Martedi, 11 dicembre 2018

Omelia Veglia di Pasqua 2018

Santa Pasqua

 

OMELIA VEGLIA DI PASQUA 2018 

Carissimi, questa è una notte di Veglia speciale.

E' la notte durante la quale la Chiesa veglia davanti a Dio meditando attraverso alcuni segni che indicano il cammino di fede che stiamo facendo ma anche il percorso sinodale, come Chiesa di Matera - Irsina.

Il primo segno è stato il fuoco che abbiamo acceso all'inizio della veglia; il secondo l'annuncio abbondante della Parola di Dio; il terzo, fra poco, l'acqua battesimale con il rinnovamento delle promesse battesimali; il quarto l'Eucaristia.

Ø Il fuoco

Abbiamo acceso il fuoco nuovo all'esterno della chiesa e subito dopo è stato benedetto. Da questo fuoco ha preso la luce il cero pasquale: Cristo luce del mondo che illumina le tenebre della vita. Ecco perché al terzo annuncio tutte le lampade della Basilica Cattedrale si sono accese riempiendola di luce e noi tutti siamo passati dal buio alla luce.

Dal buio di quell'ora triste, la crocifissione di Gesù, abbiamo tratto il segno visibile della nascita della Chiesa. Il costato di Cristo aperto è come il costato di Adamo: nasce la Chiesa attraverso il simbolo dell'acqua e del sangue che rappresentano il Battesimo e l'Eucaristia.  

Il fuoco che abbiamo acceso non è come quello che si accende per la festa di S. Giuseppe, o nel caminetto. E' la luce che illumina il nostro cammino e dietro la quale procediamo, come il popolo d'Israele che uscì dalla schiavitù d'Egitto.

Ø La Parola

Questa è l'unica liturgia, che la Chiesa celebra, durante la quale viene proclamata in modo così abbondante la Parola. Non a caso viene chiamata da S. Agostino "la madre di tutte le veglie".

Israele diceva a se stesso: Shema Israel Adonai Elohenu Adonai Ehad , che significa: Ascolta Israele: il Signore è nostro Dio, il Signore è uno. Israele mettendosi in ascolto della Parola sa di stare alla presenza di Dio e fa memoria di tutta la sua storia, rivivendola nell'oggi di Dio con l'uomo.

C'è la nostra storia di uomini da quando siamo stati creati, il nostro peccato e le sue conseguenze, la schiavitù, la liberazione con il passaggio del Mar Rosso, il cammino fatto in tanti anni di vita dentro o fuori la Chiesa a fasi alterne: momenti di gioia, di sconforto, di promesse non mantenute, di tradimenti e rinnegamenti, di alleanze, di rifiuto di Dio e di ritorno a lui.

E' la storia di Dio fattosi carne e che nel Figlio Gesù si è volontariamente immolato morendo e lasciandosi depositare in una tomba. Ma questa storia è piena di vita: dalla morte nasce la vita vittoriosa. Cristo risorge, distruggendo la morte.

Questa Parola è per noi, per la nostra vita, diventa la nostra stessa vita perché è Dio stesso che ci ha parlato, si è donato e continua a farlo nel pane eucaristico: cibo di vita eterna.

Ø L'acqua battesimale e rinnovamento promesse battesimali 

E' la notte in cui rinnegheremo il nostro peccato. Rinunceremo, fra poco, a Satana, a tutte le sue opere e seduzioni. Diremo "si" a Dio che è Padre, Figlio e Spirito, alla Chiesa che è nostra Madre.

In tutte le chiese del mondo, questa notte, saranno tantissimi i bambini, i ragazzi, i giovani e adulti che riceveranno il sacramento del Battesimo e diventeranno nostri fratelli, figli di Dio e di questa amata Chiesa.

E' la notte durante la quale ci renderemo conto che noi apparteniamo a Cristo: siamo cristiani; e alla Chiesa: siamo Cattolici. Orgogliosi perché nonostante siamo coscienti delle nostre fragilità e limiti, non siamo migliori di nessuno, abbiamo la certezza di avere addosso il manto della grazia e il sostegno sacramentale: Dio è con noi. Ecco perché stanotte, al termine della veglia, usciremo, oserei dire, con il gusto di chi ha assaporato le delizie divine, ma in particolare il sapore della vittoria della vita sulla morte.

Ø L'Eucaristia 

E' festa, la più grande festa dell'anno che noi celebriamo. Siamo invitati, con il vestito più bello, a partecipare al banchetto preparato per noi. E' il banchetto eucaristico, attorno alla mensa eucaristica. E' Pasqua! Senza eucaristia non si può celebrare. Gesù è l'Agnello di Dio che toglie il peccato dal mondo! E' il cibo di vita eterna. L'Eucaristia, infatti, manifesta, edifica e plasma la Chiesa, mentre la Chiesa celebra, attualizza e vive l'Eucaristia.

