Martedi, 26 settembre 2017

Assolti i due giornalisti Piccenna e Grilli a seguito di querele dell'avv. Buccico

ingiustizia

Assolti Nicola Piccenna e Nino Grilli. Ai due giornalisti erano contestati ben 5 capi di imputazione a seguito di querele dell'Avv. Emilio Nicola Buccico, ritenute assolutamente infondate dal Tribunale Penale di Salerno. Oggetto di contestazione 7 articoli scritti da Piccenna e pubblicati dal settimanale "Il Resto", non graditi dall'Avv. Buccico. Infatti, il giornalista riferì di un incarico professionale conferito all'Avv Angela Buccico, nonché del colloquio tra esso Buccico, l'allora Procuratore di Potenza, Giuseppe Galante ed il sost. proc. Dssa De Luca nel corso del quale Buccico si prodigò in apprezzamenti e considerazioni pubblicate dal giornalista.

L'avv. Leonardo Pinto, difensore di entrambi gli imputati, nell'arringa finale ha ricordato come il giornalismo d'inchiesta meriti una ampia tutela ordinamentale per la sua alta funzione di difesa della democrazia e della sovranità popolare nel nostro ordinamento costituzionale, non mancando tuttavia di evidenziare l'infondatezza dell'accusa con riferimento agli articoli oggetto di contestazione.

Il giudice, dopo una lunga camera di consiglio, oggi 6/4/2016 ha letto il dispositivo della sentenza di assoluzione per Piccenna, quale redattore degli articoli e Grilli quale direttore responsabile del settimanale, affermando così, ancora una volta, i principi della libertà di informazione e del diritto di cronaca e di critica tutelati dall'art 21 della Costituzione. Nel corso dell'ampia e approfondita istruttoria, l'avv Pinto ha interrogato i testi: Dr. Luigi De Magistris, Cap. CC Pasquale Zacheo ed il Maresciallo GdF Luigi Musardo, i quali hanno ripercorso ed illustrato al Giudice vicende dell'inchiesta Toghe Lucane, trattate negli articoli posti a base dell'accusa.

Ed ancora, del rinvenimento di una querela di Buccico nel PC del Dr Giuseppe Chieco (allora procuratore della repubblica a Matera). Infine, altra doglianza, riguardò l'interpello al l'onorevole Nicola Mancino, all'epoca Vice Presidente CSM, circa l'inopportunità di partecipare ad un convegno con gli studenti sul tema delle garanzie costituzionali che vedeva correlatore Emilio Nicola Buccico, all'epoca indagato per gravissimi reati.

 

 

 

Nicola Piccenna

Redazione on line
06 aprile 2016 20:04

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