Lunedi, 19 novembre 2018

Shame Lab: laboratorio nella Casa Circondariale di Matera

Conferenza shame lab

Matera 2019, la Casa Circondariale di Matera luogo di produzione culturale a partire dal progetto “La poetica della vergogna” 

È stato presentato, presso laSala Conferenze della Casa Circondariale di Matera, il progetto Shame Lab, ideato e condotto da Antonella Iallorenzi, esperta in teatro sociale nella Casa Circondariale di Matera e inserito nel più ampio progetto teatrale di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 “La poetica della vergogna”, co-prodotto da #reteteatro41, network di quattro compagnie teatrali lucane, e Fondazione Matera Basilicata 2019 in partnership con Accademia Mediterranea dell’Attore di Lecce, Artopia (Fyrom), Qendra Multimedia (Kosovo). Una riflessione intensa, condivisa e raccontata attraverso gli scatti fotografici del Web Team di Matera 2019 che documenta gli incontri di Antonella Iallorenzi con i detenuti. 

Alla presentazione sono intervenuti Giuseppe Palo, Funzionario di staff del Provveditore per la Puglia e la Basilicata, Michele Ferrandina, Direttore della Casa Circondariale di Matera, Walter Gentile, Responsabile dell’Area pedagogica, il Comandante Capo Ballisario Semeraro, Carmelo Cantone, Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria  Puglia-Basilicata, Agostino Riitano, project manager supervisor della Fondazione Matera Basilicata 2019, Antonella Iallorenzi (Compagnia teatrale Petra), Vania Cauzillo (Compagnia teatrale L’Albero), Franco Ungaro (Associazione Mediterranea dell’Attore).

Il progetto – partito a metà settembre - si concluderà il 23 novembre con un esito finale aperto al pubblico, dopo un percorso con i detenuti sul tema della “vergogna” e sarà dunque un’ulteriore tappa della ricerca sulle declinazioni della “vergogna”, tema del dossier di Matera Capitale Europea della Cultura 2019. 

Matera 2019, è stato sottolineato, è un processo da cui nessuno può né deve sentirsi escluso. La cultura è infatti uno strumento che consente di avviare una crescita collettiva e tout court dell’individuo, in modo speciale all’interno degli istituti penitenziari, dove i detenuti hanno la possibilità, attraverso percorsi di formazione professionale e progetti teatrali come quello realizzato da #reteatro41, di lavorare sul proprio reinserimento, acquisire delle competenze, esprimere ciò che si ha di più profondo, migliorare la qualità della vita, propria e di chi lavora con loro, riacquisire dignità e autostima, scegliere una cultura differente rispetto a quella criminosa di provenienza, diventare persone diverse. Tali progetti inoltre consentono al sistema del carcere di parlare con il proprio territorio e di rendersi utile come luogo di elaborazione di cultura. 

Su questa linea si colloca l’azione di collaborazione tra la Fondazione Matera Basilicata 2019 e l’Istituto penitenziario materano, a partire dai valori del dossier di candidatura, come il coraggio e l’accessibilità, e del concetto di “cittadinanza culturale” che vede nell’abitante permanente o temporaneo di Matera 2019, e quindi anche nel detenuto, non un semplice fruitore bensì un co-produttore dei contenuti culturali. La Casa Circondariale di Matera, a partire dal progetto Shame Lab di #reteteatro41, diventa quindi uno dei luoghi della produzione culturale di Matera 2019, anche attraverso altre due linee di intervento che saranno messe in campo nelle prossime settimane dalla Fondazione Matera Basilicata 2019: il riutilizzo dei vecchi alloggi della direzione carceraria come residenze d’artista e la possibilità per alcuni detenuti, in base all’articolo 21 dell’ordinamento penitenziario sul lavoro all’esterno, di unirsi al team di Matera 2019 e dare il proprio contributo al di fuori delle mura di detenzione e a beneficio della comunità. 

Nell’ambito del progetto “La poetica della vergogna”, il carcere di Matera diventerà inoltre un luogo di fruizione della programmazione culturale di Matera 2019, con la possibilità per i cittadini permanenti e temporanei di entrare in contatto con tale realtà e poterla guardare in modo diverso. Il teatro della Casa Circondariale ospiterà infatti la fase di produzione e il debutto del progetto previsto a marzo 2019 con la creazione di una performance di teatro e danza, “Humana vergogna”, con la regia di Silvia Gribaudi ed un cast selezionato tra i partecipanti nazionali ed internazionali al Workshop diretto da RadosławRychcik (Campi Salentina 3-7 novembre 2018) e alla residenza artistica di Skopje (26 novembre-15 dicembre 2018) diretta da Sharon Fridman, Silvia Gribaudi e JetonNeziraj. 

