Venerdi, 20 settembre 2019

Cambiare il volto della città per il 2019

37-Cambiamento-14.9

 

Più ci si avvicina il 2019 e più aumenta lo sconcerto dei cittadini materani. L'unica cosa che appare chiara è il messaggio che dovrebbe interessare più di ogni cosa: cambiare il volto di Matera e renderla degna della nomina a Capitale europea della cultura! Un cambiamento vero, radicale che tenga conto non solo dei pur appariscenti aspetti morali da adottare per ben figurare, bensì anche di quelli più consistenti materiali che qualifichino un centro urbano in virtù delle uniche e originali caratteristiche che possiede. Nella realtà cittadina c'è persino chi invocando il cambiamento del volto della città ne ha fatto il suo slogan personale, mettendo in pratica alcuni interventi che, in un certo senso, parrebbero persino utili nell'ottica dal miglioramento complessivo della città. Da qui a sostenere che certe iniziative, rispetto a quanto bisognavano (e bisogna ancora) fare per dare un nuovo volto alla futura capitale europea della cultura, siano da considerare esaurienti ce ne vuole tanta di strada da percorrere, sia sul versante quantitativo e soprattutto qualitativo. A onor del vero la città ultramillenaria, patrimonio mondiale dell'umanità per volere dell'Unesco  e ora anche Capitale europea della cultura in quanto centro urbano, non ha alcuna capacità intrinseca per operare un cambiamento. Necessita, quindi, di capacità indotte per cui a cambiare dovrebbe essere la mentalità di chi si propone come autore di questo cambiamento. Missione impossibile finchè non cambierà la mentalità dei nostri politici, ben più propensi a salvare la loro poltrona, piuttosto che a preoccuparsi di sostenere valide iniziative per il bene della città e della comunità che ha riposto fiducia in loro . Il quadro della situazione in proiezione 2019 continua a suscitare dubbi e perplessità nei cittadini materani, convinti che, purtroppo, le sorprese negative non sono finite. In quest'anno o poco più, allora, ci si prepara a vederne delle belle fino alla scadenza del tempo concesso per entrare nello scenario europeo. Nei consessi cittadini, intanto, si continua a discutere (numero legale permettendo di volta in volta), senza soluzione di continuità, rimandando risoluzioni da ritenere urgenti, sul piano amministrativo e della concretezza delle azioni da compiere. Questioni come la raccolta dei rifiuti, il piano della mobilità, la gestione oculata del settore turismo, la sistemazione di aree da destinare a parcheggi o a terminal bus e quant'altro, in proiezione ovviamente di quello che sarà assolutamente necessario con l'arrivo del 2019 e che non possono essere né sottovalutate e tanto meno rimandate in tema di utile cambiamento della città. L'ostinazione a ritenere che quella data debba essere considerata come un punto di partenza per la Città dei Sassi, in proiezione del triennio successivo e passa, non può considerarsi una giustificazione valida per un triste rinvio delle cose da fare. Una mentalità da cambiare è l'aspetto più urgente, lasciandosi alle spalle una sorta di dannosa abitudine, tutta materana, di far trascorrere il tempo senza curarsi di sollecite soluzioni che dovrebbero, in questo specifico caso che ci sta portando al 2019, essere invece istantanee. Promuovere un vero cambiamento non può sottrarsi da una fonte di natura politica partecipante e permeata di comune accordo, reale e non effimero.  Cambiare Matera si può fare, ma sempre a patto che il cambiamento avvenga nelle menti e nei comportamenti di chi, lasciando da parte interessi di altra natura, faccia tesoro di quanto in arrivo con l'esaltante successo della nomina a Capitale Europea della cultura nel 2019. Tesoro, ovviamente non in senso pecuniario, ma volgendo lo sguardo verso un orizzonte che potrebbe essere di grande pregio per le sorti della città.

Pubblicato su Roma Cronache lucane il 14.09.2017

 

 

 

Nino Grilli
30 settembre 2017 11:08