Venerdi, 28 febbraio 2020

Luca e Marirosa: 25 senza verità

L'inconsistenza scientifica degli elaborati dei consulenti

Dalla lettura della richiesta di archiviazione formulata dal PM Rosanna Defraia per il procedimento penale che indaga sulla morte di Luca e Marirosa, a distanza di quasi 25 anni ancora misteriosa, occorre evidenziare alcuni punti inerenti il metodo ed il merito. La relazione presentata dai periti della famiglia di Luca Orioli (24 pagine di elaborato tecnico puntuale e dettagliato) vede in contrapposizione i 20 fogli del magistrato che si estendono nello spazio e nel tempo in un riesame piuttosto sommario degli atti che hanno scandito oltre un ventennio di indagini giudiziarie. È inevitabile porsi alcune domande rilevando alcune incoerenze certamente decisive agli effetti del destino della causa, a cominciare dalle sconcertanti contraddizioni logiche, emergenti dalla lettura dei subentranti rilievi su cui si basa la conclusiva richiesta di archiviazione del procedimento rivolta al giudice per le indagini preliminari. Malgrado la elencazione dei ritardi e delle omissioni oltre che della variegata, discordante e incongruente serie di cause della morte dei due giovani accreditate dai molti esperti succedutisi nel corso delle indagini, il PM fin dall'inizio inquadra il decesso tendendo verso l'avvelenamento da monossido di carbonio dedicandosi all'esame critico degli elaborati redatti da Loré, Barbucci e Mastrangelo (Consulenti di Parte), attraverso una personale interpretazione delle considerazioni a sostegno delle loro conclusioni, tenendo in particolar rilievo le contestazioni avanzate nei confronti della metodica adottata dai consulenti del PM. Secondo Defraia non sarebbe accreditabile quanto prodotto dal Prof. Loré non avendo questi partecipato alle operazioni di CT il che, ovviamente, non inficia in alcun modo le possibilità di esame della relazione dei consulenti tecnici del PM, poiché le attività svolte nel corso delle varie procedure d'esumazione in obitorio e d'accertamento in laboratorio sono state solo di acquisizione dei reperti e di applicazione dei metodi scelti e quindi riferiti nell'elaborato alfine depositato e successivamente affidato alla lente dei tre esperti senesi e con piena validità valutato. Inconciliabili paiono le scritture compresa quella di replica dei consulenti del PM agli incaricati della difesa. Non meno caustiche quanto improprie risultano le critiche alle parole del Prof. Loré, là dove il PM definisce "non corretto e smentito dagli atti" quanto affermato in merito alla sicura esclusione della causa mortis ascrivibile a CO, volendosi con tale precisazione semplicemente sintetizzare quello che ben tre esperti avevano potuto con fondate allegate motivazioni accertare in merito all'inesistenza di qualsiasi possibilità di riconoscimento di una siffatta causalità letifera. Questa considerazione, peraltro, va inserita e integrata nella più ampia serie d'evidenze contenute nella relazione dei consulenti della difesa comprensiva di assai significative censure a tutte le indagini poste in essere dai consulenti tecnici del PM.

Di notevole caratura e gravità risultano le riflessioni scientifiche di Loré e colleghi sul monossido di carbonio, sulle immagini radiologiche, sui reperti metallici, sugli esami ematologici, cui ancora una volta si rimanda! Queste le valutazioni espresse dai Consulenti di Parte circa l'elaborato dei consulenti del PM: "Sulle indagini scelte. Ben più ampio e approfondito oltre che appropriato doveva essere lo spettro di accertamenti tecnici che sono la sostanza su cui si può costruire un obiettivo e costruttivo processo di partecipazione della scienza all'indagine giudiziaria: la ricerca tossicologica va perciò allargata ad ossa, muscoli e altri residui biologici; la refertazione dell'imaging deve scaturire da rilettura e se del caso da riesecuzione della tomografia in centro altamente specializzato e collaudato; la metodica per i frammenti metallici deve essere la più avanzata e precisa per la definizione di natura, composizione e dosaggio dei reperti. Sul metodo scientifico. Solo se si eseguono prove al passo con i tempi e si impegna personale con documentata esperienza nella esecuzione di tali indagini si possono acquisire dati utili e certi ai fini della ricerca di risultati accreditabili come fondati, sicuri e utilizzabili insieme ai vari elementi circostanziali per la individuazione in termini non di ipotesi quantitative probabilistiche bensì di evidenze qualitative provate. L'inconsistenza scientifica di quanto riferito e assemblato nell'elaborato in questione sono tali da renderlo insufficiente e inutile! Sulla causa della morte. Raccolte di reperti, applicazioni di metodi, ipotesi e inevitabilmente conclusioni risultano sbagliate e inconsistenti configurando un quadro che ha ben poco di moderno e misurabile al punto da rendere la ricerca della causa della morte un irricevibile fantasioso travisamento scientifico piuttosto che l'esito certo di razionale rigorosa elaborazione di dati dimostrati e documentati e quindi affidabili. Come si è constatato l'unica certezza sta nella diagnosi di esclusione di morte da intossicazione da monossido di carbonio e nella conseguente esigenza di procedere a nuovi accertamenti affidati ad esperti incaricati in ragione della provata competenza nei diversi ambiti in cui versano gli accertamenti e delle necessarie tecnologie ed attrezzature. A documento di quanto affermato si allega una serie di emblematiche pubblicazioni scientifiche che provano al di là di ogni dubbio quanto siano progredite conoscenza scientifica e capacità tecnologica negli ambiti d'indagine coinvolti dall'inchiesta giudiziaria e negli accertamenti indispensabili ad un serio impegno".

I contenuti e le conclusioni dei due contributi scientifici sono inconciliabili ed esigono che sia fatta chiarezza In un definitivo giudizio di validità dell'uno o dell'altro non essendo ascrivibile alla incertezza delle questioni biologiche e mediche una così macroscopica e antitetica divergenza di elezione ed esecuzione di metodi ed interpretazioni in una vicenda che da troppi anni attende almeno univoca definizione di scienza e di tecnica.


20 dicembre 2012 18:10