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Nell'ambito del progetto La Poetica della Vergogna

Il carcere potrebbe essere considerato il luogo simbolo della vergogna. Quella individuale, indissolubilmente legata al tema della colpa ma anche quella collettiva e sociale, in relazione alle condizioni del sistema carcerario in Italia. E ancora quella riflessa, che riguarda i familiari di chi sta scontando una pena.

Ed è proprio per queste ragioni che il progetto teatrale di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 "La poetica della vergogna", co-prodotto da #reteteatro41, network di quattro compagnie teatrali lucane, e Fondazione Matera Basilicata 2019 in partnership con Accademia Mediterranea dell'Attore di Lecce, Artopia (Fyrom), Qendra Multimedia (Kosovo). non poteva che partire dalla Casa Circondariale di Matera.

E' qui che si svolgeranno prove e debutto della nuova produzione dal titolo "Humana vergogna", performance di teatro e danza prevista a marzo 2019, con la regia della coreografa Silvia Gribaudi ed un cast selezionato tra i partecipanti nazionali ed internazionali al Workshop diretto da Radosław Rychcik (Campi Salentina 3-7 novembre 2018) e alla residenza artistica di Skopje (26 novembre-15 dicembre 2018) diretta da Sharon Fridman, Silvia Gribaudi e Jeton Neziraj.

Ed è sempre qui che si sta svolgendo il laboratorio Shame Lab, ideato e condotto da Antonella Iallorenzi, fondatrice della Compagnia Petra ed esperta in teatro sociale e drammaterapia, da tempo desiderosa di aprire al pubblico i luoghi teatrali nei carceri della Basilicata dove da anni lavora.

"Devo ringraziare l'amministrazione penitenziaria di Matera, il provveditore Cantone e il direttore Ferrandina, - spiega - che mi hanno dato la possibilità di lavorare su questo progetto a noi tanto caro e continuare il processo di sensibilizzazione che vuol trasformare i luoghi del carcere in luoghi di cultura.

Un'idea che si è alimentata attraverso lo studio del teatro in carcere in Italia sviluppatosi dagli anni 80 fino ad oggi e che si è concretizzata con la nostra adesione al coordinamento nazionale del teatro in carcere che oggi coinvolge più di 80 realtà sul territorio nazionale".

Sono 15 i partecipanti al laboratorio e tutti hanno messo a disposizione la loro specificità. Il lavoro laboratoriale non parte dalle loro storie ed esperienze (di cui peraltro non si viene messi a conoscenza e non si fa riferimento) per scoprire così che la "vergogna" in carcere è identica a quella che coinvolge tutti noi: ha a che fare con l'amore, con l'esporsi pubblicamente, con il mettersi in gioco. Una riflessione intensa, condivisa e raccontata attraverso gli scatti fotografici del Web Team di Matera 2019 che documenta gli incontri di Antonella Iallorenzi con i detenuti.

"Abbiamo seguito gli spunti di riflessione dei partecipanti - spiega Antonella Iallorenzi - e attraverso suggestioni personali abbiamo giocato con gli streotipi legati alla parole avergogna, perché proprio da qui dal carcere possa nascere una nuova visione che rompa gli schemi e liberi il pensiero".

Il progetto - partito a metà settembre - si concluderà il 23 novembre con un esito finale aperto al pubblico, un'ulteriore tappa della ricerca sulle declinazioni della vergogna, tema del dossier di Matera Capitale Europea della Cultura 2019.

E' previsto in tal senso l'otto novembre nella Sala Levi di Palazzo Lanfranchi a Matera, alle ore 17, un panel internazionale per approfondire il tema "vergogna" e il ribaltamento del suo significato da Matera all'Europa attraverso le riflessioni del critico teatrale Mario Bianchi, dello scrittore Mario Desiati, l'intellettuale albanese Fatos Lubonja, il critico letteriario ed esperto di letteratura del sud est Europa, Giuliano Geri, Stephanie Schwandner Sievers, antropologa esperta di Europa sud-orientale, la poetessa giapponese Misumi Mizuki e Cristina Amenta, architetto impegnato nel progetto di Matera 2019 "Architecture of shame". Ad intervenire sarà anche Antonella Iallorenzi. Modererà Rossella Vignola, dell'Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa.  

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PROGETTO MATERA 2019 CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA

LA POETICA DELLA VERGOGNA

Raccontare la storia di un riscatto attraverso il linguaggio performativo e teatrale per dimostrare che spesso è proprio capovolgendo il lato della vergogna e della vulnerabilità che sblocchiamo il nostro potenziale.

