Domenica, 20 maggio 2018

Contdown per Matera 2019 con appuntamenti e promesse elettorali

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Il giorno 19 di gennaio alle ore 19 e 19 del corrente anno sono partite le iniziative propedeutiche per arrivare al fatidico anno 2019 con l'ingresso ufficiale della città nel novero delle Capitali europee della cultura. Anno ampiamente atteso ma anche ampiamente disatteso in questo lungo periodo intercorrente dal 17 ottobre 2014 ad oggi. La cosa più singolare è che nessuno degli illustri protagonisti che avrebbero dovuto seriamente impegnarsi lungo questo percorso ha il minimo pudore di riconoscere le proprie responsabilità in senso negativo. Vietato parlare in maniera pessimistica, insomma, come se la grande opportunità della prestigiosa nomina abbia concretamente portato finora ottimi risultati per la città. Viceversa non se ne sentono ragioni e, alla fine, bisognerà veramente accontentarsi di quello che si riuscirà a realizzare. Poca cosa, in verità, al confronto di quanto si sarebbe potuto ottenere.  Il "fallimento" totale riguarda l'aspetto più materiale, ma anche il più necessario, per una reale crescita della città. Il semplice aspetto prettamente culturale, ossia quello legato a eventi come mostre e concerti, sebbene determinino un certo ritorno economico e d'immagine, rischia di creare maggior disagio al cospetto del preventivato arrivo di turisti e visitatori per l'importante occasione dell'anno di grazia 2019.  Raggiungere la Città dei Sassi ha, da sempre, rappresentato il maggior ostacolo rispetto a questa evenienza. Collegamenti viari, ferroviari e quant'altro di similare hanno, da sempre, rappresentato la carenza più rimarchevole e più invocata per migliorare una precaria situazione sul piano infrastrutturale. Auspicare poi una ragionevole riqualificazione urbana con interventi mirati per rendere la città più vivibile e sicuramente più attraente, doveva essere l'aspetto più importante da valutare e soprattutto da mettere in atto. Non si può certo affermare che una riqualificazione urbana, se così si può definire, affidata al mondo virtuale d'internet, con la fibra e con l'arrivo del 5G, rappresenti in qualche modo qualcosa di esaustivo in tal senso.  Le evanescenti giustificazioni per cui l'avvio di lavori, ancorchè necessari, avrebbero trasformato la città in un immenso cantiere appaiono alquanto ridicole, al pari dell'affermazione che la città di Matera potrà godere dei frutti della nomina europea non nel 2019 ma a partire dal 2019 e (qualcuno l'ha detto!) per i successivi 10/15 anni. Affermazioni che feriscono l'intelligenza di una comunità che aveva ampiamente esultato per un'opportunità fortemente voluta e partecipata, nella speranza di un vero reale riscatto.  In questi anni, a parte qualche iniziativa del cosiddetto tipo "culturale", il resoconto è molto negativo per quel che riguarda, invece, il cosiddetto resto più importante e necessario. Nessun mea culpa appare all'orizzonte, anzi l'invito è a un forzato ottimismo, nonostante tutto. In maniera del tutto sconcertante, non c'è chi si attribuisce qualche minima responsabilità su quanto accaduto sinora. Ognuno continua a dichiarare di essersi speso per la causa. Nessun responsabile, insomma! La città, intanto, con tutte le sue necessità prosegue nel suo lento cammino verso la mèta, nella sua immobilità e nel suo provvisorio auspicio di una mancata proverbiale attenzione.  Il contdown è iniziato. Il 2018 diventa fondamentale per l'immediato futuro della città. I cittadini materani sono chiamati a una partecipazione attiva per quello che il Primo Cittadino, in tempi non sospetti, aveva definito un inutile "eventificio-ludico". Si annunciava, di contro, la realizzazione d'interventi più concreti sulla riqualificazione della città e le necessarie infrastrutture che, nella realtà, non si sono mai concretizzate.  Nel frattempo si è consolidata una penalizzante frattura tra Amministrazione comunale e Fondazione Matera (con l'aggiunta pittelliana Basilicata) 2019 a peggiorare propositi, già ampiamente compromessi da una situazione politica interna del tutto sconvolgente. I preventivati "cantieri" riportati sul noto Piano di Interventi (Masterplan) sono rimasti solo sulla carta, le risorse economiche notevolmente ventilate, rispetto alle previsioni di spesa, fanno insorgere forti dubbi rispetto alle concrete disponibilità manifestate da parte di Governo e Regione Basilicata e sulla concreta attuazione d'interventi annunciati già come destinatari di risorse economiche. Sta di fatto che lo stallo di quegli interventi ritenuti più importanti e soprattutto più necessari è del tutto penosamente evidente. E' in questi chiari di luna che s'inquadra la recente (molto tardiva) iniziativa del governatore lucano, Marcello Pittella, della convocazione del piano di lavoro in proiezione Matera 2019 che prevede addirittura ben 149 interventi e 56 milioni di euro con l'istituzione di due cabine di regia. Il governatore lucano, in odore  di conferma (e di speranza di nome e di fatto) alla guida dell'ente regionale, si propone, come una "goccia cinese- ha detto- di fare da pungolo e sprone nonché da supporto tecnico al Comune di Matera in caso di necessità".  Potenza delle promesse elettorali! Chissà se saranno in grado di operare quella svolta che, se iniziata a tempo debito, avrebbe almeno consentito di trovarsi a un punto ragionevole della medesima svolta, con conseguenti notevoli benefici per l'intera comunità materana e anche lucana. Una cosa è certa e non vi è alcun dubbio, ora come ora, che dalle responsabilità dello stato attuale dell'arte non si possano esimere i nostri illustri amministratori, a livello comunale e regionale, pronti a rimbalzarsi le colpe fino a rimetterle anche a livello del Governo centrale. A certi livelli, a onor del vero, quanto si esprime di questi tempi assume sempre più un significato elettorale, visto l'imminente appuntamento con le urne, siano esse politiche che regionali, quando cioè le promesse sembrano prendere corpo e consistenza, salvo svanire subito dopo a risultato acquisito. La Basilicata, del resto, è un esempio evidente dell'ingenuità popolare che sfiora persino il masochismo. Si continua a puntare con pervicace insistenza su illustri personaggi che ne hanno determinato nel corso dei decenni lo sfascio più completo su ogni piano, socio-economico-ambientale-occupazionale e chi più ne ha più ne metta, gratificandoli con i loro consensi. Altro che svolta, in terra lucana si continua a tirare dritto sempre nella stessa penosa direzione. A meno che con le Idi di Marzo(data a parte, un po' anticipata rispetto a quella storica) il popolo lucano non si ravveda! Ma anche questa, come in altre occasioni, è tutta un'altra storia!

 

 

Nino Grilli
23 gennaio 2018 14:56