Domenica, 24 settembre 2017

Tavolo tecnico di confronto per salvare Matera 2019

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Punto e a capo. Le recenti riunioni che si sono tenute hanno visto l'assemblaggio di gran parte dei protagonisti che nel progetto per Matera 2019 dovrebbero recitare ruoli importanti e decisivi. Si è avuta come la sensazione di un improvviso ravvedimento, come a significare che tutto a un tratto la questione riguardante la futura capitale europea della cultura si fosse rivelata a costoro in maniera repentina. La sensazione che se n'e ricavata, insomma, ha peraltro rimarcato dichiarate intenzioni di ravvedimento e di conseguente assunzione di responsabilità immediata e futura. Almeno a parole, salvo poi verificare che tutta questa sorta di animosità da spalmare nei prossimi sedici mesi che mancano all'appuntamento sia fruttifera di veri e concreti impegni. La questione che ha comunque impressionato in maniera veramente critica, ma purtroppo del tutto preoccupante e ancorchè reale, ha riguardato il dato dell'emigrazione giovanile. Negli ultimi 8 anni- è stato detto-  si  è registrata una emigrazione pari a 1175 giovani nella sola provincia di Matera. Un esodo che, a dire il vero, è del tutto parziale e che assume sempre più un'intensità tale che dovrebbe servire, da sola, a far mettere una mano sulla coscienza dei nostri amministratori locali e regionali in particolar modo. Persino la stesso sindaco De Ruggieri ha paventato che la regione lucana " a causa del depauperamento dei territori e della conseguente fuga di cervelli, possa diventare un gerontocomio". Una definizione che si scontra in maniera pesante con le enormi possibilità che la nomina di Capitale europea della cultura metterebbe a disposizione per la regione lucana per creare le condizioni ideali per sviluppare investimenti e nuova occupazione. Sostenere idee e progetti provenienti dal mondo giovanile è una grave pecca che si registra in questa regione. Il più delle volte è perché a dei validi progetti presentati fa seguito una mortificazione sul piano dei finanziamenti, soprattutto a livello regionale, che inducono a un conseguente risultato di andare a cercare fortuna altrove. La parte più critica è che il più delle volte sono proprio quei giovani che andando via dalla Basilicata riescono ad emergere ad altissimi livelli in vari settori. Fa specie nella questione di sostegno al progetto di Matera 2019 la dichiarazione del governatore Pittella che intende promuovere l'istituzione di un tavolo tecnico di confronto e monitoraggio degli interventi, che dia concretamente seguito ai positivi stimoli emersi nel corso della riunione che si è tenuta su sollecitazione del sindaco De Ruggieri. In sostanza nei trentasei mesi già trascorsi questi "stimoli" non saranno stati sufficienti perché la Regione si sentisse partecipe in maniera attiva al percorso verso il 2019 della città di Matera. Evitando di essere tacciati come campanilisti, il governatore lucano ha lamentato perdite economiche, per l'economia regionale, dettate dal fermo delle estrazioni petrolifere, che non gli hanno certo impedito di riservare particolari attenzioni (economiche) al capoluogo di regione.  Il lontano ricordo dello stesso Pittella colto da grande commozione sul palco a Matera in occasione della nomina di Matera capitale sembra svanito nel tempo e soprattutto nelle attenzioni verso una città che potrebbe dare lustro non solo alla terra lucana, ma all'intero Paese.  Il primo obiettivo dichiarato è quello che ora (alla buon'ora!) vi è la necessità di una recuperata unione di intenti della classe dirigente regionale, che già di per sé rappresenta una sorta di mea culpa.Infine ci sarebbe  una specie di divisione di impegni. Discorso a parte, ovviamente e che non ha fatto la sua apparizione nell'occasione, quello affidato alla Fondazione Matera-Basilicata 2019. Il sindaco di Matera designa come fiore all'occhiello la parte tecnologica legata all'imminente avvio della sperimentazione della nuova tecnologia 5G di telefonia mobile. Al rientrato Salvatore Adduce spetterà, invece, la parte più interessante ma anche quella che si presta a maggior ragione a difficoltosa realizzazione,  dedicata alla questione delle infrastrutture stradali e ferroviarie. Il nuovo Masterplan riproposto è tutto un film da vedere in ogni sua parte e ..... continuare a sognare. Ma anche questo, come già detto, è tutta un'altra storia!!!

Nino Grilli
09 settembre 2017 17:19