Venerdi, 20 settembre 2019

Il governissimo di Matera per il 2019

governissimo

 

Direzione Matera 2019, si cambia! Non creiamoci illusioni. Non è arrivata la Ferrovia dello Stato a Matera. Per quella bisognerà attendere il prossimo quinquennio. Almeno a sentire le promesse e se le stesse saranno poi mantenute. Il cambiamento riguarda invece la gestione politico amministrativa della Città dei Sassi in proiezione 2019, anno in cui assumerà a pieno il titolo di Capitale europea della cultura. La nomina, in realtà, è diventata concreta sin dal 17 ottobre 2014. Dopo trentasei mesi proprio la parte politica sembra essere quella che ha recitato il ruolo meno produttivo per arrivare in maniera dignitosa al fatidico appuntamento.  Il tempo trascorso si è consumato tra diatribe delle singolari parti politiche, in una sorta di farsa innescata tra una maggioranza fin troppo variegata, frutto di ipotetiche appartenenze ideologiche e una minoranza alquanto dilaniata nelle singole correnti interne. E' fuor di dubbio che il prossimo futuro della Città dei Sassi ruoti attorno a questo traguardo e alle probabili consistenti risorse che possono arrivare in virtù di questo spettacolare risultato raggiunto orsono trentadue mesi fa.  Una cosa è certa. Si poteva fare di più, anzi molto di più, ma così non è stato e il sentore popolare appare del tutto deluso dell'andamento delle cose e c'è chi persino si mostra pentito di aver provocato un aleatorio cambiamento nella conduzione del progetto internazionale che potrebbe comportare senza alcun dubbio una enorme possibilità di crescita della città di Matera. E allora, infine, si è deciso di cambiare! Un cambiamento sui generis in clima politico, se così si può definire.  A Matera, ancora una volta, si è dimostrato che in "politica" è tutto possibile, anche l'imprevisto e persino l'imprevedibile. Chi scrive ha più volte definito, in tema di politica, che Matera può considerarsi una "repubblica a parte" per quello che accade quando si tratta di vicende di stampo politico. Nella Città dei Sassi si riescono a creare situazioni che nemmeno a livello nazionale si ha il coraggio di fare, almeno in maniera del tutto spontanea, per usare un eufemismo. Persino a livello di definizione, poiché l'attuale gestione politica amministrativa è stata etichettata come un atipico "governissimo", il che fa pensare a qualcosa di mastodontico, di grande utilità ed efficacia, ma che altri non è che un tentativo, neanche tanto logico, di ripristinare e porre sotto controllo i buoni e redditizi risultati che soggetti protagonisti della precedente amministrazione, ossia quella che si era spesa utilmente per la nomina, sono riusciti ad ottenere. Resta tutto da dimostrare se il cosiddetto "governissimo" saprà recuperare il tempo perduto, il che appare appartenere più al novero della mission impossible, piuttosto che catalogarlo come speranzosa opportunità di un successo che sembra svanire pian piano dalle corde del bene comune della città. Non resta che sperare nella realizzazione dei progetti meno consistenti, ma che possano tornare utili a valorizzare la qualità e l'immagine della città. Piccoli ma adeguati interventi che possano affiancarsi all'enorme strapotere attrattivo che sta progressivamente esaltando l'interesse della città con gli antichi rioni Sassi, alla crescita esponenziale che si sta registrando sulla costante presenza di turisti e visitatori che sicuramente saranno attratti (e, in verità, lo sono già) dalla futura investitura della città nel 2019. Per quanto riguarda interventi più consistenti e di tipo materiale, come le infrastrutture stradali o la stessa Ferrovia dello Stato, bisogna farsene una ragione in quanto per quella data se tutto va bene potrebbe essere (forse) avviato qualche cantiere che riesca a sottrarre Matera dal suo atavico isolamento. Ben venga (ultima speranza?) quello che si è autoproclamato "governissimo" se almeno l'essenziale potrà trovare uno sfogo in tal senso. Sarà un po' come accontentarsi, ma almeno è sempre meglio del nulla o quasi fatto finora. Bisognerà aprire le coscienze al bene comune, alla vera legalità e alla vera libertà. Ma per fare questo occorre un vero cambiamento che non può prescindere dalla presenza di nuove generazioni, tenendo alla larga vecchi volponi o pseudo politicanti, sempre propensi a salire sul fatidico carro del vincitore. La posta in gioco è altissima per portare la città di Matera a un livello che sicuramente le compete nel panorama internazionale con la sua storia millenaria.

Pubblicato il 04.08.2017 sul Roma-cronache lucane

 

 

Nino Grilli
08 agosto 2017 10:22