Venerdi, 20 settembre 2019

Matera 2019: una volta era la capitale della pasta

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Matera nel 2019 avrebbe potuto avere anche una ghiotta occasione: riconquistare un ruolo importante nel settore della "pasta". Nel settore agricolo di questi tempi, come è detto in merito alla produzione della pasta in regione, la Basilicata ha decisamente un  posto importante, soprattutto sul piano della qualità della produzione. Prova ne é la destinazione dei cospicui fondi del PSR proiettato nell'immediato futuro e che a detta dall'assessore regionale Luca Braia pone in grande evidenza questo prezioso alimento. I vecchi mulini che esistevano fin a non molti anni fa a Matera erano un fiore all'occhiello in particolar modo per la qualità nella produzione della pasta. Rinverdire quei tempi, oggi come oggi, sarebbe un vero miracolo che, peraltro, ridarebbe lustro e considerevoli possibilità occupazionali alla futura Capitale europea. La qualità di certe produzioni sono significative per le realtà territoriali e ne rappresentano una sicura  attrazione per chi, magari, si reca in certi luoghi proprio per apprezzare  i delicati sapori dell'arte culinaria. Il disastro che si è riusciti a realizzare a Matera è stato quello di cancellare definitivamente la presenza di stabilimenti dediti alla produzione della pasta. Al loro posto sono sorti complessi edilizi che hanno annullato qualsiasi memoria storica e qualsiasi arte artigianale nella produzione della pasta di qualità. L'arrivo della Barilla aveva fatto risorgere qualche speranza, più sul piano delle possibilità lavorative delle maestranze, piuttosto che su quello della qualità della produzione.  Una storia che si è conclusa non solo tristemente, ma anche in maniera del tutto equivoca, mettendo fuori dal lavoro numerosi lavoratori e lasciando in abbandono un notevole manufatto, ora candidato a una ipotetica Cittadella del Cinema (!). Inoltre il manufatto in abbandono è stato preda di un proditorio "saccheggio" messo in atto da operai specializzati, appositamente arrivati dalla lontana Russia, che hanno sottratto le attrezzature dell'azienda per portarle nel Nord Europa. Il tutto nella totale indifferenza della politica locale e regionale, se non addirittura con il loro beneplacito consenso e persino delle componenti sindacali di categoria e degli organi di controllo. Senza dubbio per la sua rispettabile età l'attuale Primo cittadino materano ha consapevolezza del fulgido passato della Città dei Sassi nell'arte molitoria. Matera ora, purtroppo, deve accontentarsi solo dei numerosi "rimpasti" che caratterizzano la questione politico amministrativa della città. Un escamotage senza colorazione politica, nel senso che non appartiene solo alla situazione attuale all'interno del governo cittadino, né tanto meno al suo mèntore di turno. Nel corso del mandato affidato a Salvatore Adduce, così come con l'attuale affidato a Raffaello De Ruggieri nessuno dei due si è fatto mancare nulla in tal senso. Il "rimpasto", insomma, diventa una delle logiche per simulare un certo cambiamento che, in fin dei conti, è solo apparente. L'importante è che avvenga e che i cittadini materani possano illudersi che nel Palazzo si sta operando ogni sforzo per migliorare le attenzioni nei riguardi dei numerosi e preganti problemi della città. Naturalmente i "rimpasti" nei consessi cittadini poco, anzi niente possono fare per far tornare quella mirabile epoca che vedeva protagonisti veri personaggi della storia materana. A meno che, almeno a livello d'immagine, la memoria storica di quella che fu una capitale della pasta di qualità non si possa identificare nella riqualificazione dell'ex- mulino Alvino, all'ingresso della città. Memoria storica in via di salvataggio, per la quale si è fatto ricorso a finanziamento privato dell'importo di sette milioni di euro. Ma nel 2019 forse non basterà salvare solo l'immagine della città. Non si può fare qualcosa di più?

Pubblicato su Roma Cronache lucane il 09.08.2017

 

 

Nino Grilli
17 agosto 2017 16:08