Lunedi, 19 novembre 2018

Scusate il ritardo, ma noi siamo di nuovo insieme!

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Il rinvio di qualche mese, rispetto alle precedenti occasioni, non ha certo scalfito la voglia e l'entusiasmo per rinnovare il piacevole incontro degli Amici di Piccianello. Non si può nemmeno affermare che l'essere passati dal solito incontro primaverile, che di consueto si teneva nel mese di maggio, a un appuntamento autunnale possa avere un recondito significato, magari legato all'avanzare dell'età dei partecipanti alla quinta rimpatriata dei ragazzi terribili del popolare rione della Città dei Sassi. Anzi il necessario ritardo, dovuto a cause di forza maggiore, ha tonificato il desiderio del ritrovarsi. Organizzare i rispettivi impegni, nel corso del tempo e con le esigenze di ciascuno, conciliandole con l'annuale periodico appuntamento, non è apparso certo facile. Riuscire nell'intento, di contro, esprime il giusto significato che si attribuisce all'occasione, nel rinnovato impegno a rivedersi, a trascorrere qualche ora insieme, a rinverdire un passato sempre più indelebile nella nostra mente e ancor più nei nostri cuori. Ognuno ha atteso con malcelata impazienza l'arrivo della data del 20 ottobre del corrente anno per riprovare l'emozione del ritrovarsi al solito simbolico posto nei pressi del Campo Sportivo. Una splendida giornata, anche sul versante atmosferico, ha fatto da testimone all'arrivo alla spicciolata degli amici. Ogni arrivo ha suscitato come sempre rinnovate emozioni, anche quando sono apparse alcune new entry nel novero delle presenze rispetto agli anni precedenti. E, quasi come ai tempi andati, è sembrato, seppure in maniera illusoria, come quando ci si ritrovava per disputare la solita partitella, dando calci a un pallone o a gettare la sfera in un canestro. A quei tempi bastava certo uno spazio qualunque, persino la strada o un marciapiede per sollecitare la voglia di giocare, non solo per il piacere della compagnia, ma per il puro e semplice desiderio di stare insieme, di dividere le ore (e qualche volte molte ore) divertendoci in quel quartiere a noi tutti tanto caro, in rione Piccianello.  Che è pur sempre e sempre lo sarà il rione principe di questa città. Quel rione dove, non certo per caso, ha avuto origine la storia o (forse) la leggenda della sua Santa Padrona, Maria SS. della Bruna. Ancora oggi, intanto, fin dagli anni della nostra infanzia ci chiediamo perché, a distanza di tanto tempo, quei nostri ricordi ci portano indietro nella memoria e nel frattempo sembrano anche proiettarci nell'immediato futuro. Quasi a non voler staccare quel nostalgico legame che continua a tenerci idealmente uniti, ma anche nella consapevolezza del tempo che continua irremovibile a scorrere. Gli instancabili Tonio e Cenzino (gli Epifania per intenderci) con il loro imperterrito impegno hanno inteso dare in questo nuovo incontro anche una diversa impronta. Indubbiamente la presenza delle gentili consorti, come nelle ultime precedenti occasioni, ha riempito di maggiori intimi significati l'appuntamento, nella condivisione dei momenti da vivere nella nostra nostalgica giornata, giocando un ruolo di fondamentale importanza. La "location" (oramai si usa dire così) in un pregevole hotel cittadino ha dato un tocco di giusto decoro e di pregevole eleganza all'incontro, nonostante la non facile (ma obbligata) assegnazione e distribuzione dei partecipanti su più tavoli. Lieve problema comunque felicemente risolto dagli stessi organizzatori. E' stata un'altra prova dello stare bene insieme, poiché, diversamente dalle precedenti occasioni, non ci si sedeva tutti ad un'unica lunga tavolata. Il vero motivo è stato ancora una volta rispettato: tutti insieme appassionatamente, oserei dire! Il menù (non solo quello culinario) della giornata è andato così in maniera spontanea, senza preclusioni di sorta, come un abituale momento di socializzazione. Le battute più o meno singolari e i cortesi scambi di ricordi si sono incrociati tra i tavoli distribuiti nella zona a noi riservata dalla direzione dell'hotel e quello spazio è subito apparso come un unicum inscindibile. Spazio e tempo che hanno vissuto anche il momento dell'amarcord, un nostalgico ricordo con voce recitante di Tonio (Epifania) accompagnato dal sottofondo musicale della chitarra di Gino (Marcucci) a rimembrare il tempo che fu e che, purtroppo, non ritorna più (vedi testo a seguire). Una parodia recitata sulle note de "La Boheme", noto brano interpretato da Charles Aznavour. Spazio e tempo che hanno visto anche il momento di una riflessione propositiva (una novità in questa quinta occasione) per un eventuale futuro impegno degli ex-ragazzi di Piccianello. Proposta che Michele (Saponaro) e Saverio (Acito) hanno illustrato nel contesto di un prossimo futuro per le sorti di un rione che meriterebbe maggiore attenzione, ma soprattutto maggiore tutela, sul fronte della riqualificazione urbana e dell'utilizzo di alcune strutture (come l'ex-Barilla), nelle quali potrebbero trovare sede attività del tipo culturale e sociale. Una soluzione che dovrebbe vederci diretti protagonisti nel sollecitare opportuni interventi in tale direzione. La conclusione dell'incontro è stato ancora una volta il momento della torta, anch'essa rievocativa delle passate occasioni e come sempre confezionata dalla gentile consorte di Cenzino (Epifania), in veste artistica con le sue belle decorazioni e disegni fotografici e, naturalmente, dal dolcissimo sapore. Le foto di rito, prima degli ex ragazzi e poi delle gentili consorti, seguendo il solito (simpatico ancorchè confusionario) rituale per le posizioni nella ricerca della migliore possibile per essere ritratti ha concluso la quinta edizione degli Amici di Piccianello. Dopo lo scambio dei saluti ora l'impegno, ma anche la speranza, è quello di rivedersi anche nell'anno forse più importante per la storia della città, ossia il 2019, per continuare in un'iniziativa sicuramente unica in questo genere. Del resto, come sempre, gli Amici di Piccianello si distinguono, in senso positivo, con questa simpatica iniziativa rispetto a tutto il resto della città di Matera.