 "La poetica della vergogna" è un progetto del programma culturale di Matera 2019 Capitale Europea della Cultura, co-prodotto da #reteteatro41 e dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019, diretto artisticamente da Antonella Iallorenzi- per la Compagnia teatrale Petra, socio e fondatore di #reteteatro41 - che comprende workshop teatrali con maestri del teatro e della danza, il progetto Shame Lab, una lunga residenza artistica con ospiti internazionali a Skopje, un forum per l'internazionalizzazione delle arti e una produzione ad hoc, affidata alla cura di Silvia Gribaudi, coreografa, regista e performer singolare che da anni lavora sull'imbarazzo di corpi "vistosi" liberandoli dagli stereotipi e dissacrandoli con la bellezza.

Un percorso artistico - teatrale che si propone appunto di "trasformare la vergogna in bellezza", tra i temi principali del programma realizzato dalla Fondazione Matera - Basilicata 2019 in co-creazione con la scena creativa lucana Matera 2019, all'interno del tema più generale "Continuità e Rotture" con l'obbiettivo di lanciare da Matera 2019 un messaggio utile a costruire un futuro per la nuova Europa.

Un tema importante che si fonda sul presupposto che analizzando la vergogna -  sentimento che ha riguardato la storia di Matera, una delle città più antiche al mondo, come quella dell'intera Europa - si  possa ribaltarne il significato,  attivando un dialogo  fra culture diverse e mettendo in relazione l'Est e l'Ovest europeo per costruire uno spazio culturale comune e dai valori condivisi.

A fine gennaio proprio nella Casa Circondariale di Matera partiranno le prove dello spettacolo con la direzione di Silvia Gribaudi e a marzo, alla prima nazionale, si terrà un incontro sulla internazionalizzazione delle arti con la partecipazione di direttori artistici e programmatori europei.

La nuova produzione, frutto di questo lungo studio sul tema della vergogna, sarà realizzata anche attraverso un nuovo format performativo che unisce corpo e parola con modalità di coinvolgimento dei differenti pubblici e delle differenti comunità, in spazi e luoghi diversi.

Nella drammaturgia dello spettacolo e dentro la residenza artistica a Skopje confluiranno riflessioni, pratiche, suggestioni provenienti dal campo delle arti performative, della letteratura, delle scienze umane e sociali nonché le narrazioni delle comunità locali attive nello spazio europeo e balcanico.

Nell'ambito del progetto inoltre si è tenuto presso l'Accademia Mediterranea dell'Attore con sede a Campi Salentina, in provincia di Lecce un workshop a maggio diretto dal regista Massimiliano Civica - Premio Ubu 2016 e 2017. Un altro è previsto a novembre con il regista RadosławRychcik, tra le figure più rilevanti del teatro polacco.

A fine novembre si terrà a Skopje la residenza artistica con un workshop di drammaturgia diretto da Sharon Fridman, ballerino e coreografo di punta della danza contemporanea israeliana, destinato ad attori e danzatori nazionali e internazionali e ancora un panel internazionale sul tema della vergogna (8 novembre) con personalità della scena culturale e teatrale balcanica ed europea e un workshop di teatro e danza diretto da JetonNeziraj, drammaturgo già direttore del Teatro Nazionale del Kosovo, e Silvia Gribaudi (dal 3 al 15 dicembre 2018).

Note al progetto

Cinquant'anni fa, dopo che l'Italia (e la stessa Matera) aveva voltato le spalle ai Sassi definendoli una "vergogna nazionale", Pier Paolo Pasolini giunse sin qui e ingaggiò i materani per il suo epico Il Vangelo secondo Matteo, riuscendo a risvegliare la consapevolezza del valore dei suoi quartieri abbandonati. La vergogna che ha plasmato la storia di Matera non è tuttavia distintiva della città, ma è condivisa dall'Italia, dall'Europa e dal mondo intero. Nessuno dei suoi capitoli può dirsi chiuso. Mentre molti cittadini si sono riconciliati con i Sassi, altri provano vergogna per la bruttezza e mancanza di sensibilità culturale di alcuni dei nuovi quartieri

 La vergogna legata a temi civici e sociali di pertinenza europea, come gli sbarchi dei clandestini sulle coste dell'Italia meridionale, la violenza sulle donne, i suicidi degli omosessuali, le crescenti disuguaglianze economiche, la disoccupazione giovanile, il riemergere del razzismo, sarà fonte di indagine artistica e oggetto di ricerca attraverso il teatro, la danza contemporanea e altre forme espressive. Come Virgilio scese nell'Inferno dantesco, così Matera invita l'Europa a prendere parte a un processo di auto-analisi collettiva e di potenziale guarigione reciproca attraverso l'arte.

Uno dei temi principali del BidBook e del Programma ufficiale di Matera Capitale Europea della cultura 2019 è perciò LA VERGOGNA.

