Martedi, 18 dicembre 2018

Su dibattito Comune Unibas per Campus

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Occorre fare chiarezza sulla questione dei tempi e dei modi di utilizzo dello stabile comunale di "San Rocco", oggi destinato a sede dell'UNIBAS.

            Il Comune di Matera ha ritenuto e ritiene essenziale per il ruolo culturale della città il rafforzamento del Dipartimento universitario presente nel territorio (DICEM).

            In questa ottica il Comune si è impegnato per la ultimazione dei lavori di riqualificazione funzionale dell'edificio destinato al Campus Universitario, favorendo l'erogazione di risorse per € 3.700.000,00 rinvenienti da un assegnato finanziamento regionale.

            L'obiettivo era quello di fissare nell'estate 2017 il trasferimento della sede universitaria di San Rocco in quella di Via Castello - Lanera, completa anche degli allacciamenti dei servizi e della sistemazione esterna.

            In questa concordata programmazione temporale si è collocata la scelta di destinare l'edificio di San Rocco a sede di una HUB per la ricerca e per la produzione digitale.

            Preso atto delle difficoltà della UNIBAS di rispettare tale tempistica, come riferito in Consiglio Comunale, il Comune di Matera ha fissato al 31 luglio 2018 il termine per la presentazione delle domande dei soggetti (imprese, istituti di ricerca e start up, ecc.) interessati a utilizzare gli spazi di detto immobile.

            Questa scelta del Comune garantisce all'UNIBAS di ultimare in San Rocco le attività didattiche dell'Anno Accademico 2017/2018 e di predisporre il trasferimento nella nuova sede con tutta tranquillità, essendo prevista, non prima del 30 settembre 2018, la pubblicazione della selezione dei soggetti assegnatari degli spazi ricadenti nell'immobile in questione. Non spetta, quindi, al Comune risolvere in tale ampia temporalità le non insuperabili questioni relative alla ultimazione e al collaudo dei lavori del Campus Universitario.

Nessun ultimatum comunale alla Università, bensì una articolata disponibilità istituzionale per definire con condivisione le due esigenze in campo, che non sono contrastanti bensì alleate nel rafforzare il ruolo scientifico, produttivo e culturale della città.

            Il Comune vede in questa tempistica una essenziale opportunità di ruolo, di sviluppo e di occupazione che deve essere correttamente considerata e rispettata. I tempi dinanzi a noi sono sufficienti perché tale risultato di crescita sociale ed economica di Matera sia raggiunto.

Di qui l'invito a superare la dimensione non impossibile delle questioni in campo perché nell'autunno prossimo l'inaugurazione dell'Anno Accademico della Università della Basilicata possa essere celebrata nella aula magna dell'inaugurando Campus Universitario di Matera.

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Ci aspettavamo la difesa di ufficio dell'Università della Basilicata da parte del suo prof. Schiuma ed è arrivata puntuale.

È arrivata puntuale ma, se vogliamo, anche intempestiva dopo la risposta, odierna, del Sindaco che, nel conservare il corretto rapporto istituzionale, smorza le polemiche chiedendo esclusivamente di poter inaugurare il prossimo anno accademico 2018-2019 in uno dei simboli significativi di Matera 2019: la nuova sede del Campus.

Ma il prof. Schiuma, nella sua arringa difensiva ci addita come gli incapaci di raccogliere il frutto del suo lavoro strategico e visionario, imputando a questa amministrazione, ed al sottoscritto che ha avuto il compito di sostituirlo, la incapacità di programmazione e pianificazione strategica.

Non mi risulta che abbia lasciato nulla di impostato come pianificazione strategica durante il non trascurabile periodo del suo assessorato;

Non mi risulta che sia andato oltre semplici incontri con le associazioni di categoria per farci le sue lezioni, molto accademiche e poco reali, di cosa significhi un piano strategico, salvo poi non capire, noi poveri mortali, quali sarebbero stati i passaggi successivi.

Chiede, dall'alto della sua sapienza accademica,  a noi poveri mortali,  il conto di quanto sia stato fatto dopo il suo lavoro, impostato ma mai da nessuno riscontrato, e forse, parlo evidentemente solo per me, ancora non capito.

