Lunedi, 18 giugno 2018

Indifferenza e pressapochismo le “colpe” nella Capitale 2019

Le "colpe"" riguardo a quanto si poteva fare per ottimizzare la nomina a Capitale europea della cultura non sembrano colpire nessuno.

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Tutti abbiamo dentro di noi un meccanismo di autovalutazione, una specie di controllore che ci fa notare se ci comportiamo bene o se ci comportiamo male. Freud il padre della psicoanalisi, lo chiamava Super-Io, il depositario dei valori morali ma anche delle norme di comportamento, delle regole, di tutti i doveri. Dall'agire di questo meccanismo nasce quello che viene definito come senso di colpa. Una sorta di tarlo che si agita nella nostra mente e che dovrebbe farci sentire in pace con noi stessi, se i valori morali a cui ci si ispira sono corretti. Quello stesso tarlo che, invece, dovrebbe provocarci turbamento se, invece, ci si rende conto che quei valori morali li abbiamo traditi. La questione appare del tutto estranea nell'attuale gestione politica amministrativa della città di Matera. Le "colpe"" riguardo a quanto si poteva fare per ottimizzare la nomina a Capitale europea della cultura non sembrano colpire nessuno. Il ribaltone politico all'interno della locale amministrazione, con il ritorno in auge del centrosinistra non ha ferito nessuno, neanche la pubblica opinione che appare impotente al cospetto di tanta in differenza e pressapochismo. Una presa di coscienza della situazione non certo florida in proiezione 2019 sembra non appartenere ad alcuno e il tempo sprecato è considerato solo semplicemente sprecato e nulla più. Il tutto appare come di  capitare di trovarci di fronte a soggetti che oramai sono così abituati a certi comportamenti avulsi da ogni genere, tanto da non avvertirli più come colpe. E' quel che capita a chi fa della spropositata indifferenza la sua normale attività di vita quotidiana. A chi non avverte più il dovere del rispetto altrui. Dei principi di moralità umana. Per questi diventa assurdo provare senso di colpa perché "fanno qualcosa di vietato". Il soggetto che "cede" e fa qualcosa che lui stesso vede come "vietato", persino dalla collettività, la trasforma in un diritto e per questo non prova alcun senso di colpa. Si genera così la negativa metamorfosi della moralità pubblica che sempre più sembra impadronirsi dell'attuale società moderna. Che mette sul banco degli imputati chi crede nella rettitudine umana e nella correttezza dei comportamenti e dalla parte dominante e persino persecutoria coloro che di questi valori se ne infischiano altamente. L'anno che verrà, ossia il 2018, diventa di fondamentale importanza per recuperare il salvabile che sarà comunque fin troppo poco rispetto a quanto sperato e a quanto era possibile ottenere. La disastrosa questione 2019 a onor del vero viene spesso sottolineata in alcuni ambienti più sensibili, ma le osservazioni in merito scivolano sulla noncuranza totale dei cosiddetti addetti ai lavori per l'appuntamento europeo. Osservazioni che, però, non sembrano riscuotere attenzione dalla maggior parte dei mass media, soprattutto locali. E' come se fosse esplosa una bomba ad orologeria, ma senza fragore. Eppure trattasi di una vicenda dai toni sconvolgenti. Che dovrebbe essere più che appetibile sul piano della corretta informazione. Che potrebbe far scorrere fiumi d'inchiostro nelle singole redazioni. Che meriterebbe la giusta attenzione per i deleteri effetti che sta provocando. Che sta ancora provocando consistenti danni (reali e non aleatori) alla vera immagine pulita della città di Matera. Prevale, invece, l'indifferenza, la falsità, l'ipocrisia sia da parte degli stessi protagonisti che non sembrano avvertire alcun senso di colpa per il loro comportamento, sia di chi avrebbe il dovere di commentare compiutamente la vicenda. Tanto da apparire quest'ultimi persino timorosi di esprimere qualsiasi giudizio o considerazione di alcun genere. Temono di esporsi in qualche modo o di perdere qualche vantaggioso contratto pubblicitario? Danneggiando la libertà di informazione? E senza provare alcun senso di colpa? Si rischia, però, di diventare refrattari ai semplici doveri di una leale  e corretta funzione: quella dell'informazione!  "Il senso di colpa è soltanto ruggine sul taglio d' uno splendido acciaio". (Andrè Suares)

 

 

Nino Grilli
30 dicembre 2017 09:19

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