Venerdi, 24 novembre 2017

Dubbi o certezze nella libera informazione

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Una lunga serie di dubbi mi assale all'improvviso! Nella mia non breve attività dedicata alla libera informazione, mi chiedo se aver fatto il proprio dovere, aver tenuto sempre in debito conto la verità, supportata da evidenti e inconfutabili elementi, aver cercato di essere coerente, può rappresentare un motivo di preoccupazione, se non addirittura un difetto? Non essersi lasciato intimidire al cospetto delle prepotenze, delle millantate autorevolezze, della tracotante superbia di chi pensa di poter imporre la sua volontà a tutti i costi, può essere definito come un limite o un sintomo di scarsa intelligenza? Non aver confidato in sofisticate e inopinate protezioni nella sciocca convinzione che potessero condurre a un irreale giovamento, può dirsi una qualità negativa, una sorta di presunzione? A margine di queste considerazioni giunge spontanea una riflessione, che condivido con un altro collega giornalista, Nicola Piccenna. Alcuni anni fa (una decina per la precisione) illustri personaggi della carta stampata locale misero alla gogna (me e Nicola Piccenna), definendoci, a titolo gratuito, come "diffamatori", per le numerose querele (una trentina) a nostro carico presentate dall'avv. Emilio Nicola Buccico, a seguito di articoli pubblicati sul settimanale locale "IlResto" che lo menzionavano. L'insulsa notizia pubblicata con grande risonanza e persino con l'esposizione di apposite locandine nelle edicole della città non aveva alcun fondamento in quanto non supportata da alcun giudizio definitivo nelle sedi opportune. Un classico esempio di scorretta informazione che caratterizza chi pubblica notizie, senza alcun ritegno ledendo l'immagine e l'altrui integrità morale. Si badò, all'epoca, a colpire chi si pensava essere l'anello debole della situazione, a totale beneficio di chi proponeva certe accuse. Quell'anello, però, nel corso degli anni, si è dimostrato tutt'altro che debole! Ha affrontato a viso aperto ogni controversia giudiziaria, fino a rischiare la possibilità di veder soppressa la propria libertà personale. Tutto ciò  senza l'ausilio di nessuno (esclusa ovviamente la difesa dell'avvocato di parte, Leonardo Pinto).  La giustizia, lenta purtroppo oltremodo nel nostro Paese, ha palesemente smontato ogni accusa. La qual cosa non è stata assolutamente riportata all'attenzione sui quotidiani locali, anzi con ogni probabilità, è stata volutamente sottaciuta! Niente affatto paragonabile a quanto verificatosi nella precedente occasione che ci poneva, pur senza alcuna ragione, in posizione soccombente. Non sarebbe opportuno che l'Ordine Nazionale dei Giornalisti (vista anche la penosa assenza sulla questione dell'Ordine regionale di Basilicata), date le circostanze, sollecitasse finalmente un opportuno intervento, volto ad affermare l'importanza del riconoscimento della libertà d'informazione (non già semplicemente del comportamento di due semplici giornalisti come Grilli e Piccenna)? La lunga serie di dubbi mi torna allora prepotentemente alla mente, tramutandole in assurde "certezze" e ponendo alcuni interrogativi: è mai possibile che ci sia chi si fa facilmente vincere da una inutile preoccupazione quando deve fare il proprio dovere, che disdegna con noncuranza atti di coerenza, che snobba sistematicamente la verità, anche al cospetto di inconfutabili elementi, che penosamente si dimostra timoroso quando deve affrontare atti di prepotenza e di tracotante superbia, forse confidando scioccamente in chissà quale sorta di protezione? Ove malauguratamente queste condizioni esistano, soprattutto per chi si occupa d'informazione, per costoro il gioco, come suol dirsi, può valere la classica candela? La fantomatica moralità professionale può andare a farsi benedire, al cospetto di qualche velleitario presumibile tornaconto personale? E'meglio crogiolarsi in un corrotto sistema generale o cercare, invece, di portare contributi, seppure modesti, per vanificarlo e magari anche combatterlo, anche a costo di qualche sacrificio personale? La scelta è, insomma, tra un comportamento palesemente scorretto (con benefici materiali) e un comportamento evidentemente integro (con benefici basilari). Chi si sente di far parte di una società dove si preferisce la corruzione, ritenendola come un bene e dove l'onestà è ritenuta come un male non ci sono dubbi su dove ricadrebbe la sua scelta. In chi, invece- come me- ritiene che l'onestà sia addirittura una malattia, necessaria però, per andare a testa alta nella vita o, come si usa in gergo giornalistico, con la schiena dritta, la scelta non può essere che assolutamente nell'opposta direzione.

Nino Grilli

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Tacere, anche per vergogna, è il male dell'Italia e della Basilicata

La tutela della democrazia ma anche lo sviluppo in un Paese civile sono strettamente dipendenti dalla libertà di informazione che quel "Paese" garantisce ai propri cittadini e dalla libertà con cui i giornalisti svolgono la propria attività se non, addirittura, la propria missione. 464Procedimenti giudiziari in totale (382 penali, 7 civili, 1 Disciplinare CSM, 74 Disciplinari Cassazione), questo lo score di Nicola Piccenna e Nino Grilli, giornalista e direttore de "Il Resto" a Matera tra il 2006 ed il 2009. 382 erano Procedimenti Penali: 141 da indagati, 123 da persone offese, 118 procedimenti penali connessi. 75 i procedimenti disciplinari a carico di magistrati in cui i danneggiati erano Piccenna e Grilli con alcuni altri occasionali compagni di udienze.

