Martedi, 21 novembre 2017

Eni ha regalato a De Filippo un hotel a Milano. Il turismo è un settore fiorente

Il vigile Pagano, stando al testo delle intercettazioni, si lascia scappare una frase circa una presunta regalia che De Filippo avrebbe ricevuto da Eni. Vedremo se gli inquirenti saranno in grado di risalire alla veridicità di queste affermazioni

defilippo

Sarebbe utile chiedere per iscritto indagini patrimoniali, estese anche all'estero, per tutte le dinastie del PD e dintorni, non solo per Vito De Filippo, ma anche per Bubbico e Pittella. La frase pronunciata dal vigile Pagano sarebbe un fatto gravissimo qualora gli inquirenti trovino dei riscontri concreti. Ma andiamo con ordine su questa vicenda.

Le intercettazioni delineano un quadro da guerra politica, ove Pittella cerca di mettere le sue bandierine in Val Sauro, e la Vicino con De Filippo ad arginarne le mire. Per sostenere la guerra la Vicino ha bisogno di mezzi, come i cellulari intestati alla Provincia di Potenza che lei usa per i fatti propri, o l'auto comunale della Polizia Municipale di Corleto ( più che polizia sembra la sua milizia personale ) con la quale fa le commissioni private, dalla parrucchiera al panificio, fino alla campagna elettorale, autista incluso, nonostante da dipendenti comunali gli autisti ricoprissero le mansioni di operai.

Quindi vigili e relativa auto, servivano anche alle campagne elettorali del PD, ed addirittura a fare propaganda anche politica come in occasione delle primarie del PD e del sostegno da dare al defunto Luongo ed ecco che nell'auto della polizia municipale si caricavano i santini ed i fac simili.

La Vicino usava il cellulare della Provincia di Potenza per la campagne elettorali, come nelle europee del 2014, quando soltanto a Corleto Perticara, Gianni Pittella non fu il primo eletto, un risultato così evidente e forte che De Filippo si congratulò telefonicamente con la Vicino dicendo: "Gesù, hai superato a Pittella!...sei un capo vero, veramente!" E quando la Vicino capisce che in paese qualcuno, (l'avvocato Massari, attuale sindaco in quota Pittella soprannominato "il principino" dalla stessa Vicino) sta preparando le liste contro di lei alle future comunali, Don Paolo Paradiso, parroco locale, era pronto all'azione al fianco della Vicino, infatti il fratello del Don è stato assunto grazie al petrolio.

La fedeltà è alla Vicino più che alla croce, infatti il don si conferma nella "messa" a disposizione politica addirittura nel fare la guerra al locale presidente dell'Azione Cattolica, Luca Guerra, ispettore di polizia in quiescenza, pericoloso perché stimato da molti. Don Paradiso assicura alla Vicino il suo impegno anche in consiglio pastorale pur di non farlo candidare. Il parroco si conferma uno dei terminali del "protocollo Vicino" utile a gestire le assunzioni da convogliare verso i propri sostenitori politici, elencando precisamente i nomi di chi non ha votato la Vicino e non si meritava il "lavoro" secondo il Don. In cambio la Vicino metteva sul piatto anche l'appoggio per la festa patronale.

Rosa Tutino, dirigente ARBEA, moglie di De Filippo, nonché segretario ad horas del marito, infatti è la Tutino ad usare il cellullare (intestato ad Arbea) col quale comunica alla Vicino le utenze telefoniche della collaboratrice di De Filippo, Mariachiara Montemurro, candidata all'epoca al Comune di Gallicchio e dove infatti fu la prima eletta della sua lista, ma oltre a questo la mansione principale era aggiornare la Vicino sulla stato d'avanzamento della raccomandazione a favore del figlio della Vicino che doveva lavorare in Eni. La Vicino nonostante tutta la riverenza che a volte mostra a De Filippo, in altre conversazioni sostiene invece che non gli era simpatico.

La Vicino denigrava sia De Filippo che i suoi candidati, infatti definiva Luongo "quel morto di Luongo", ma con quel sistema anche i morti o gli assenti potevano vincere, infatti il vigile urbano Giovanni Pagano durante le primarie del PD si recava alle urne presiedute da Luana Savino ( consigliere comunale di maggioranza PD e dipendente di Total ) e consegnava al seggio, dopo essersi girato le campagne, i documenti d'identità di cittadini non recatisi a votare.

I vigili sembrano degli intermediari, sono centrali per carpire sia i risvolti sociali del protocollo Vicino ma anche gli equilibri politici interni, e discutono della mancata volontà della Vicino di ricandidarsi, riflettono sulle lotte interne al PD e del fatto che alla Vicino interessi ora solo sistemare il figlio presso Eni. Proprio ENI viene citata dal vigile Pagano perché stando al testo delle intercettazioni il vigile si lascia andare una frase:"Eni ha regalato a De Filippo un hotel a Milano".

La Vicino non perde occasione per sputare nel piatto in cui mangia e ad un'amica confessa che dopotutto De Filippo non le è simpatico ed addita De Filippo come "uno che si fa i cazzi suoi" e che tutto sommato nonostante il legame politico forte tra i due, De Filippo le fa "schifo". Forse lo schifo della Vicino verso "il De Filippo" come lo chiamano i magistrati negli atti, era dovuto anche al fatto che l'assunzione in Eni per il figlio non arrivava ed infatti il figlio della Vicino nel marzo 2015 lavorava con la D'Apollonia spa, braccio operativo del RINA SERVICES (servizi integrati per l'ingegneria), indotto Eni in Val d'Agri, la quale versava 43mila euro annui lordi alla D'Apollonia per la retribuzione di Gerardo Fiore, figlio della Vicino.

Pazzesco il gioco al massacro degli attori di questa vicenda, uno scenario da Catilinarie, dove addirittura lo stesso manager Total, Cobianchi, dopo essersi prestato ad una serie di complicità con la Vicino, quando le pressioni di quest'ultima si fanno per lui opprimenti, arriva a dire che il motto Vicino:"se non lavoriamo noi anche gli altri staranno a guardare, da qui non esce una carta" era ascrivibile ai reati di concussione od omissione d'atti d'ufficio. 

 

 

di Giorgio Santoriello e Andrea Spartaco

 

Eni ha regalato a De Filippo un hotel a Milano. Il turismo è un settore fiorente

Redazione on line
30 maggio 2016 01:54