Giovedi, 14 novembre 2019

Raccolta 2016.Annata positiva ma crollano i prezzi del grano duro in Italia

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Cerealicoltori lucani e nazionali allo sbando.  Il raccolto  2016 registra le rese più alte dell'ultimo trentennioma crollano i prezzi. Le aziende sono al tracollo e i produttori passano al contrattacco ritenendo strumentaleil fenomeno dei prezzi bassi. Il calo erain parte prevedibile alla trebbiatura,  ma non ci si aspettava un tracollo del prezzo di circa il 50% rispetto all'annata scorsapari a circa 30 euro al quintale. Le Associazioni di categoria protestano al ricatto commercialeper gli attuali euro 16 al q.lee sul fenomeno interviene a favore dei produttori anche la FIDAF, Federazione Provinciale dei dottori in Sc. Agrarie e Forestali di Matera con il suo Presidente.

"Dopo il raccolto 2016, riferisce il dott. Emanuele D'Adamo,come storicamente accaduto, ci si aspettava una ripartenza dei prezzi; ma al momento, purtroppo, si devefare i conti con un fenomeno mai registrato in passato: l'immissione nel mercato italiano, versante Adriatico, di ingenti quantitativi di grano importato da paesi extracomunitari proprio nel periodo della trebbiatura. Era noto, già un paio di mesi fa, dice il Presidente D'Adamo, che il grano duro canadese , raccolto 2015, sarebbe stato disponibile (in Italia)per quest'estate a prezzi piuttosto ragionevoli oscillanti tra 21 e 23 euro al q.le;  ma, nessuno avrebbe immaginato l'attualòe ribassoa euro 16 al q.le. Alcuni rapportano il valore di 5 kg. di pane a 100 kg. di grano.   Alla luce di un raccolto dalle rese eccezionali  ci si aspettava un rilancio economico-finanziario per le aziende cerealicole;  di contro,  per il calo del prezzo,l'annata è valutata negativae, tantissime aziende cerealicole sono ormai al collasso.  I commercianti-acquirenti - continua il rappresentante FIDAF -giustificano il crollo dei prezzi lamentando un'immissione sul mercato di prodotto nazionale superiore alla media caratterizzato da scarsa qualità  in tenore proteico (inferiore al 13%) causa, secondo loro,  che impone la miscela di grani d' importazione ( più pregiati ?)  per raggiungere i requisiti minimi per la pastificazione.I produttori, di contro, ritengono il ribasso di prezzo ingiustificato e strumentaleperché non è concordatoe perché  pone in stato di passività persino aziende che hanno prodotto meno di 50 q.le per ettaro. Di fronte al fenomeno la Ns. Federazione di esperti in politiche agrarie, ovviamente condanna l'atteggiamento unilaterale assunto dai commerciantivisto che risultano passive(da analisi contabili) persino le aziende che hanno prodotto 50 q.le per ettaro di grano ( q.li 50 x 16= euro 800 ettaro).

 

 Il problema è controverso e le soluzioni - dice ancora il Presidente FIDAF- sta nelle propostegià avanzate  ai tavoli tecnici dai rappresentanti dei produttori. Il potenziamento dei centri di stoccaggio, gli accordi e i contratti di filiera, la trasparenza delle borse merci, la sospensione temporanea delle autorizzazioni alle importazioni, il contrasto alle speculazioni di settore, etc. riferitialla XIII Commissione Agricoltura della Camera  e al Dipartimento Politiche Agricole della Regione Basilicata devono essere prese in seria considerazione soprattutto alla luce dei fenomeni negativi dei prezzi che già hanno interessato il settore olivicolo e lattiero-caseario.  E' probabile che, se il Piano Cerealicolo Nazionale fosse stato innovato certamente il crollo dei prezzi dei cereali (compreso orzo e avena) non si sarebbe verificato.  Relativamente allo " sciopero delle semina" proposto  da alcune sigle sindacali - conclude il Presidente D'Adamo - occorreuna profonda riflessione per le ipotetiche ricadute negative in materia di Condizionalità.

                                                                                                   Presidente FIDAF-MT    Emanuele D'ADAMO    Tel  320.5530664

 

 

 

 

Redazione on line
01 agosto 2016 13:05