Lunedi, 24 settembre 2018

Meno uno al 2019 e per la Capitale europea della cultura i dubbi rimangono

Nel 2018 si riuscirà a mimetizzare in qualche maniera questa incresciosa situazione, volgendola a più miti consensi?

109-Menouno-09.01.2018

 

Il futuro di Matera 2019 comincia adesso. Manca solo un anno all'ufficiale  investitura a Capitale europea della cultura ed è partito il contdown per l'inizio del grande appuntamento per la Città dei Sassi. A onor del vero i principali protagonisti impegnati nel percorso continuano a definire il 2019 come anno di partenza piuttosto che di arrivo ad un risultato di così rilevante importanza. Va da sé che l'escamotage adottato altro non è che coprire le evidenti defillances fatte registrare colpevolmente a partire da quel fatidico 2014 ovvero quando la nomination divenne ufficiale. L'attesa e quanto fatto finora si presenta come il classico bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. C'è chi lo vede mezzo pieno e chi invece mezzo vuoto, ma c'è chi lo vede addirittura del tutto pieno e chi, invece, assolutamente del tutto vuoto. In verità, l'opportunità di Matera 2019 avrebbe potuto consentire la disponibilità non di un bicchiere pieno, ma addirittura di una consistente caraffa completamente piena, se non persino traboccante. Nel 2018 si riuscirà a mimetizzare in qualche maniera questa incresciosa situazione, volgendola a più miti consensi? Ad ascoltare quanto riferito dal sentimento popolare, c'è chi dice sì e c'è chi dice no (Vasco docet)! A dire sì (e non può essere diversamente) il sindaco Raffaello De Ruggieri che continua a difendere uno stato di fatto alquanto discutibile, sempre rispetto a quanto si sarebbe dovuto fare, che appare convinto di aver attuato iniziative concrete per aumentare l'attrattività della città. Non a caso anche lo stesso Salvatore Adduce, rientrato nell'aurea di piena collaborazione nel progetto di Matera 2019, in maniera sconsolata ha detto che "il tempo perso finora è oramai perso e non si può fare più niente"! L'ottimismo del Primo Cittadino non trova riscontri nemmeno nell'ambito di vaste aree dello stesso consesso cittadino, da parte di alcuni consiglieri. Critiche costanti e ampiamente motivate con dati di fatto, piuttosto che condite da semplice retoriche dichiarazioni, come quella per cui "non si percepisce su cosa si stia effettivamente lavorando e quali sono le infrastrutture che si potranno utilizzare a breve o che si potranno traguardare anche dopo l'anno di celebrazione del titolo di Capitale Europea della Cultura". Di contro dice di sì (ovviamente anche in questo caso) il direttore della Fondazione Matera(Basilicata) 2019 con i suoi "immateriali" programmati appuntamenti culturali che nulla hanno da spartire con quegli interventi "materiali" ritenuti più che necessari se non assolutamente imprescindibili per garantire una vera crescita della città in proiezione futura. Interventi "materiali" come la realizzazione di infrastrutture stradali o ferroviarie, la riqualificazione urbana  e quant'altro di similare che, oramai è chiaro, non vedranno la loro concreta realizzazione entro il fatidico anno 2019 e chissà per quanto altro tempo dopo, sempre che si concretizzino realmente. Situazione precaria che fa dire un sonoro no a organizzazioni sindacali (documento Cgil) che, dal canto suo, ritiene che la condizione complessiva in cui si ritrova la Città di Matera e tutta la Basilicata, alla vigilia all'importante e prestigioso appuntamento di Matera Capitale europea della cultura 2019, rasenta l'incredibile. Organizzazioni di categoria come la Confapi che, tra l'altro, evidenzia la stortura di procedere per Accordi di Programma che rovinano il disegno urbano della città e ignorano la legge regionale e invita ad adottare il Regolamento Urbanistico, strumento che dovrebbe coordinare, disegnare e salvaguardare il tessuto urbanistico, tracciandone le linee di espansione o anche la necessità di avere un Piano del Verde, cioè una programmazione dei parchi cittadini, una pianificazione che si basi su procedure strutturate, quindi su processi trasparenti di gare aperte a tutti. La questione su chi dice no prevale nettamente nello scenario complessivo dove seppure scontata appare la posizione di Antonio Materdomini(M5S), per altrettanto ovvii motivi,  che denuncia ancora una volta i giochi di potere che prevalgono sul bene comune, mentre la sopravvivenza del governissimo, nato oramai 6 mesi fa, che nessun risultato positivo ha portato per i cittadini, ma ha visto esclusivamente spartizione di assessorati e assegnazione di ruoli nel CDA della Fondazione Matera-Basilicata2019, per cui l'attesissimo appuntamento di Matera per il 2019 rischia di essere un fallimento totale. Dice no anche, sempre sul piano politico, anche la Lista Stella che esprime profonda delusione per il fallimento dell'Amministrazione Comunale di Matera, concordando con il giudizio espresso dalla CGIL su una gestione ingessata da questioni politiche. Si è badato cioè-dice- più alle faccende politiche che a quelle amministrative e questo ha bloccato ogni attività per la città. Senza alcun dubbio a dire no è il sentimento popolare di una cittadinanza sempre più ai margini del progetto europeo e che sembra rimanere immobile al cospetto di tutto ciò, come rassegnata ad accontentarsi, proprio come il buon Vasco:" C'è chi dice si, c'è chi dice no...io (la città ndr) non mi muovo ..... quanta gente comunque si accontenterà". Parole efficaci per questa città che continua a essere comunque soggiogata a un'opportunità, come quella della Capitale europea della cultura nel 2019, sempre più evanescente. 

 

 

Nino Grilli
09 gennaio 2018 15:33

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