Lunedi, 24 settembre 2018

Presentazione del libro "Alla fine della vita" di Marzio Barbagli

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A Matera Marzio Barbagli presenta il libro "Alla fine della vita"

È vero che la morte è diventata tabù? Qual è la situazione dei malati terminali in Italia e che differenze ci sono tra le varie regioni italiane? Qual è la situazione degli altri paesi occidentali? È vero che la medicina moderna è rivolta solo al prolungamento della vita e all' ostinazione terapeutica, mentre trascura le esigenze e le sofferenze dei malati terminali? Perché sono nate e a cosa servono le cure palliative? Le riposte a queste domande sono racchiuse nel libro "Alla fine della vita. Morire in Italia" (Il Mulino, 2018) del sociologo Marzio Barbagli, che presenterà il suo ultimo lavoro a Matera giovedì 12 aprile, ore 18, presso la sala Levi di Palazzo Lanfranchi.

Il testo illustra i risultati delle ricerche condotte dall'autore per analizzare il complesso e delicato tema del fine vita, mettendo a confronto i cambiamenti avvenuti in Italia con quelli degli altri paesi occidentali. Un tema che sarà approfondito anche dagli interventi dell'avv. Daniela Zattoni, che spiegherà i principali punti della legge sul biotestamento, approvata lo scorso 14 gennaio, e della dott.ssa Marina Susi, responsabile dell'unità operativa di oncolgia dell'ospedale "Madonna delle Grazie" di Matera, che farà il punto sulla situazione in Basilicata rispetto alla presenza degli hospice, strutture nate per accogliere i malati terminali, l'utilizzo delle cure palliative e il rapporto medico - paziente.

L'incontro, organizzato dal Circolo la Scaletta, si aprirà con i saluti del presidente, Francesco Vizziello, a moderare la consigliera, Rosanna Festa. L'iniziativa ha il patrocinio del Comune di Matera e della Fondazione Matera-Basilicata 2019.

Note biografiche sull'autore

Marzio Barbagli è professore emerito dell'Università di Bologna e Accademico dei Lincei. Laureato in Scienze Politiche all'Università di Firenze, è stato direttore dell'Istituto Cattaneo di Bologna, professore ordinario di sociologia a Bologna e Trento, visiting scholar in numerose università americane, inglesi e australiane. Ha diretto l'Osservatorio nazionale sulle famiglie della Presidenza del Consiglio dei Ministri. È stato consulente del Ministero dell'Interno come direttore scientifico di quattro rapporti sulla criminalità in Italia e membro del Consiglio dell'Istat. È autore di numerosi libri, fra i quali "Congedarsi dal mondo. Il suicidio in Occidente e in Oriente", vincitore del premio Mondello per la saggistica.

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PRESENTATO IL LIBRO "ALLA FINE DELLA VITA" DI MARZIO BARBAGLI

Il Circolo La Scaletta propone la realizzazione di un hospice a Matera 

Giovedì pomeriggio è stato presentato nella sala Levi di Palazzo Lanfranchi il libro "Alla fine della vita. Morire in Italia"(Il Mulino, 2018)del professore emerito dell'Università di Bologna e Accademico dei Lincei Marzio Barbagli. L'incontro, organizzato dal Circolo La Scaletta, è stato un confronto a più voci sul complesso tema del fine vita, approfondito dal punto di vista sociologico, legislativo e medico. Con l'autore  sono intervenute la dr.ssa Marina Susi, responsabile dell'unità operativa di oncologia dell'ospedale "Madonna delle Grazie" di Matera e l'avv. Daniela Zattoni, che hanno risposto a domande e spunti di riflessioni proposti da Rosanna Festa, del Circolo La Scaletta. Dopo i saluti del presidente del sodalizio materano, Francesco Vizziello, Barbagli ha smentito la tesi della negazione della morte nella società moderna, una tesi sostenutada molti studiosi, ad esempio, con l'affermarsi dell'ospedalizzazione della morte. "Anche in passato si moriva negli ospedali e in solitudine- ha chiarito l'autore- le epidemie di peste e i lazzaretti ne sono una prova.  Oggi in Italia c'è undivario tra il Nord, dove c'è un'alta percentuale di persone che muore in ospedale e il Sud, dove è più forte la presenza di legami famigliari,con il maggior numero di persone che sceglie di morire a casa. Una tendenza meridionale che si va riaffermando nei paesi più ricchi e industrializzati. Un divario che si riscontra anche nel numero dihospice, strutture residenziali in grado di fornire l'assistenza necessaria ai malati in fase terminale, che hanno bisogno di cure palliative. "In Basilicata- ha affermato la dr.ssa Susi- esistono solo tre hospice, a Potenza, al CROB di Rionero in Vulture( Pz) e a Stigliano (Mt). Una situazione inaccettabile, in quanto ci sono pazienti inguaribili ma non incurabili, ed è importante prendersi cura del malato fino alla fine, fornendo cure palliative, in grado di arginare il dolore, garantendo la dignità della persona e la sacralità della vita anche nella fase terminale". Dignità del malato garantita anche dalla recente legge sul fine vita, legge n. 219 del 22 dicembre 2017, che prevede norme in materia di consenso informato e di disposizione anticipate di trattamento ( DAT), spiegata nei punti principali dall'avv. Daniela Zattoni. Tale legge - ha precisato Zattoni- sancisce che il tempo della comunicazione tra medico e paziente costituisce tempo di cura, prevedendo la formazione dei medici e del personale sanitario in materia di relazione e comunicazione con il paziente, terapia del dolore e cure palliative. Al termine dell'incontro dai soci del Circolo è emersa la necessità di realizzare un hospice anche a Matera, una priorità perla futura capitale europea della cultura per ridare dignità ai malati.

 

 

 

 

Redazione on line
10 aprile 2018 16:13