Martedi, 21 novembre 2017

Chi è causa del suo mal

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"Chi è causa del suo mal pianga se stesso". Lungi dalle ambiziose intenzioni di parafrasare il detto, seppure rivisitato, di Dante Alighieri, la considerazione sorge spontanea nella stima di alcuni fenomeni sociali del nostro tempo o ancor più semplicemente sulle problematiche politiche  e sulle polemiche locali attivate nella futura Capitale europea della cultura nel 2019. Al di là della caducità o dell'inattendibilità spesso attribuita ai proverbi fa riflettere, invece, la possibilità di argomentazione attorno agli stessi. Il ragionamento porta, anche in questo caso, fatalmente ad una realtà che provoca sconcerto, ma anche ad un ineludibile mea culpa. Il noto proverbio, in realtà, si può assimilare a diversi aspetti che stanno caratterizzando, purtroppo in maniera negativa, un percorso che appariva luminoso ma che sembra si vada sconsolatamente spegnendo strada facendo. Una simile designazione dovrebbe servire a mettere in mostra lo sviluppo culturale o  addirittura trasformare la propria base culturale allo scopo di assumere una visibilità internazionale. Resta da comprendere quale sia la causa per cui ci si vede costretti a piangere del proprio mal. Viene da pensare a questo punto alla "colpevolezza" dei cittadini materani che, con il loro consenso, hanno inteso conferire affidabilità a certi amministratori locali. Sperare che a "piangere del proprio male" sia una collettività intera appare alquanto improbabile oltre che improponibile. La sovranità popolare e l'auspicata autorevolezza, del resto, sono oramai smarrite da un bel pezzo e non sembra più esistere il coraggio di essere determinanti nelle occasioni elettorali. Predomina, invece, una ingenuità verso utopiche speranze che vanificano, di conseguenza, la coerenza e la necessaria sostanza sul da farsi. Viene da pensare, allora, di chiamare in causa(del mal) gli illustri protagonisti della politica locale, ma sperare che possano piangere del loro male è vera utopia. Appaiono, infatti, per lo più avvezzi a crogiolarsi nei loro enigmatici comportamenti, persino convinti di non commettere alcun male. Sviscerando il problema, allora, viene da pensare di chiamare in causa chi si prodiga in favore di costoro, assumendo plateali funzioni di testimonial o sponsor, traendo così in inganno i cittadini che nella loro ingenuità si lasciano abbindolare dalle false promesse. Sono questi forse i soggetti più pericolosi che con la loro scaltra loquacità riescono a far intravedere l'esistenza di un illusorio futuro migliore, salvo poi essere i primi a rimangiarsi tutto alla prima occasione. Viene da chiedersi, nelle alterne vicende che coinvolgono il futuro della Capitale nel 2019, se esiste un architettato disegno da parte di qualche illustre protagonista per ritrovarsi nuovamente a galla nel momento cruciale della concreta assunzione dell'ambizioso compito. Ora che tutte le critiche vengono mosse nei riguardi dell'attuale amministrazione, colpevolizzata per una disastrosa conduzione del percorso verso il 2019, i cittadini materani dovrebbero chiedersi: chi si è speso per sovvertire la precedente parte politica che, nel bene e nel male, era riuscita ad ottenere la prestigiosa nomina? E poi ne è valsa la pena? Forse no, visti i risultati! Magra consolazione, a questo punto, quella di individuare la causa del male! Soprattutto se non la si comprende e nelle future importanti occasioni, si continua a cadere nello stesso tranello, magari riponendo la fiducia nella stessa direzione. A "piangere", per il momento è solo la speranza per una città di un fulgido futuro che rischia sconsolatamente di trasformarsi in una penosa disfatta. Ma ora occorre guardare avanti. C'è bisogno di non escludere chi si è già speso in passato per questo prestigioso obiettivo. Occorre però isolare chi, invece, millantando competenza e impegno spera magari, al momento opportuno, di impossessarsi del timone o di reclamare blandi meriti sulla nomination. Chissà che un energico e salutare repulisti per rivendicare il bene della comunità materana e puntare su serie capacità e competenze potrà mai avvenire! Ma anche questa, come di consueto, è un'altra storia!!!

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Mt 2019, quante facce toste

Il buon Nino Grilli scomoda e rivisita Dante Alighieri sull'onda del " chi è causa del suo mal..." per denunciare ancora una volta l'ipocrisia di quanti hanno soffocato e affossato per due anni ottimismo e attività dei programmi legati a "Matera 2019" per mediocrità,opportunismo, disegni di regionalizzazione di bassa lega politica, che sono rimasti (o costretti) al loro posto ergendosi a paladini di un rinnovato rilancio. Non sono credibili e nè tantomeno hanno dignità, volontà e coraggio di fare mea culpa e di dimettersi. La richiesta di commissariamento della Fondazione resta e ci sta tutta , qualunque saranno risposte e risultanze delle tre interrogazioni parlamentari alle qual dovrà rispondere il ministro per i Beni culturali e Turismo Dario Franceschi. Del resto aldilà degli impalpabili progetti di Open design School, Buildup e I-dea attivati e di scarsa presa sulla comunità locale anche il programma di opere pubbliche mostra limiti e fiato corto, a causa degli organici carenti del Comune e dei tempi di esecuzione. Che il Governo intervenga in maniera decisa come ha fatto per Milano Expo 2015. Di figuracce ne abbiamo rimediate tante. Fatti, misfatti e personaggi sono lì con un "facciatostismo" imperante, saldamente ancorato alle poltrone nella tradizione della "città del divano". 

Franco Martina

 

 

Nino Grilli
27 febbraio 2017 13:27