Sabato, 29 luglio 2017

I deliri di De Filippo sul petrolio lucano

E intanto ENI sponsorizza il Festival di Sanremo che vede uno dei presentatori proprio un lucano, Rocco Papaleo. Per la serie Basilicata che bello, chissà forse vincerà anche Arisa?

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Il testo dei deliri di Vito De Filippo e' qui: "... c'e tutto un sistema di monitoraggi, di controlli, la previsione dell'uso delle migliori tecnologie possiibili, la realizzazione di investimenti per attenuare l'impatto del petrolio a 360 gradi, dall'aspetto ambientale e sanitario sino a quello informativo e direi anche emozionale" (Il governatore Vito De Filippo, sulla situazione in Basilciata Il Corriere Economia, 30 Gennaio 2012 Intervista di Vito Fatiguso).

Secondo il governatore della Basilicata Vito De Filippo e secondo Confindustria Basilicata, in Lucania e' tutt'apposto. Secondo loro, la Basilicata incassa, c'e' piu' crescita e piu' occupazione. Ed e' pure tutto pulito. Un paradiso.

Dicono che grazie a questo magnifico "memorandum" - una sorta di inciucio politici-petrolieri con il quale si aumentano le estrazioni petrolifere in Basilicata - alla regione giungeranno altri 6 miliardi di euro, e piu' royalties. Dicono che le estrazioni passeranno da 104 a 130 mila barili di petrolio al giorno, ma promettono che ci sara' anche l'aumento di produzione di energia rinnovabile. Dicono che la Basilicata deve diventare una "filiera energetica".

Ma... quanta energia usano i lucani? Gli servono davvero altri pozzi e pure altra energia rinnovabile? E da quand' in qua il rinnovabile si fa per fare piu' petrolio? Ma non era che il rinnovabile si faceva per usare MENO idrocarburi?

Detta cosi' pare sola una gran presa in giro.

Della serie: trivelliamo di piu, ma stai tranquillo che ti mettiamo pure una bella pala eolica per farti stare zitto. Soprattutto aumentano le trivellazione senza che sia mai stato fatto un vero studio comprensivo, completo sull'inquinamento portato alla Basilicata dal'ENI e dalla Total fino ad adesso.

Dicono che in Basilicata c'e' il progetto "Trend 1" dell'ENI (61%) - Shell (39%) in Val D'Agri, con perno a Cerro Falcone, Monte Enoc e Monte Alpi. Poi c'e' quello "Tempa Rossa" della Total a Gorgoglione. E poi dicono che tutti questi buchi hanno portato al lavoro che incide sui "fondamentali", cioe' che c'e' gente assunta dall'Unione Europea per infrastrutture, saperi e occupazione. E che sperano all'apertura di piccole imprese.

Che belle parole! Sara'. Io non ho visto niente di tutto cio' in Basilicata: ho solo visto il centro di sviluppo imprese lucano, in Val D'Agri, abbandondato, con le ragnatele sul citofono e arrugginito. Ho visto solo bar chiusi per la puzza di idrogeno solforato, ho visto solo contadini arrabbiati che non potevano piu' fare quello che facevano prima. Ho visto giovani con la voglia di partire e di non tornare piu'.

Ma poi, se non si e' sviluppato niente da quando il petrolio e' arrivato, nel 1993, fino ad oggi - e sono quasi 20 anni! - come fa Vito De Filippo a pensare che adesso magicamente il petrolio portera' alla Basilicata effetti paradisiaci, gioia ed euforia? Forse portera' benessere ai petrolieri che vivono nelle loro belle case di Milano, di Londra, di Parigi. Non certo alla gente normale...

Dicono che grazie a questo magnifico memorandum, Regione e Confindustria hanno avviato il "contratto di rete" del petrolio! Eh, e che significa? Cos'e' un contratto di rete?

Da come la leggo io, puo' significare una sola cosa: INCIUCI. De Filippo dimentica che il "contratto di rete" una regione deve farla con i SUOI CITTADINI e non con una lobby. Dimentica che sudetta lobby petrolifera ha fatto solo danni in Basilicata nonostante la sua propaganda di stampo sovietico.

E le carpe morte, il petrolio nel miele, la puzza di idrogeno solforato, la gente giovane che misteriosamente si ammala di tumori e di leucemie, la monnezza nei campi come sono state "attenuate" queste?

I dati ISTAT non mentono: nonostante tutte queste balle di Vito De Filippo la Basilicata e' la regione piu' povera d'Italia, petrolio o non petrolio.

Dicono che se in Basilicata di lavora sul petrolio e' "inevitabile" che si sviluppino competenze e allora e' logico ritenere che le competenze lucane possano trovare spazi anche oltre i confini della regione.

E di grazia, quali competenze? Io ho visto solo poveracci con lo sguardo spento uscire da quel centro oli, altro che competenze oltre i confini della regione! Ma che competenze vogliamo esportare? Come si buca un territorio sano? Come si pompa monnezza dal sottosuolo? Come si nascondono i rifiuti petroliferi? E che secondo lei in Italia sono queste le competenze che ci servono?

Mai sentito parlare dell'hightech, nanotech, biotech? Mai sentito parlare dell'eta' dell'informazione, della programmazione, della scienza (vera e non quella al soldo dell'ENI)?

Infine la chicca: dicono che pure a scrivere un articolo di giornale si inquina, che lo sanno che il petrolio e' inqunante ma che deve esistere una impronta ecologica accettabile, e che dunque e' possibile trovare un compromesso.

Si il famoso, odiato compromesso: siccome stampo una pagina di giornale, devo essere autorizzato a trivellare tutto il trivellabile.

La mia proposta? Caro De Filippo, senta a me: prenda casa a Viggiano, ci porti i suoi figli e i suoi nipoti, e tutti assieme andate a vivere a 500 metri dal centro oli, giu, nelle vigne, in pianta stabile, e poi mi faccia sapere se il tanfo di uova marcie, i mal di testa, i rumori e tremolii continui sono una "impronta ecologica" accettabile o no.

E poi, quando lei si sara' bello sistemato, diciamo per un mesetto e vedra' i suoi figli respirare quella monnezza giorno dopo giorno, mi faccia sapere qual'e' il suo "livello emotivo" e quali centraline lo controllano.

Mi sa tanto che per lei l'"impronta ecologica" e' accettabile fintanto che riguarda gli altri, quelli che non hanno firmato ne "il contratto di rete" con Confindustria ne il "memorandum" e dalle cui lacrime e dal cui sangue viene fuori il suo stipendio.

Un governatore cosi non serve a nessuno.

 

di Maria Rita D'orsogna

 

Redazione on line
14 febbraio 2012 23:57

2 commenti

martedì 01 aprile 2014

nicola d.

Da un lucano trasferito a milano che vorrebbe ritornare nella propria terra,per respirare i profumi di un tempo, ma questi politici scarsi e statici mi procurano solo dispiaceri.GrAZIE A PINO APRILE ho scoperto voi ,vi seguirò con attenzione non cadete nella rete delle lobby,con stima nicola d.

mercoledì 29 gennaio 2014

nicola d.

Grazie dal nostalgico Nicola emigrato a Milano purtroppo. Bisogna cambiare e combattere questo strapotere politico che arriva dall'area petrolio. I lucani vanno informati dei rischi che corrono,salute e ambie. Il turismo e il cibo genuino saranno ricordi. Formiamo un comitato NO_OIL.Briganti.

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