Ma si sa non tutti hanno il numero giusto di neuroni e soprattutto non tutti li usano alla stessa maniera; dovrà perdonare, il professore, se è circondato da esseri umani con vuoti neuronici.

Passiamo ai dati concreti.

Se il professore avesse contestato il bando pubblicato, in italiano ed in inglese,  sul portale del comune di Matera dal 16 marzo scorso e ne avesse evidenziato le carenze e la mancanza di visione, gli avrei perlomeno  riconosciuto il diritto di  contestare le nostre scelte strategiche e le nostre visioni sul futuro e sull'innovazione;

ma, mancandone i riferimenti, è evidente che non conosce neanche l'esistenza di questo bando;

se avesse, il professore, letto i documenti allegati al bando, da cui scaturisce una  strategia, avrebbe percepito che non siamo interessati a fare da affittacamere o, come dice l'accademico, a mettere targhette dietro le porte ma abbiamo un percorso che riteniamo di voler portare avanti anche senza l'Università della Basilicata.

Se il professore avesse chiesto alla segreteria della Rettrice,  avrebbe avuto la risposta che l'Università della Basilicata è stata invitata, con lettera ufficiale protocollata in data 12 gennaio 2018, a firma del Sindaco, a far parte del "Comitato promotore per l'ideazione di un strategia di sviluppo tecnologico e per l'innovazione del comune di Matera e del territorio sovra regionale limitrofo".

Se le università Federico II di Napoli, Università di Bari, Politecnico di Bari, Università di Lecce e l'Università di Pavia hanno già inviato la propria richiesta di adesione formale;

se il Consiglio Nazionale delle Ricerche, la Svimez,  l'ISTAT, Confindustria Basilicata, Pensiamo Basilicata, Confapi Matera, il  Centro di Economia Digitale della Sapienza di Roma, DiCultHer (Digital Cultural Heritage con presidente il prof. Gianmaria Ajani, Rettore dell'Università degli Studi di Torino) e  Small Valley  hanno anche loro inviato la propria richiesta adesione formale;

se il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha già ufficializzato, ben prima della scadenza del bando di San Rocco (31 luglio 2018) di voler aprire una propria sede nell'immobile di San Rocco come sede del nodo E-RIHS (European Research Infrastructure for Heritage Science) in qualità di capofila di un'infrastruttura di cui fanno parte 15 Stati membri dell'Unione Europea più Israele, nel nuovo ambito multidisciplinare della scienza del patrimonio culturale, naturale e archeologico.

Se il CNR intende promuovere la costituzione di un hub dedicato alla ricerca di frontiera nel campo del digitale a Matera, Capitale europea della cultura 2019, quale promotore dello sviluppo e della crescita della città e più in generale del Mezzogiorno, sempre nell'immobile di San Rocco.

Se tutto questo è accaduto,  qualcosa vorrà significare,  vorrà dire che siamo oltre le targhette, oltre le stanze da affittare, oltre la povertà di idee di cui ci accusa il professore .

Se,  dopo tutti i consensi sin qui ottenuti con lettere ufficiali,  spicca il silenzio assordante e l'assenza dell'Università della Basilicata che non ha mai riscontrato, neanche per un eventuale diniego, la richiesta di adesione che il Sindaco ha inviato contemporaneamente a tutti i soggetti eccellenti prima elencati,  qualcosa vorrà dire.

Abbiano, tra l'altro,  incaricato Svimez di elaborare  il piano strategico per gli investimenti e per impostare la ZES 2.0, la ZES sulla tecnologica che parte proprio da Matera, dalla vocazione digitale che stiamo impostando, senza, però, partire dalla fine del lavoro del professore,  che peraltro non trovo da nessuna parte; se vuole  lo inviteremo alla discussione pubblica a cui non farà mancare, certamente, il suo contributo.

Non siamo, dunque, professore all'anno zero, come un anno fa e, Le garantisco, siamo solo all'inizio del percorso.

Poi sarebbe interessante approfondire, con un dibattito pubblico,  l'esistenza di un  eventuale collegamento diretto tra la crescita di questa Città ed il contributo dell'Unibas; sono pronto, con l'umiltà che mi contraddistingue, ad ascoltare  senza atteggiamenti preconcetti e senza presunzione.                  Enzo Acito

 

 

 

 

Redazione on line
08 aprile 2018 10:21