Nino Grilli

Io vi parlo di un tempo / che in questo momento/ non ha più valore / di Piccianello, si /

un rione un po' così / ragazzi per le strade / coi palloni in mano / sempre a romper vetri / significava allora /non molto da mangiare / ma non piangevan mai.

Piccianello, Piccianello / voleva dire felicità / Piccianello, Piccianello / era la nostra bella età.

Poi saltavamo il muro / del Campo Sportivo / eravam proprio in tanti / quel che è successo là /

sol Giuseppin lo sa / e via con parolacce / insieme alle minacce/ ci cacciava via / ed il pallon bucava/ ne compravamo un altro / quindici lire a testa / era sempre così.

Piccianello, Piccianello / ci volevamo bene sì.

Molto spesso accadeva / ad ognuno di noi / di guardare una ragazza / partiva il nostro cuor / batteva già per lei / per ore e ore intere / ci nascondevam / dietro un angolino / per vederla passar / poi morti di stanchezza / andavamo a letto / volendola sognar.

Piccianello ,Piccianello / a sedici anni insieme a lei

Piccianello , Piccianello / non l'ho rivista proprio più

Quando un giorno per caso/ mi trovo a passar / davanti alle case / di via Toscana sù / di via Piemonte giù / non vedo più un bambino / non c'è Giuseppino / con le parolacce / adesso è tutto triste. /Io sono un gran signore / che muore di dolore / e che non piange più.

Piccianello, Piccianello / sento una voce e penso a lei.

Piccianello, Piccianello / indietro non si ritorna mai.   

 

 

Nino Grilli
24 ottobre 2018 11:39