Venerdi, 20 settembre 2019

Matera 2019 non solo Sassi ma anche i rioni periferici

45-Periferie-21.9

 

Gli aspetti fondamentali di un progetto che unisce da una parte il recupero di spazi pubblici esistenti in città e dall'altra il coinvolgimento dei cittadini con particolare riferimento a una fascia giovanile appare come una buona proposta. Gli obiettivi di una simile iniziativa potrebbero andare incontro a una progredire della qualità della vita per la Città dei Sassi e, nel contempo, ad andare incontro alle esigenze di una fascia di cittadini che rappresentano oramai il futuro stesso della città . Se poi il progetto riesce a essere coltivato in maniera opportuna e in breve tempo essere posto a regime, potrebbe rappresentare una bella immagine per la Capitale europea della cultura nel 2019. Anche perché andrebbe nella direzione di apportare miglioramenti non già a quella parte fondamentale rappresentata dagli antichi rioni Sassi, ma andrebbe a collocarsi in particolar modo nelle zone più disagiate della periferia cittadina. Matera 2019, in sostanza, non può attestarsi semplicemente in un ristretto ambito, seppure importante, del centro urbano, ossia il Centro Storico, ma deve tenere in conto tutto il resto del centro urbano. L'idea che ricalca un progetto di Uisp nazionale, denominato Open Space che è stato presentato a Matera, al di là dei nobili propositi annunciati, avrebbe bisogno di essere sostenuto anche nella realtà e nella pratica  attuazione. Speranze queste affidate in primis alla locale amministrazione comunale che dovrà seriamente impegnarsi nell'adeguare spazi pubblici esistenti nella periferia cittadina per ospitare gli eventi. E' fuor di dubbio che spazi del genere non manchino in questi siti, ma è pur vero che moltissimi di essi riversano in un grande disagio ambientale e strutturale. In questa epoca in cui i giovani sono più propensi a dedicare la loro attenzione ai cosiddetti giochi tecnologici, alias smartphone, tablet, play station o computer piuttosto che all'aria aperta il recupero di questi spazi pubblici assume un ruolo fondamentale. In ogni quartiere periferico vi erano alcuni anni fa delle aree pubbliche adibite al tempo libero, alle attività sportive e quantealtro di simile. Aree che sono scomparse del tutto o lasciate all'incuria e al degrado. Non è certo migliore la situazione dei cosiddetti parchi pubblici, sui quali occorre stendere un velo pietoso per la loro attuale situazione, per come sono tenuti in tema di manutenzione, che non si può neanche definire di tipo ordinario. Manutenzione e riqualificazione delle aree verdi e pubbliche che, al pari di altri interventi, sperano anch'essi di fruire dei finanziamenti del progetto europeo? Oppure sono frutto di scarsa attenzione verso questa importante problematica? Contribuire al contrasto del disagio e dell'emarginazione giovanile con attività di vario genere, mettendo a disposizione questi spazi pubblici non è forse un ruolo che appartiene alle politiche sociali della locale amministrazione? Spazi che, viceversa, se adeguatamente curati e protetti diventerebbero luoghi tranquilli e soprattutto sicuri per la frequentazione di quei giovani oramai attratti solamente da strumenti tecnologici. E' fuori di ogni dubbio che di questi tempi non si possa andare indietro nel tempo con i cosiddetti giochi di strada, come avveniva in anni passati. Occorrono per questo luoghi che, una volta riattivati, inducano chi organizza e chi intende aderire a essere partecipi a ogni iniziativa. Nella fattispecie c'è chi ha anche abbozzato un regolamento ufficialmente consegnato all'amministrazione comunale sulla collaborazione fra cittadini e amministrazioni, per la cura e la rigenerazione dei beni comuni. Tra i proponenti anche la stessa associazione che ha lanciato anni addietro l'idea di Matera Capitale europea della cultura. Speriamo sia di buon auspicio! Magari con risultati migliori e soprattutto più solleciti.

Pubblicato su Roma Cronache lucane il 21.09.2017      

 

 

Nino Grilli
28 settembre 2017 09:20