Martedi, 18 febbraio 2020

L'ASM condannata a pagare danni morali, materiali e spese

Far valere un diritto, opporsi ad un abuso, si può

ospedaleMT

Ci sono voluti nove anni, e questo è il lato negativo, ma alla fine la ASM è stata condannata a pagare i danni materiali, materiali e le spese di giudizio, e questo è il lato positivo della vicenda. Qui da noi, pretendere rispetto e rivendicare diritti significa mettersi fuori dal contesto delle "brave persone". Se poi la pretesa o la richiesta ha come controparte un ente pubblico, significa meritarsi il timbro di rompiscatole ed i più ostili diventano le altre "vittime" come te, quelli però che non hanno la cifra per stare diritti davanti al "Don Rodrigo" di turno.

Non si tratta di un giudizio, è cosa scientificamente provata, la vittima (anche se ingiustamente vessata) finisce per accettare il suo stato autoconvincendosi di aver fatto qualcosa di male che gli ha meritato le punizioni ed i soprusi patiti. Così, si contano a decine i casi di cui siamo direttamente testimoni di persone ingiustamente perseguitate che raccontano per fili e per segno i travagli patiti e gli aguzzini che glieli hanno inflitti ma, davanti alla richiesta di testimoniarli pubblicamente, in procura come su un giornale, si ritirano spaventati e minacciano azioni pesantissime contro coloro che li dovessero tirare in ballo. Non si può dire che il Sud sia necessariamente qualche passo indietro rispetto ad altre aree del Paese, ma alcuni fatti appaiono come radicati fs noi piuttosto che in Brianza.

Enunciata la regola, ecco spuntare l'eccezione. Si chiama Carlo Gaudiano ed è dipendente della ASM. Da anni si batteva contro un demansionamento ed una serie di vessazioni di cui era fatto oggetto sul posto di lavoro. Il primo ricorso venne presentato nel marzo 2003. Ed in tanti gli consigliarono sin da allora di evitare simili contrapposizioni. Forse avrebbe fatto meglio o forse era solo orgoglio di non volersi piegare ad un'ingiustizia. Sta di fatto che il Dr. Gaudiano (Carlo) non si piegò e cominciò la lunga battaglia in Tribunale.

Per la verità, le cause di lavoro andrebbero definite prioritariamente, ma non nessuno specifica prioritariamente rispetto a cosa. Evidentemente, in questo caso, la scala delle priorità era tarata sull'eternità ed è stata rispettata. Nove anni dopo il ricorso, il Tribunale di Matera, "definitivamente pronunciando sul ricorso proposto con atto depositato in data 6.3.2003 da Carlo Gaudiano nei confronti di Azienda Sanitaria Locale Matera, così provvede: 1) condanna l'Azienda convenuta a risarcire al Dott. Gaudiano i danni subiti in conseguenza delle condotte datoriali... euro 30.000 nonché euro 29.418, 21 per il danno non patrimoniale; 2) pone definitivamente a carico della parte ricorrente (ASM, ndr) le spese per la ctu... 3) condanna l'Azienda a rifondere al ricorrente le spese di lite Euro 9.5000,00 oltre IVA e CPA".

Ci chiediamo se e quando i responsabili delle condotte "datoriali", cioè i dirigenti della ASM, saranno chiamati a rifondere alla ASM i danni che questa ha dovuto pagare al Dr. Carlo Gaudiano. Mentre non abbiamo bisogno di chiederci o di chiedere a Gaudiano se ritiene sia valsa la pena di seguire per nove anni l'iter di questo procedimento giudiziario. Era invece indispensabile raccontarlo ai cittadini che subiscono senza fiatare questi ed anche peggiori abusi e vessazioni. Era necessario affinché venissero confortati e posti nella condizione di denunciare abusi e sprechi. Non esiste nessuno che può mettersi al di fuori o al di sopra della Legge. Non ci sono intoccabili, in Basilicata come anche in Italia.


20 novembre 2012 19:48

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