Lunedi, 25 maggio 2020

Memorandum petrolio e l’entusiasmo di “Guido” De Filippo (PD) e “Vito” Viceconte (PDL)”. Benedetto dal Senatore Felice Belisario (IDV).

“Questo accordo si tradurrà in un ulteriore saccheggio della nostra terra”

"Sul memorandum tra Stato e Regione non condivido l'entusiasmo di "Guido" De Filippo (PD) e "Vito" Viceconte (PDL)". L'incontro benedetto dal Senatore Felice Belisario (IDV).

Dopo la firma del memorandum su "petrolio e sviluppo" fra lo Stato e la Regione Basilicata, vorrei poter condividere l'entusiasmo espresso da "Guido" De Filippo e "Vito" Viceconte. In prima fila, tra le cosiddette autorità, mi è parso di intravedere il bonario faccione del senatore Felice Belisario.

Il senatore con la sua presenza ha probabilmente benedetto l'incontro, garantendo la non belligeranza di una IDV che del resto è solita praticare la politica del "doppio binario". All'illustre senatore verrebbe da chiedere cosa ne sia stato dell'interrogazione sull'impatto delle attività estrattive in Val d'Agri che ebbe a presentare qualche tempo fa.

No, proprio non posso condividere l'entusiasmo bipartisan espresso da De Filippo e Viceconte. Questo accordo si tradurrà in un ulteriore saccheggio della nostra terra, in un maggiore impatto delle attività estrattive sull'ambiente e sulla salute. A conclusione dell'incontro, che si è tenuto presso la sala Inguscio, una voce, che non ho identificato, ha invitato i convenuti ad un "piccolo buffet".

E allora che il buffet inizi alla faccia di coloro che essendosi opposti alla scelta di una Basilicata Hub petrolifero vengono definiti "corvi" e "sciacalli". (30/4/2011 - Maurizio Bolognetti, Direzione Nazionale Radicali Italiani]

Memorandum, una cambiale in bianco per i lucani

"Prima di firmare una "cambiale in bianco" al Governo Nazionale per ottenere il solito "piatto di lenticchie" il Csail-Massaro condivide la posizione di quanti in Consiglio Regionale e soprattutto fuori dal Palazzo chiedono il rinvio della sottoscrizione del "Memorandum d'Intesa".

In proposito, il comportamento che si assumerà domani in Consiglio sarà decisivo per le sorti della contrattazione con il Governo e successivamente con le compagnie petrolifere".

E' quanto sostiene il presidente del Csail, Filippo Massaro, aggiungendo che "i consiglieri hanno dunque un'ultima possibilità di riscattarsi di fronte al popolo del petrolio semplicemente chiedendo al Presidente-sceicco De Filippo un rinvio.

Rifiutiamo la logica di chi sostiene che non c'è più tempo da perdere, soprattutto perché - dice Massaro - proviene da chi non ha saputo o voluto vigilare sui risultati della precedente intesa del 1998, con lo stesso De Filippo protagonista in quanto all'epoca assessore regionale all'Agricoltura e che non ha spiegato le ragioni del mancato rispetto di quell'accordo che adesso si vuole riproporre.

Il documento contiene troppe lacune e nelle ultime settimane ha subito un nuovo "scippo" del Governo sulle royalties che si vorrebbero dirottare per il risarcimento dei danni nel Metapontino. Forse qualcuno ha già dimenticato che per far fronte al buco di bilancio regionale preventivo 2011 il Presidente De Filippo  ha "rapinato" confiscando l'intero ammontare delle royalties per oltre 60 milioni di euro e pertanto la Val d'Agri ha già "dato" facendosi carico del sacrificio per i servizi sanitari (e non solo) di tutti i lucani.

Dunque, dopo le belle parole dell'Assessore Gentile ("anche i cittadini della Val d'Agri non potranno riconoscersi in uno Stato che da una parte gli promette una "card-elemosina" con qualche decina di euro di carburante in riconoscimento dell'apporto di petrolio dato al Paese e dall'altro chiede di pagare la benzina piu' che in ogni altra parte d'Italia con l'aumento al massimo delle accise") ci attendiamo un atteggiamento diverso del Consiglio Regionale. 

Se infatti il Governo Nazionale scarica ogni onere sulla Regione imponendole di incrementare i tributi propri ci trova altrettanto in dissenso - dice ancora Massaro - l'atteggiamento della Giunta Regionale di scaricare sulle comunità della Val d'Agri attingendo dal "pozzo di San Patrizio" delle royalties.