La vergogna dunque perché nel passato Matera è stata definita 'la vergogna d'Italia' a causa delle pessime condizioni di degrado e di povertà della gente che viveva senza acqua, senza luce, insieme agli animali nella cave di pietra che connotano il paesaggio urbano. Pasolini (il Vangelo secondo Matteo) e Mel Gibson (The passion) hanno girato qui i loro film.

Matera 2019 sarà un'opportunità per trasformare la Vergogna in Bellezza.

#reteteatro41

project leader selezionatodalla Fondazione Matera Basilicata 2019 con il progetto diinco-creazione  "La poetica della vergogna".

SOCIO RESPONSABILE PER LA POETICA DELLA VERGOGNA

COMPAGNIA TEATRALE PETRA | Via Roma 21   85050   Satriano di Lucania | compagniapetra@gmail.com  |www.compagniateatralepetra.com |  +39 328 7245860

COMPAGNIA TEATRALE L'ALBERO | via Cardano 49, 85025, Melfi | info@lalbero.org | www.lalbero.org | +39 348 65 33673 | #sillentcity per Mt2019

GOMMALACCA TEATRO | Via Tirreno 49, 85100 Potenza | info@gommalaccateatro.it |  www.gommalaccateatro.it | +39 349 82 43 232 | #Aware per Mt2019

COMPAGNIA TEATRALE IAC | Via Casalnuovo 154, Matera | www.centroiac.com | 335 53 41 270 | #Materacittàaperta per Mt2019

Partner di progetto

Compagnia Ballo di Podgorica (Montenegro) - www.facebook.com/trupaballo

Artopia di Skopje (Macedonia) - www.facebook.com/artopia.mk   

Qendra Multimedia di Pristina (Kosovo) - www.qendra.org 

Centro di Decontaminazione Culturale di Belgrado (Serbia)

Accademia Mediterranea dell'Attore di Lecce - www.accademiaama.it

Osservatorio Balcani Caucaso - www.balcanicaucaso.org

Reteteatro41 nasce dal desiderio e dalla necessità di costruire il proprio futuro professionale a partire dalla Basilicata e si propone di creare un sistema che sia in grado di riconoscere, supportare, affiancare, valorizzare il proprio lavoro.

Le realtà che compongono #Reteteatro41 sono gruppi di persone che lavorano quotidianamente nell'ambito del teatro, non soltanto immaginando, realizzando, eseguendo gli spettacoli in qualità di registi, attori, tecnici, ma fondando le basi di una cultura teatrale.

Il progetto di #reteteatro41 nasce dall'esigenza di cinque compagnie teatrali di produzione: Gommalacca Teatro -Pz, IAC - Matera, L'Albero - Melfi, Compagnia Petra - Satriano, fondate e operanti in Basilicata sull'intero territorio regionale, di costruire un percorso comune e condiviso teso al rafforzamento del pubblico teatrale lucano e al suo incremento trasversale, attraverso una proposta articolata e organica di spettacoli e azioni teatrali.

Tutti noi lavoriamo sul territorio della Basilicata con le comunità lucane. Spinti dalla convinzione che il teatro è un potente mezzo educativo, di crescita, di confronto, di conoscenza, di interpretazione della realtà incontriamo bambini, insegnanti, adolescenti, disabili, anziani, creiamo relazioni, intravediamo bellezze, rendiamo visibile ciò che normalmente non lo è.

Agiamo da anni in un territorio sguarnito di progetti di promozione teatrale diffusi, capillari e concertati unitariamente alle necessità dell'intera regione, che avessero come obiettivo la crescita numerica e critica del pubblico; tutto ciò ha reso più complicata la strutturazione di un sistema teatrale organico che potesse dialogare con il nazionale e favorire maggiormente la circuitazione delle compagnie oltre il territorio locale.Ognuno infatti negli anni ha cercato con le proprie risorse, moltiplicando lo sforzo, di trovare connessioni e relazioni con l'esterno.

Da qui parte la necessità di sviluppare un più organico sistema di rapporti verso il territorio, le istituzioni e gli altri operatori, che possa attraverso la cura delle relazioni tra chi produce e i cittadini, generare una nuova aspettativa di vita per il teatro.

Il nostro progetto di unione ha la forza di portare con sé   - grazie al lavoro di anni sulla formazione e promozione creativa - una capacità di lettura reale del contesto tale da aver individuato con consapevolezza molti dei limiti che non consentono alla regione di esplodere in una vocazione di "cittadino culturale" appassionato alla scena.

41 sta per 41° parallelo: attraversa la Puglia, la Basilicata e la Campania congiungendo il Mar l'Adriatico con il Tirreno. 

www.reteteatro41.it

 

Redazione on line
01 novembre 2018 09:46