Martedi, 17 luglio 2018

Parco culturale ecclesiale Terre di Luce

terrediluce_logo

La Storica occasione di MATERA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA non può non metterci, come CHIESA, nell'ottica di osservare che il crescente "TURISMO CULTURALE" e di qualità che la nostra città si appresta ad offrire ai tanti "CITTADINI TEMPORANEI" (turisti) che ospiteremo, apra anche nuovi spazi di azione e nuove declinazioni del cosiddetto "turismo religioso", che noi potremmo anche chiamare "turismo dei valori", un fenomeno sempre più studiato e analizzato, dai caratteri assai variegati e differenziati.

"Sembra infatti che l'uomo senza Chiesa sia irresistibilmente attratto dalle chiese".

All'homo viator (Turista o Pellegrino) la Chiesa è chiamata a offrire attraverso l'arte, le immagini, gli arredi, gli ambienti, le produzioni musicali, letterarie, le tradizioni, spazi di senso e di significato, occasioni di preghiera e di lode, percorsi di ricerca, di memoria viva, di trasmissione di valori.

Papa Francesco, del resto, nell'Evangelii Gaudium (n° 167) conferma e indica alla chiesa la strada della bellezza per l'annuncio di Cristo Risorto:

"È bene che ogni catechesi presti una speciale attenzione alla "via della bellezza" (via pulchritudinis)

Dunque si rende necessario che la formazione nella "via pulchritudinis" sia inserita nella trasmissione della fede. È auspicabile che ogni Chiesa particolare promuova l'uso delle arti nella sua opera evangelizzatrice, tanto più la nostra Chiesa Particolare di Matera-Irsina, in continuità con la ricchezza del passato, ma anche nella vastità delle sue molteplici espressioni attuali, al fine di trasmettere la fede in un nuovo "linguaggio parabolico".

I Parchi culturali ecclesiali

Con queste premesse, sintesi essenziale del confronto nei territori, del lavoro pastorale in atto nel mondo del turismo, e da una idea suggerita ed elaborata da Giovanni Gazzaneo (attuale coordinatore del mensile di Avvenire "Luoghi dell'Infinito") nasce la proposta di "organizzare" con un prevalente compito di annuncio e trasmissione della fede, la fruibilità e la valorizzazione dei beni culturali della Chiesa nella forma del "parco". Una proposta promossa dall'Ufficio Nazionale per la Pastorale del Turismo, dello sport e del tempo libero.

Per "Parco" s'intende

un'area legata non solo al territorio geografico, ma anche alla cultura, alle tradizioni, agli stili di vita, alle esperienze religiose come risposta alla necessità di tutela, di valorizzazione nella sua specifica peculiarità storica, culturale, ambientale, economica, spirituale.

E per Parco Culturale Ecclesiale di conseguenza s'intende un sistema territoriale che promuove, recupera e valorizza, attraverso una strategia coordinata e integrata il patrimonio liturgico, storico, artistico, architettonico, museale, ricettivo, ludico di una o più Chiese particolari.

Una realtà che sappia raccontare che il valore della cultura dipende dalla nostra crescita interiore e spirituale e che ad ogni bene culturale corrisponde una comunità.

L'Associazione Parco culturale ecclesiale "Terre di Luce"

A valle del lavoro effettuato con la redazione del documento "Tra radici e futuro" e cogliendo l'occasione del programma di eventi e attività "I Cammini" ci sembra perciò una scelta "logica" e soprattutto di grande prospettiva quella di sposare la strategia dei Parchi come quella in grado di dare solidità ed efficacia all'impegno intrapreso e soprattutto un senso per tutto ciò che sarà "dopo" il 2019. Nel dover definire gli strumenti operativi per la gestione del programma "i Cammini", abbiamo perciò immaginato di costituire una Associazione denominata "Parco culturale ecclesiale Terre di luce" che costituisca, valorizzando l'esperienza in primis del gruppo di lavoro che ha redatto i documenti, la prima infrastruttura del Parco stesso. Questa stessa associazione, costituita nella forma di associazione di promozione sociale (cfr. bozza di Statuto allegata), potrebbe essere la premessa funzionale alla

 

costituzione di una Fondazione di comunità per una ancor migliore organizzazione e una maggiore solidità nel tempo.

Il modello organizzativo

Al di là del dato statutario, immaginiamo una struttura snella ma in grado di assicurare una operatività che è fondamentale per la realizzazione del programma "I Cammini" nell'immediato e per l'implementazione del Parco successivamente; se una buona parte delle funzioni associative ed operative dovrà necessariamente stare in capo al comitato direttivo dell'associazione stessa, sarebbe utile prevedere - facendo leva sulle competenze presenti fra i soci - un comitato di indirizzo organizzato per tematismi e che operi anche in funzione di raccordo e integrazione con gli uffici diocesani. Esso potrebbe strutturarsi secondo queste direttrici:

-       gestione e valorizzazione del patrimonio architettonico e artistico

-       animazione e programmazione culturale, animazione di comunità

-       comunicazione, divulgazione dei contenuti e promozione turistica

-       promozione e supporto di buone pratiche per lo sviluppo di iniziative imprenditoriali collegate alle attività del parco

La metodologia di lavoro, per poter assicurare autonomia organizzativa ed efficacia, potrebbe quindi essere basata sull'utilizzo di "papers", schede di lavoro che ciascun gruppo di lavoro predispone in dialogo con gli Uffici diocesani e anche con l'aiuto di contributori esterni e mette a disposizione; il comitato direttivo calendarizza quindi opportunamente eventuali approfondimenti ai fini del processo decisionale e della definizione degli aspetti organizzativi. [...]

Le attività del Parco

Come è facile rilevare dalle "direttrici" sopra esposte, il lavoro che si annuncia è articolato e punta concretamente a dare alla Diocesi uno strumento operativo in grado di incidere sul territorio. Ma quali potrebbero essere più concretamente le attività del Parco? A titolo puramente esemplificativo:

●        Collaborazione con il Museo Diocesano

●        Collaborazione con la Biblioteca Diocesana

●        Promozione di un turismo religioso "attrattivo o attraente" intorno ai Santuari Diocesani

●        Mostre temporanee

●        Iniziative culturali 
(Musica, Teatro, Cinema, Letteratura)

●        Convegni

●        Rassegne e festival 
(di catechesi)

●        Promozione Chiese Rupestri

●        Promozione Chiese Rurali, Contadine, Edicole Votive

●        Promozione delle bellezze delle Chiese del Piano

●        Promozione di Itinerari, Pellegrinaggi e  Cammini (vie sacre, vie della cultura). Turismo Lento o Dolce

●        Promozione di Culto: Feste Patronali, Pietà Popolare

●        Promozione Eventi Culturali legati all'anno liturgico (Avvento/Natale-Quaresima/Pasqua)...Presepe Vivente, Riti della Passione etc.

●        Promozione di centri educativi che facciano della promozione culturale un luogo di integrazione ed inclusione sociale (migranti, disagio sociale)

●        Promozione dei Beni Materiali ed Immateriali della Chiesa

●        Promozione di Iniziative parascolastiche

●        Avviamento di un processo di costituzione per una Fondazione di Comunità o di Partecipazione (Progetto Fondazione con il Sud)

●        Costituzione di un Gect (Gruppo europeo di cooperazione territoriale: Rete con Santiago de Compostela e Lourdes)

●        Promozione di una PASTORALE INTEGRATA che sviluppi una "economia della bellezza"

 

 

Redazione on line
11 maggio 2018 13:03