E' il momento di mostrare coraggio ed orgoglio che,vergognosamente, sono sinora mancati nei nostri amministratori regionali e locali".    (30/4/2011 - CSAIL - Filippo Massaro)

Il memorandum sul petrolio ed il talamo delle aspettative

La firma del memorandum di intesa sulle estrazioni petrolifere celebrato tra il presidente De Filippo  e lo Stato nelle persone dei sottosegretari Saglia e Viceconte è per molti versi una circonvenzione di incapace, un matrimonio coatto contrattato da lungo tempo che vede la Basilicata avviata ad un triste altare in cui il suo ruolo non sarà quello del coniuge consenziente, ma quello della concubina a cui non è stata mai lasciata scelta sulla qualità dello sposo.

Ciò che appare paradossale è che la grande menzogna su cui si è celebrata la funzione stia in un precedente accordo tra Stato, compagnie e regione quasi del tutto disatteso nei suoi impegni sin dalla sua sigla e che a distanza di 13 anni viene oggi imbellettato di alcuni simulacri (fondazione Mattei, osservatorio ambientale, monitoraggio e via discorrendo) che sono tali oggi, non essendosi mai materializzati per tutto il periodo precedente, in altri termini facendo passare un nuovo accordo e nuovi impegni sulle estrazioni in Basilicata senza aver mai preteso il dovuto per quello vecchio, che tuttavia andava onorato in tutte le sue parti prima di acconsentire al nuovo.

Dalla sua nascita questo movimento ha sempre posto il tema delle estrazioni di idrocarburi e del loro trattamento al centro di richieste di democrazia reale che pur avrebbero dovuto seguire ogni discussione sul tema - dal diritto alle informazioni alla condivisione con la popolazione - dovendo però concluderne, anche alla luce di quanto oggi viene siglato, che l'argomento petrolio non passa per le strade della formazione del consenso, come naturalmente dovrebbe essere in ogni paese civile, ma semmai questo viene formato sulla bisogna del primo senza alcuna altra considerazione.

In altre parole è sulle necessità di un sistema complesso in cui si incrociano indistintamente sia un fabbisogno statale di energia per il paese e di accise sui derivati a riempire le casse pubbliche, sia le strategie di gruppi privati ai profitti al fabbisogno stesso fortemente interlacciati, che si è in questi anni si è costruito "il motivo" per cui il matrimonio viene celebrato, il talamo ed i "piaceri" - quelli di compagnie & co. - e non il coniuge e le sue aspettative d'amore - i lucani, sempre più popolo bue.

Ed in nome di quel talamo si sono raccontate bugie sui monitoraggi, che tali sono nell'evidenza del loro non esserci di fatto mai stati, tante le incongruenze rilevate, sulle quantità dell'estratto, che era e continua a rimanere materia in cui il controllato si controlla da sé, sull'epidemiologia legata a quel processo industriale che ovunque è materia altamente sorvegliata vista la sua pericolosità e da noi sembra esser diventato una barzelletta balsamica in cui sono negati dati di aumento di patologie, così come cause e concause possibili, sulla scorta o di una media nazionale a cui si fa riferimento solo nei valori assoluti e non nelle curve di aumento di incidenza, o di assunti general-generici su pretesi cambiamenti degli stili di vita che andrebbero verificati sia nello stretto arco temporale in cui invece le patologie sono aumentate e soprattutto alla luce di quei cambiamenti invece realmente accaduti nelle zone oggetto di indagini epidemiologiche mai effettuate e non finisce certo qui.

Se infatti ai dati ambientali e sanitari per lo meno dubbi e sui quali si è allora preferito propendere per quelle interpretazioni dogmatiche sintetizzate nell'acritica esclusione del petrolio e trattamento dello stesso da ogni possibile fonte di danni, dovessimo aggiungere poi quei dati sulle royalties e le compensazioni (esigue per legge dello stato, percepite in ritardo -e dovremmo forse tutti ricordare la clausola sospensiva e l'affaire BEI - e poi spese malamente in progetti dal respiro clientelare sul territorio), sullo sconto benzina attivato su un fondo regolarmente costituito con un aumento del 3% delle royalties e mai devoluto con scuse risibili almeno quanto il Governo ed il Ministero che le detiene, sullo sviluppo di settori di indotto o di occupazione mai visto neppur ad essere fortemente creduloni, il quadro che ne emergerebbe avrebbe frenato qualsiasi Giunta, Consiglio, uomo politico ad apporre firme a nuovi accordi sulla scorta della mancata e palese inadempienza ai vecchi. (30/4/2011 - Comunità Lucana No Oil - Miko Somma)


24 gennaio 2012 00:13

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