Questa è l'esperienza più alta e sublime della Chiesa: nel mentre fa l'Eucaristia, mostra il suo vero volto. Una Chiesa veramente eucaristica capace di coinvolgere e dare l'Eucaristia a tutti i suoi figli che partecipano in modo pieno, consapevole e attivo.

Una Chiesa eucaristica che celebra attraverso tutti i suoi membri nella diversità ministeriale. "E' tutta la comunità, il corpo di Cristo unito al suo Capo, che celebra (tota communitas (...) celebrat" (CCC 1140 - 1141). Ma il Catechismo della Chiesa Cattolica dice ancor di più: "tutta l'assemblea è 'liturga' (

" (CCC 1144). Ma precisa che ognuno dei membri del corpo di Cristo ha "la propria funzione" (CCC 1144).

Nella Chiesa fondamentale è il ruolo del presbitero, in quanto esprime sacramentalmente Cristo capo "come 'icona' di Cristo sacerdote" (CCC 1142; 1548-9). Tutto questo viviamo in questa solenne e unica notte di Pasqua.

Questi quattro momenti sono essenziali durante la veglia. Ma perché vegliare? Vorrei entrare nel cuore di questo nostro stare insieme questa notte passando in rassegna quelle che potrebbero essere le veglie della vita.

Nella maggior parte dei casi veglia chi ama. E' così per un genitore: vegliare sui propri figli quando non stanno bene, quando li aspettano nelle notti che rientrano tardi, quando si preoccupano perché li vedono distratti o tristi. E' così per il marito o la moglie quando la vita procura ferite interiori, quando si raffreddano i rapporti. Certamente vegliano coloro che servono la sofferenza degli ammalati, delle persone sole. Ma si veglia anche quando si ha paura che possano rubargli i propri beni. E che dire del vegliare di chi deve fare un lungo viaggio. L'elenco sarebbe lungo. Sta di fatto che al vegliare corrisponde una lezione d'amore, si vive un'attesa.

Per noi stasera vegliare significa accogliere il passare di Dio nella nostra vita. Chi l'accoglie attraversa il buio della notte ed entra nella luce, passa dalla morte alla vita, abbandona la tristezza e ritrova la speranza. Questa è la strada della Pasqua tracciata da Gesù Cristo, nostro Signore, morto e risorto per noi.

Celebrare e vivere la Pasqua significa, allora, avere il coraggio di uscire dalla tomba della disperazione e rialzare gli occhi al cielo; riprendere coraggio di fronte alle sconfitte della vita e alle ingiustizie subite; ritrovare la dignità perduta lottando per il bene comune; rimboccarsi le maniche e agire secondo lo stile evangelico del seminare sempre speranza diventando protagonisti positivi in una storia che spesso mette addosso una croce e su questa ti crocifigge.

Celebrare e vivere la Pasqua vuol dire uscire dalla tomba dell'apatia e del pessimismo e correre per le strade di ogni giorno sull'esempio della Maddalena e di tutti gli altri apostoli incoraggiandoci a vicenda. Il cenacolo, la tomba, le strade, gli uomini che incontriamo nelle loro diverse situazioni di vita, sono i luoghi e le persone che ogni giorno visitiamo, incontriamo e serviamo annunciando la speranza che è certezza: Cristo è risorto per tutti.

La nostra vita è un continuo vegliare per scrutare il passare di Dio che si rivela, si fa toccare, ci parla e condivide la nostra esistenza riempiendola di luce, nutrendola della sua Parola, aiutandoci, attraverso la Chiesa, a fare memoria del nostro essere cristiani, partecipando al Banchetto Eucaristico che ci dona la vita eterna.

Durante la vigilia di Pasqua, le famiglie ebree si ritrovano riunite nelle proprie case per la cena, chiamata il seder pasquale: un rito antico pieno di significati, di suggestioni, di ricordi. Durante questo rito fanno memoria, anche con il cibo preparato, dell'amarezza della schiavitù in Egitto, del passaggio del Mar Rosso. Nessuno deve dimenticare, e per questo va ricordato almeno una volta all'anno.

Durante la cena, un fanciullo, il più giovane della famiglia capace di argomentare, deve porre una domanda ben precisa: perché questa notte è diversa dalle altre notti? I genitori rispondono catechizzando le nuove generazione attraverso la Parola (Es 12-15) e dicono: «È il sacrificio della Pasqua per il Signore» (Es 12,26-27)

Anche per noi cristiani questa notte è diversa dalle altre notti perché Cristo ha distrutto la morte e dal sepolcro è risorto glorioso e vincitore.

Cristo risorto è il sole che sorge per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra della morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace.

S. Pasqua a tutti.

† Don Pino

 

 

 

 

 

Redazione on line
03 aprile 2018 09:08