Restano in piedi 9 procedimenti penali a carico del solo Nicola Piccenna (4 per Indagini Preliminari, 4 al dibattimento 1° grado e 1 in Cassazione). Anni di processi, centinaia di udienze, zero condanne di cui rispondere alla Giustizia: 164 articoli querelati che non hanno diffamato nessuno.


(Nicola Piccenna a sx e Buccico a dx)  Nicola Piccenna e Nino Grilli

Grande risalto al "complotto contro Buccico"

Il qerulomane principale, Avv. Emilio Nicola Buccico che in 20 querele si doleva di 102 articoli, oggi è indagato per calunnia derivante da evidenze documentali: sapeva di querelare falsamente i giornalisti. Neanche adesso, neanche con i processi finiti, siamo riusciti a scucire una parola di esplicita condanna morale, con nomi e cognomi, dall'Ordine dei Giornalisti. E' così difficile persino salire sul carro dei vincitori che L'Ordine ha lasciato soli nelle aule delle Procure e dei Tribunali? E' così difficile scrivere il nome del querelante (Emilio Nicola Buccico) che perde TUTTE le querele (20) su TUTTI gli articoli (102) in cui era citato il suo nome?
Evidentemente sì! Ma questo non è il segnale che ci sono troppi Don Abbondio tra i giornalisti e nemmeno che chi si candida negli organismi regionali e nazionali dovrebbe avere dimostrato un minimo di coraggio professionale (o anche "pubblicistico") per concorrere alle cariche elettive di rappresentanza nell'Ordine. L'aspetto davvero preoccupante è che l'arretratezza economica e strutturale in cui versano l'Italia e la più ricca regione Italiana, la Basilicata, non sono dovuti solo alla corruzione, alla mala politica, alla mala sanità, alla mala-giustizia ed alla malavita ma sono principalmente conseguenza della mala-informazione. Tutti i "malamente" possono crescere e prosperare solo se l'informazione si volta dall'altra parte, se il giornalista c'ha famiglia, se l'editore determina la linea editoriale ed i giornalisti piegano la testa.

Per questo occorreva stroncare un piccolo settimanale di provincia che aveva l'ardire di informare e basta: pubblicando notizie vere, di pubblico interesse e con linguaggio continente. Così recitano le sentenze, i decreti e le ordinanze che quei giornalisti hanno assolto, prosciolto e di cui hanno archiviato i procedimenti penali. Per questo, oggi, bisogna tacere. Poiché due "quisque de populo" hanno vinto contro tutti ed erano i meno "attrezzati" per farlo e allora i maggiorenti, i più attrezzati, quelli che lo stipendio lo prendono tutti i mesi (alcuni persino con molti zeri), un po' si vergognano e... tacciono! segui la trasmissione radiofonica del 19/10/2016 "Onda Libera" su Radio Padania Libera: una libera informazione ancora esiste! https://www.youtube.com/watch?v=xW9_x3wOGSw#action=share

Nicola Piccenna

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Messaggio inviato al collega Franco Martina

Il SEGUITO DI UN POST
E' il seguito del mio ultimo post ed e' anche il frutto "piacevole" (si fa per dire!) della diretta conseguenza di circa dieci anni di vicende giudiziarie che hanno visto me e Nicola essere ingiustamente incolpati per reati che vari tribunali hanno definito ora come "impossibili", oppure "che il fatto non sussiste" e una prescrizione peraltro si può dire provocata e richiesta dallo stesso querelante. Tutto ciò nell'indifferenza generale degli organi d'informazione, ben propensi alcuni anni fa ad etichettarci, senza motivo e alcuna giustificazione, come "diffamatori" e dell'Ordine dei Giornalisti della Basilicata che ha sempre brillato per la su assenza, persino quando ha ricevuto sollecitazioni dallo stesso presidente nazionale Enzo Iacopino, per una semplice (e forse anche doverosa) tutela della libertà d'informazione, non certo di due giornalisti di un piccolo settimanale. La giustizia, per fortuna, è stata di diverso parere, ma la libertà d'informazione in questa regione e sopratutto in questa città ha subìto una indegna mortificazione.
Nino Grilli 

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Sempre assolti nonostante tutto

Ne avevamo parlato in passato delle assoluzioni continue per un reato, quello associativo finalizzato alla diffamazione, nei confronti di due colleghi che scrivevano per una testata locale '' Il Resto''.

Ora che la vicenda è conclusa chiedono che alla cosa venga dato risalto come quando partì. Titoli, ampi servizi ma oggi appena qualche pacca sulle spalle, poche righe da alcune testate locali e dall'Ordine dei giornalisti. Si attendevano qualcosa in più, a giudicare da quello che scrivono.

La cosa è anche finita su youtube. Ma resta il dibattito su libertà di informazione, diritto e diritti e giustizia a conclusione di tutte le inchieste e vicende giudiziarie, che si concludono con delle assoluzione. Sono i limiti del BelPaese, che non riesce, non vuole o essere ''normale''. Perché?

Le analisi portano a diverse considerazioni e risultati. Attendiamo riforme e senso di responsabilità, giornalisti compresi, in una fase caratterizzata da attacchi continui alla libertà di espressione, anche nelle società e con i governi democratici. Mala tempora currunt. Schiena dritta e occhi e orecchie vigili...con tutti questi attacchi alla Costituzione rimasta inattuata ( non lo dimentichiamo) e a pseudo riformismi che portano ad accentramenti e autoritaritarismi, con un forte e strisciante ridimensionamento alle libertà individuali.

Franco Martina

 

 

 

Nino Grilli
20 ottobre 2016 09:03