liguori.

Al momento del fatto, all'esterno dei fabbricati erano presenti circa 250 cittadini extracomunitari.

L'incendio è stato domato intorno alle 9.30 e si è propagato marginalmente anche ad un secondo capannone.

All'interno del primo, completamente distrutto, è stato rinvenuto il cadavere di una donna di presumibile origine nigeriana di 28 anni. In merito non risulta possibile effettuare rilievi scientifici considerate le condizioni parzialmente carbonizzate del cadavere.

Non si registrano feriti.

Sono tuttora in corso indagini della Polizia di Stato per accertare l'origine e la dinamica dell'incendio.

In ordine alla vicenda, il Prefetto di Matera Demetrio Martino ha convocato per il pomeriggio odierno una riunione del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica.

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Lettera di mons. Antonio Giuseppe Caiazzo ai sacerdoti diocesani 

Carissimi, come ben sapete, la giornata di oggi è iniziata con una triste notizia: una giovane donna è rimasta vittima di un incendio nell’area della Felandina, tra Bernalda e Metaponto.

Appena ricevute le prime foto, dal mio paese in Calabria dove mi trovo, mi sono subito messo in contatto con i parroci della zona per capire cosa fosse successo. Loro stessi ancora non sapevano.

Recatisi sul posto hanno constatato il dramma che si era consumato. Ci siamo subito attivati con il coinvolgimento della Caritas diocesana e in sinergia con le Istituzioni locali, per dare il nostro necessario supporto. 

 

Devo ringraziare i Confratelli sacerdoti di Bernalda e Metaponto per come da sempre sono stati presenti concretamente e nel silenzio accanto a centinaia di fratelli e sorelle accampati in quella zona.

Come ben sapete abbiamo messo a disposizione diverse nostre strutture per accogliere e aiutare a integrarsi. Ora ci troviamo di fronte al dramma umano che ci interpella seriamente: non si può rimanere indifferenti e non possiamo tradire l’insegnamento cristiano. Gesù Cristo ci ha insegnato che ogni cosa fatta a uno solo di questi fratelli (indipendentemente dalla razza, colore o religione) viene fatta a Lui.

 Rigettiamo la cultura dei distinguo che non ci appartiene e preghiamo Dio, Padre di tutti gli uomini, che vede e provvede al di là degli opportunismi umani o interessi di parte e che agisce attraverso gli uomini e le donne di buona volontà.

 

Oggi più di ieri avvertiamo il bisogno impellente che si agisca e si operi per un nuovo umanesimo. In quanto cristiani non possiamo accettare l’indifferenza e il disprezzo che fanno parte di una umanità senza Dio. Altri interessi dominano la scena di questo mondo.

 Vi chiedo di collaborare con la Caritas diocesana perché tutto sia ben coordinato, facendo riferimento alla Prof.ssa Anna Maria Cammisa, a don Antonio Polidoro, a don Pasquale Giordano e a don Giuseppe Lavecchia. 

 

La Vergine santa ci aiuti ad aprire gli occhi del cuore e della mente per dilatare gli spazi della carità.

Vi abbraccio e vi benedico,

 

​​​​​​​​​​+ don Pino

 

Isola di Capo Rizzuto, 7 agosto 2019

 

 

Redazione on line
08 agosto 2019 10:31